non prendermi troppo sul serio. Vivo la mia vita senza pormi nessun limite. E nulla di ciò che farò, se mi è concesso, sarà tempo sprecato.
Un tuffo nell'ignoto,
una bocca da baciare,
un infinito battito da provare,
ed è già grande l'emozione.
Un profumo sui capelli,
una schiena da sfiorare,
e i profondi respiri da consumare,
ed è già carnale la passione.
una mano da regalare
una pelle da assaporare
uno sguardo da sfiorare
ed è già amore D'AMARE.
Un altro anno è passato
Un altro anno è passato
e quante cose sono cambiate...
eppur resta sempre lo stesso mi dico,
eppur resta quel non so che,
non sò
spiegarlo neanche a me stessa,
eppure qualcosa è cambiato,
un anno è passato,
non voglio pensarci, mi dico,
eppure non riesco a non pensarci,
tanto è successo in questo
lungo eppure breve anno,
ho perso qualcuno caro,
ed ho trovato qualcuno caro...
eppure,
nulla sarà come prima,
mi illudo di un sogno,
mi illudo di speranza...
mi illudo che mi sveglio e
tutto è normale,
mi dico,
e poi ancor penso,
che nulla sarà
come prima,
infondo mi dico,
nulla passa,
e tutto passa,
che confusione, mi dico
eppur un altro anno è
passato,
sorrido, poi piango,
e poi sorrido ancora,,
e poi ancor mi dico,
un altro anno è passato.
Susan Randall
Come a mosca cieca
Andare a tentoni col pensiero
di qua o di là che cambia
se fatalmente sempre
allo stesso punto poi arriveremo?
Valga il vero fatidico, non si disvii:
il turbine che mulina la vita
e ci alza e ci spinge
sulla torre da cui scrutiamo
il senso ultimo delle cose
nell'effimero ha sempre sbocco.
A che nelle fenditure spiare
se neppure alla luce vediamo!
Solo un infingimento, mi ripeto,
stipulato segretamente col cuore,
-leva per il cambio della vita-
ci salva dal groviglio
di tenebre che ci attornia
e ci catapulta su altra corsia.
Falliti recensori di noi stessi
ammettiamo onesti e convinti
di non sapere niente
oltre il solo fatto innegabile
che sorge e tramonta il sole
e si nasce e si muore ogni giorno.
Fermarsi a mezza via
di una strettoia di congetture
o in alto mare o in una secca
o su un cacume d'argilla di intedimenti
sempre smarriti oltre ci si perde
e alla mente un perché resta ignoto.
Non si svelerà mai e poi mai
la forza ignota che ci affatica
e spinge i nostri passi ancora,
il fluire di una potenza in atto
che si attarda e ci solleva
e in altri ondeggiamenti ci sbatte.
A uno svolto, dopo un dedalo
di malinconie e di pensieri,
di colpo, riprendono battiti,
ci appare una linea d'orizzonte
e un senso di essere ci evoca.
Bisogna uscire indenni, lucidi
e irrobustiti dai soprassalti del vuoto
per immaginare una sopravvivenza:
dove poi andremo a finire, poco conta.
Per ora, non accenderemo ancora
ceri all'illusione e alla speranza;
un po' di fuoco vivo nel crogiolo
pur ci sarà sotto la cenere; domani
ritorneremo nella bolgia dei recitanti,
occultando l'incontro col nulla,
continueremo a blaterare qualcosa.
Angelo Michele Cozza
Un tuffo nell'ignoto,
una bocca da baciare,
un infinito battito da provare,
ed è già grande l'emozione.
Un profumo sui capelli,
una schiena da sfiorare,
e i profondi respiri da consumare,
ed è già carnale la passione.
una mano da regalare
una pelle da assaporare
uno sguardo da sfiorare
ed è già amore D'AMARE.
Un altro anno è passato
Un altro anno è passato
e quante cose sono cambiate...
eppur resta sempre lo stesso mi dico,
eppur resta quel non so che,
non sò
spiegarlo neanche a me stessa,
eppure qualcosa è cambiato,
un anno è passato,
non voglio pensarci, mi dico,
eppure non riesco a non pensarci,
tanto è successo in questo
lungo eppure breve anno,
ho perso qualcuno caro,
ed ho trovato qualcuno caro...
eppure,
nulla sarà come prima,
mi illudo di un sogno,
mi illudo di speranza...
mi illudo che mi sveglio e
tutto è normale,
mi dico,
e poi ancor penso,
che nulla sarà
come prima,
infondo mi dico,
nulla passa,
e tutto passa,
che confusione, mi dico
eppur un altro anno è
passato,
sorrido, poi piango,
e poi sorrido ancora,,
e poi ancor mi dico,
un altro anno è passato.
Susan Randall
Come a mosca cieca
Andare a tentoni col pensiero
di qua o di là che cambia
se fatalmente sempre
allo stesso punto poi arriveremo?
Valga il vero fatidico, non si disvii:
il turbine che mulina la vita
e ci alza e ci spinge
sulla torre da cui scrutiamo
il senso ultimo delle cose
nell'effimero ha sempre sbocco.
A che nelle fenditure spiare
se neppure alla luce vediamo!
Solo un infingimento, mi ripeto,
stipulato segretamente col cuore,
-leva per il cambio della vita-
ci salva dal groviglio
di tenebre che ci attornia
e ci catapulta su altra corsia.
Falliti recensori di noi stessi
ammettiamo onesti e convinti
di non sapere niente
oltre il solo fatto innegabile
che sorge e tramonta il sole
e si nasce e si muore ogni giorno.
Fermarsi a mezza via
di una strettoia di congetture
o in alto mare o in una secca
o su un cacume d'argilla di intedimenti
sempre smarriti oltre ci si perde
e alla mente un perché resta ignoto.
Non si svelerà mai e poi mai
la forza ignota che ci affatica
e spinge i nostri passi ancora,
il fluire di una potenza in atto
che si attarda e ci solleva
e in altri ondeggiamenti ci sbatte.
A uno svolto, dopo un dedalo
di malinconie e di pensieri,
di colpo, riprendono battiti,
ci appare una linea d'orizzonte
e un senso di essere ci evoca.
Bisogna uscire indenni, lucidi
e irrobustiti dai soprassalti del vuoto
per immaginare una sopravvivenza:
dove poi andremo a finire, poco conta.
Per ora, non accenderemo ancora
ceri all'illusione e alla speranza;
un po' di fuoco vivo nel crogiolo
pur ci sarà sotto la cenere; domani
ritorneremo nella bolgia dei recitanti,
occultando l'incontro col nulla,
continueremo a blaterare qualcosa.
Angelo Michele Cozza