ritrovare me stesso in quello sguardo che illumina il cuore.
A questi tempi
Negli spazi avanzati
in prima fila
cade una bestia grassa,
è gioia di sciacalli,
da un qualche cielo
dirotta pioggia,
a questi tempi il male
addestra le sue vittime
nutrendole di sangue,
per smontare radici
accatastate,
rimuginiamo a freddo
i nostri torti
ed attutiamo spazi
esorbitanti
del dislivello
carico di orrori.
Tanto povero quanto solo...
Ondeggia il cuore solitario in una bella notte di stelle, e nella ricerca di sé trova moltitudini a cui pensare, e scopre che: Povero è chi spera restando fermo, È povero chi credi poco nelle proprie forze... chi non si ama. È povero chi troppo fa e poco rende; Povero è chi si nega al nuovo! È solo, chi ha tanti amici intorno, ma non li ha dentro. Povero è chi parte volendo restare, e chi resta volendo partire. È povero chi giudica e non si giudica. Solo è negare e negarsi, restando insieme. È solo chi si dona all'altro, più che a sé stesso. È povero chi si accontenta!... E povero di sé. È solo chi non sa e non riesce ad amare! Povero e... Tanto solo dentro, anche se ha tutto fuori!
È solo chi vede nell'amico un strumento, e non la persona.
È povero chi accusa e non conosce, e chi conoscendo, accusa senza capire.
È povero chi desidera il caldo dimenticandosi del sole,
Chi vuole la pioggia e non la ringrazia quando arriva.
È povero chi non osserva il tramonto... E non si ricorda che l'alba c'èra appena stata...
È solo e povero, chi vive per... e non anche verso a!
Livia Cassemiro
Matite filanti
Ho masticato matite filanti,
mentre con le parole
di sempre m'incanti.
Ascolto estasiata
i tuoi ritmi sognanti
e se non come amanti
scandiamo gl'istanti,
è come ascoltare
la voce del mare,
che sale, che scende,
scompare, riprende,
ritorna a segnare la via.
Se ora, solo poesia
mi resta davanti
sarà come usare
matite filanti.
Tiziana Cocolo
A questi tempi
Negli spazi avanzati
in prima fila
cade una bestia grassa,
è gioia di sciacalli,
da un qualche cielo
dirotta pioggia,
a questi tempi il male
addestra le sue vittime
nutrendole di sangue,
per smontare radici
accatastate,
rimuginiamo a freddo
i nostri torti
ed attutiamo spazi
esorbitanti
del dislivello
carico di orrori.
Tanto povero quanto solo...
Ondeggia il cuore solitario in una bella notte di stelle, e nella ricerca di sé trova moltitudini a cui pensare, e scopre che: Povero è chi spera restando fermo, È povero chi credi poco nelle proprie forze... chi non si ama. È povero chi troppo fa e poco rende; Povero è chi si nega al nuovo! È solo, chi ha tanti amici intorno, ma non li ha dentro. Povero è chi parte volendo restare, e chi resta volendo partire. È povero chi giudica e non si giudica. Solo è negare e negarsi, restando insieme. È solo chi si dona all'altro, più che a sé stesso. È povero chi si accontenta!... E povero di sé. È solo chi non sa e non riesce ad amare! Povero e... Tanto solo dentro, anche se ha tutto fuori!
È solo chi vede nell'amico un strumento, e non la persona.
È povero chi accusa e non conosce, e chi conoscendo, accusa senza capire.
È povero chi desidera il caldo dimenticandosi del sole,
Chi vuole la pioggia e non la ringrazia quando arriva.
È povero chi non osserva il tramonto... E non si ricorda che l'alba c'èra appena stata...
È solo e povero, chi vive per... e non anche verso a!
Livia Cassemiro
Matite filanti
Ho masticato matite filanti,
mentre con le parole
di sempre m'incanti.
Ascolto estasiata
i tuoi ritmi sognanti
e se non come amanti
scandiamo gl'istanti,
è come ascoltare
la voce del mare,
che sale, che scende,
scompare, riprende,
ritorna a segnare la via.
Se ora, solo poesia
mi resta davanti
sarà come usare
matite filanti.
Tiziana Cocolo