canzoni per aiutarti ad andare avanti. La grandezza non è suonare sempre la musica migliore, ma imparare a ballare correttamente tutte le melodie!
Vite spezzate
È solo un attimo
basta poco per non ridere più
per bagnarsi il viso con lacrime amare
è solo un attimo
basta poco per vedere un sogno spegnersi
ogni certezza crollare
non credere più al domani
è solo un attimo
basta un nulla per perdere casa e chi ami
è solo un attimo
per poi chiudere gli occhi e accettare la fine
eppur lasciare il cuore aperto per non dimenticare mai.
15 agosto 2015, un invito non inviato
Se tu lo vedessi il mare stanotte.
La notte che devo passare da sveglio,
la notte che lo so qual è.
Un muro nero d'acqua e cose
che si alza e schianta sulle rocce,
che mangia la vernice alle persiane chiuse delle case alla spiaggia.
Se li vedessi,
quest'acqua di mare che porta burrasca
ed il vento forte che te la schizza addosso,
l'acqua prigioniera.
Un vento che fischia e copre le urla di chi gode e di chi soffre,
che rende mute le gioie ed i dolori,
che non ti fa sentire chi ti parla accanto.
Che fa tacere chi vorrebbe dire.
E se chiudi gli occhi è come se fossi solo
e non in mezzo ai pazzi
che come te guardano l'acqua,
o ai quotidiani saggi banali che la notano appena.
Ma tanto a loro basta per autorizzarli a parlarne,
domani e poi ancora.
Quelli che se ne intendono,
che vivono di mare
dicono che venga da lontano
il vento di stanotte.
Dicono tutti la stessa cosa,
quelli da dove i venti partono
e quelli dove muoiono.
Cambia soltanto il nome che danno al vento.
Come vorrei che fossi qui stanotte
al posto di tutti gli altri.
Che fossi qui a vederli
il vento,
il mare.
il buio appena chiaro.
Come vorrei che fossi qui
a sentire l'urlo,
il rumore,
il suono.
E gli improvvisi lampi di silenzio che ti scuotono.
Vorrei che fossi accanto a me,
a metterci parole tue a ciò che vedo.
A raccontarmelo tu perché possa capire.
Alexandre Cuissardes
Arbre bleu
Lorsque tes yeux rencontrent ma solitude
Le silence devient pont
Et le sommeil tempête
Des portes défendues s'entrouvrent
Et l'eau apprend à souffrir.
Lorsque ma solitude rencontre tes yeux
Le désir monte et se répand
Parfois marée insolente
Vague qui court sans fin
Ou sève qui se verse goutte à goutte
Sève plus ardente qu'un tourment
Commencement qui jamais ne s'accomplit.
Lorsque tes yeux et ma solitude se rencontrent
Je me donne nue comme la pluie
Généreuse telle un sein rêvè
Tendre comme la vigne qui mûrit le soleil
Multiple je me donne
Une braise dans chaque oeil
Jusqu'à ce que naisse l'arbre de ton amour
Tellement haut et rebelle
Tellement rebelle et tellement mien
Flèche qui revient à l'arc
Racine où convergent mes nuages
Palmier bleu plantè dans mes soupirs
Ciel montant que rien n'arrêtera.
Joumana Haddad
Vite spezzate
È solo un attimo
basta poco per non ridere più
per bagnarsi il viso con lacrime amare
è solo un attimo
basta poco per vedere un sogno spegnersi
ogni certezza crollare
non credere più al domani
è solo un attimo
basta un nulla per perdere casa e chi ami
è solo un attimo
per poi chiudere gli occhi e accettare la fine
eppur lasciare il cuore aperto per non dimenticare mai.
15 agosto 2015, un invito non inviato
Se tu lo vedessi il mare stanotte.
La notte che devo passare da sveglio,
la notte che lo so qual è.
Un muro nero d'acqua e cose
che si alza e schianta sulle rocce,
che mangia la vernice alle persiane chiuse delle case alla spiaggia.
Se li vedessi,
quest'acqua di mare che porta burrasca
ed il vento forte che te la schizza addosso,
l'acqua prigioniera.
Un vento che fischia e copre le urla di chi gode e di chi soffre,
che rende mute le gioie ed i dolori,
che non ti fa sentire chi ti parla accanto.
Che fa tacere chi vorrebbe dire.
E se chiudi gli occhi è come se fossi solo
e non in mezzo ai pazzi
che come te guardano l'acqua,
o ai quotidiani saggi banali che la notano appena.
Ma tanto a loro basta per autorizzarli a parlarne,
domani e poi ancora.
Quelli che se ne intendono,
che vivono di mare
dicono che venga da lontano
il vento di stanotte.
Dicono tutti la stessa cosa,
quelli da dove i venti partono
e quelli dove muoiono.
Cambia soltanto il nome che danno al vento.
Come vorrei che fossi qui stanotte
al posto di tutti gli altri.
Che fossi qui a vederli
il vento,
il mare.
il buio appena chiaro.
Come vorrei che fossi qui
a sentire l'urlo,
il rumore,
il suono.
E gli improvvisi lampi di silenzio che ti scuotono.
Vorrei che fossi accanto a me,
a metterci parole tue a ciò che vedo.
A raccontarmelo tu perché possa capire.
Alexandre Cuissardes
Arbre bleu
Lorsque tes yeux rencontrent ma solitude
Le silence devient pont
Et le sommeil tempête
Des portes défendues s'entrouvrent
Et l'eau apprend à souffrir.
Lorsque ma solitude rencontre tes yeux
Le désir monte et se répand
Parfois marée insolente
Vague qui court sans fin
Ou sève qui se verse goutte à goutte
Sève plus ardente qu'un tourment
Commencement qui jamais ne s'accomplit.
Lorsque tes yeux et ma solitude se rencontrent
Je me donne nue comme la pluie
Généreuse telle un sein rêvè
Tendre comme la vigne qui mûrit le soleil
Multiple je me donne
Une braise dans chaque oeil
Jusqu'à ce que naisse l'arbre de ton amour
Tellement haut et rebelle
Tellement rebelle et tellement mien
Flèche qui revient à l'arc
Racine où convergent mes nuages
Palmier bleu plantè dans mes soupirs
Ciel montant que rien n'arrêtera.
Joumana Haddad