il suo quieto cammino con le sue nefandezze.
Prega
Prega
perché lui ti senta,
prega
in quel dubbio che ostenta,
accarezza un cuore che non crede,
con un filo di fiato divulga la tua fede,
prega
con tutto il tuo amore,
spera anche tu in un mondo migliore,
piangi
piangi pure,
pregando andranno via le paure,
prega
senza stancarti mai,
fallo con tutta la forza che hai,
Dio a nessuno si nega,
lui c'è sempre ma tu
prega.
Eureka!
Sapete cosa ho appena scoperto!? Mi sono finalmente accorto che non sono nato per fare il poeta. Tra i miei aforismi su poeti e poesie n'esiste uno che dice proprio così: "Il vero poeta è colui la cui vita stessa è una poesia." È sempre stato uno dei miei preferiti ed è diventato il mio moto personale, perché credevo che la mia lo fosse. Forse mi sono sbagliato o ingannato da me stesso. Forse non sapevo (con tutto il rispetto per i veri poeti, laureati o meno) che ci fossero delle scuole di poesie e che per cominciare a scriverle bisognasse fare un corso in qualcuna di esse. Guardate che non sto scherzando né vi prendendo in giro, questa è una verità di fatto. Ma insomma, non mi sento né deluso né tantomeno fregato. Mi sento solo un po' vuoto dentro e totalmente "fuori pista". E per finire (almeno per ora), lo faccio con uno dei miei aforismi che recita così: "a volte la sincerità è scomoda e sgradevole... ma spesso ci toglie d'impaccio da situazioni che altrimenti diventerebbero ancora più scomode e sgradevoli della sincerità in sé!".
Jean-Paul Malfatti
Musica e fango
Questo non è un romanzo, è una pioggia di parole che mi bagna. Sono quelle che si ascoltano nelle canzoni d'amore, nelle più belle canzoni d'amore. L'intensità con cui mi piovono addosso, mi rende velocemente una pozzanghera di fango colorato.
Mi sciolgo per amore.
Ancora per una volta sono io lo spettacolo. Io sono il suo spettacolo. Io sono il suo gioco preferito e queste canzoni lo dimostrano. Il suo alfabeto è incomprensibile, lui non parla con me. Lui ascolta. Lui non esprime e non colora, non apre le mani per dare, e le chiude per non ricevere. Lui è il mio unico spettatore ed io il pagliaccio.
Ride, perché sto cercando di farlo ridere ancora una volta. Ride, perché il mio cuore vorrebbe un suo ultimo cenno.
C'è buio invece, il suo cuore è nero come la notte e i riflettori mi accecano.
Silenziosa sorrido. Sono un pagliaccio e sorrido.
Il trucco cede e divento fango di colori.
Bellissima mi sento, come non sono mai stata.
Guarda.
Mi sciolgo per amore.
Non ci sono e anche lui svanisce.
Resta la musica.
Canzoni che iniziano una storia, canzoni che chiudono una storia.
Musica e fango.
Tu sei musica.
Resti la mia bellissima canzone mai cantata.
Anonimo
Prega
Prega
perché lui ti senta,
prega
in quel dubbio che ostenta,
accarezza un cuore che non crede,
con un filo di fiato divulga la tua fede,
prega
con tutto il tuo amore,
spera anche tu in un mondo migliore,
piangi
piangi pure,
pregando andranno via le paure,
prega
senza stancarti mai,
fallo con tutta la forza che hai,
Dio a nessuno si nega,
lui c'è sempre ma tu
prega.
Eureka!
Sapete cosa ho appena scoperto!? Mi sono finalmente accorto che non sono nato per fare il poeta. Tra i miei aforismi su poeti e poesie n'esiste uno che dice proprio così: "Il vero poeta è colui la cui vita stessa è una poesia." È sempre stato uno dei miei preferiti ed è diventato il mio moto personale, perché credevo che la mia lo fosse. Forse mi sono sbagliato o ingannato da me stesso. Forse non sapevo (con tutto il rispetto per i veri poeti, laureati o meno) che ci fossero delle scuole di poesie e che per cominciare a scriverle bisognasse fare un corso in qualcuna di esse. Guardate che non sto scherzando né vi prendendo in giro, questa è una verità di fatto. Ma insomma, non mi sento né deluso né tantomeno fregato. Mi sento solo un po' vuoto dentro e totalmente "fuori pista". E per finire (almeno per ora), lo faccio con uno dei miei aforismi che recita così: "a volte la sincerità è scomoda e sgradevole... ma spesso ci toglie d'impaccio da situazioni che altrimenti diventerebbero ancora più scomode e sgradevoli della sincerità in sé!".
Jean-Paul Malfatti
Musica e fango
Questo non è un romanzo, è una pioggia di parole che mi bagna. Sono quelle che si ascoltano nelle canzoni d'amore, nelle più belle canzoni d'amore. L'intensità con cui mi piovono addosso, mi rende velocemente una pozzanghera di fango colorato.
Mi sciolgo per amore.
Ancora per una volta sono io lo spettacolo. Io sono il suo spettacolo. Io sono il suo gioco preferito e queste canzoni lo dimostrano. Il suo alfabeto è incomprensibile, lui non parla con me. Lui ascolta. Lui non esprime e non colora, non apre le mani per dare, e le chiude per non ricevere. Lui è il mio unico spettatore ed io il pagliaccio.
Ride, perché sto cercando di farlo ridere ancora una volta. Ride, perché il mio cuore vorrebbe un suo ultimo cenno.
C'è buio invece, il suo cuore è nero come la notte e i riflettori mi accecano.
Silenziosa sorrido. Sono un pagliaccio e sorrido.
Il trucco cede e divento fango di colori.
Bellissima mi sento, come non sono mai stata.
Guarda.
Mi sciolgo per amore.
Non ci sono e anche lui svanisce.
Resta la musica.
Canzoni che iniziano una storia, canzoni che chiudono una storia.
Musica e fango.
Tu sei musica.
Resti la mia bellissima canzone mai cantata.
Anonimo