persone sbagliate, perché quello non te lo ridarà nessuno." Ora questo anziano non c'è più, e credo proprio che abbia perso il suo tempo con me, parlandomi quel giorno.
L'autunno
addomestica
le foglie
le abbraccia
le coccola
mentre nel vento
se ne vanno.
Un sole tenue
le fa brillare.
Il cuore
si perde
in una melodia
quasi una musica
triste
che sa
di abbandono.
Rimpiangerai quella vita negata,
quel respiro impedito,
quel pianto non udito.
Rimpiangerai quegli occhi
che non hanno visto.
Quella carezza non data
e non ricevuta.
Rimpiangerai quel occasione
Quel opportunità
Quella di vederlo.
Conoscerlo toccarlo.
Rimpiangerai la possibilità
che avevi di farti vedere,
conoscere e farti toccare
La possibilità di amarlo
e di farti amare.
Rimpiangerai quel sogno non avverato
Quello suo... quello tuo...
Quello vostro.
Perché un unico sogno è stato.
Silvana Stremiz
La mia coscienza
Sento parlare la mia coscienza.
L'ascolto senza timore.
Mi racconta che sogni
e bisogni non vanno
sempre d'accordo.
A volte lei vorrebbe
pure intervenire,
ma davvero non può.
Mi lascia un diffuso senso
d'inquietudine ma anche
la consapevolezza d'esserci.
I sogni, dice, vanno assecondati,
coltivati, amati;
gli altri, pur desiderati,
vanno sempre conquistati.
Tace ora la mia coscienza.
Vorrei tanto sentirla,
ma lei non parla più...
Fioravante Francesco Di Nardo
L'autunno
addomestica
le foglie
le abbraccia
le coccola
mentre nel vento
se ne vanno.
Un sole tenue
le fa brillare.
Il cuore
si perde
in una melodia
quasi una musica
triste
che sa
di abbandono.
Rimpiangerai quella vita negata,
quel respiro impedito,
quel pianto non udito.
Rimpiangerai quegli occhi
che non hanno visto.
Quella carezza non data
e non ricevuta.
Rimpiangerai quel occasione
Quel opportunità
Quella di vederlo.
Conoscerlo toccarlo.
Rimpiangerai la possibilità
che avevi di farti vedere,
conoscere e farti toccare
La possibilità di amarlo
e di farti amare.
Rimpiangerai quel sogno non avverato
Quello suo... quello tuo...
Quello vostro.
Perché un unico sogno è stato.
Silvana Stremiz
La mia coscienza
Sento parlare la mia coscienza.
L'ascolto senza timore.
Mi racconta che sogni
e bisogni non vanno
sempre d'accordo.
A volte lei vorrebbe
pure intervenire,
ma davvero non può.
Mi lascia un diffuso senso
d'inquietudine ma anche
la consapevolezza d'esserci.
I sogni, dice, vanno assecondati,
coltivati, amati;
gli altri, pur desiderati,
vanno sempre conquistati.
Tace ora la mia coscienza.
Vorrei tanto sentirla,
ma lei non parla più...
Fioravante Francesco Di Nardo