onestà. Le parole son destinate a perdersi nel nulla, se private dell'esempio coraggioso: unico elemento atto a render l'individuo un uomo vero.
Il tuo verbo
Tremebondo vado e vengo,
seguendo l'ombra
delle tue parole,
annusandole,
toccando con mano
il contorno delle vocali,
ascoltando il mistero
di quelle consonanti,
il cadere delle virgole,
l'infrangersi dei punti,
fiutando come un segugio
il nettare dei tuoi pensieri,
il sapore palindromo
dei tuoi silenzi,
il segreto
incarnato nel tuo verbo.
Sono inciampata e ho vacillato mi sono aggrappata a "qualcosa" che credevo solido, sono andata avanti zoppicando finché sono nuovamente inciampata e caduta. Come una bambina ho pianto, ma non piangevo come una bambina, perché il dolore che sentivo era il mio cuore di adulta andare in pezzi, frantumato dalla mia stessa vita che sembrava non appartenermi più. Consolavo quel frenetico battito accarezzandolo cercando nelle pieghe della mia mente qualcosa che sapesse di buono. Quanto amaro in bocca! Ho maledetto e leccato le mie lacrime, ognuna una ferita a solcarmi l'anima di sale, le mie spalle come ali impazzite cercavano di spiccare il volo per respirare, per andare lontano con il pensiero. Qualcosa di buono! Strisciando verso il fondo mi sono spogliata della mia corazza, forse fasulla, non sono io il centro del mio mondo. Qualcosa di buono, ed eccolo! Un viso, i miei stessi occhi, la parte migliore di me. La continuità della mia vita.
Stefania Comotti
Sospirata porzione di felicità
Hai sofferto, pianto, sopportato e subito
Hai provato rabbia, sdegno e animosità
Hai abbracciato l'amarezza e accarezzato la malinconia
Hai convissuto con la solitudine e abitato con la rassegnazione
Se è vero, e il cuor mio me lo fa credere, che ad ognuno di noi spetti e appartenga una porzione di felicità, confido che la tua non potrà che essere straordinaria e smisurata.
Una felicità che ti ripaghi dal debito che la vita ha contratto con te
Che ti restituisca tutti i desideri e le ambizioni a te sottratti
Che ti faccia ritrovare le preziosità col tempo smarrite.
Paolo Meloni
Il tuo verbo
Tremebondo vado e vengo,
seguendo l'ombra
delle tue parole,
annusandole,
toccando con mano
il contorno delle vocali,
ascoltando il mistero
di quelle consonanti,
il cadere delle virgole,
l'infrangersi dei punti,
fiutando come un segugio
il nettare dei tuoi pensieri,
il sapore palindromo
dei tuoi silenzi,
il segreto
incarnato nel tuo verbo.
Sono inciampata e ho vacillato mi sono aggrappata a "qualcosa" che credevo solido, sono andata avanti zoppicando finché sono nuovamente inciampata e caduta. Come una bambina ho pianto, ma non piangevo come una bambina, perché il dolore che sentivo era il mio cuore di adulta andare in pezzi, frantumato dalla mia stessa vita che sembrava non appartenermi più. Consolavo quel frenetico battito accarezzandolo cercando nelle pieghe della mia mente qualcosa che sapesse di buono. Quanto amaro in bocca! Ho maledetto e leccato le mie lacrime, ognuna una ferita a solcarmi l'anima di sale, le mie spalle come ali impazzite cercavano di spiccare il volo per respirare, per andare lontano con il pensiero. Qualcosa di buono! Strisciando verso il fondo mi sono spogliata della mia corazza, forse fasulla, non sono io il centro del mio mondo. Qualcosa di buono, ed eccolo! Un viso, i miei stessi occhi, la parte migliore di me. La continuità della mia vita.
Stefania Comotti
Sospirata porzione di felicità
Hai sofferto, pianto, sopportato e subito
Hai provato rabbia, sdegno e animosità
Hai abbracciato l'amarezza e accarezzato la malinconia
Hai convissuto con la solitudine e abitato con la rassegnazione
Se è vero, e il cuor mio me lo fa credere, che ad ognuno di noi spetti e appartenga una porzione di felicità, confido che la tua non potrà che essere straordinaria e smisurata.
Una felicità che ti ripaghi dal debito che la vita ha contratto con te
Che ti restituisca tutti i desideri e le ambizioni a te sottratti
Che ti faccia ritrovare le preziosità col tempo smarrite.
Paolo Meloni