grandi non siamo in grado di risolvere.
Amare
E poi compresi
di quanto amore sentivo il bisogno,
di quanto amore avevo da dare.
Ma posso io, ancora sperare...
E quando la sera giunge,
in quella oscurità, io chiedo aiuto a Dio.
In quella confusione del mio essere dentro,
nella mia fragilità, attingo la mia forza.
E devo andare avanti.
Ho perso molte cose,
ma, altre io ne avrò.
Vivere per Amare è quello che vorrei.
Il peso della leggerezza
Se prendi la sabbia fra le tue mani lisce,
le apri delicatamente
e scorre
una cascata d'oro dalle tue dita
affusolate,
rimarrà sospeso qualche granello fra le tue mani,
ora
ruvide,
sulla tua pelle.
Se soffi la polvere sullo scaffale della vita,
o passi un dito ballerino per sfiorarlo,
rimarranno piccoli residui fra le tue mani,
ora
grigie,
sulla tua pelle.
Se fai le bolle di sapone,
e le segui mentre volano
sul cielo
e si rincorrono
tra i muri dell'aria
ma poi un sussulto,
l'acqua ricade,
e qualche goccia insaponata
precipita,
rimarranno flebili ombre d'acqua fra le tue mani,
ora
bagnate,
sulla tua pelle.
Questa è la leggerezza?
Se svuoti d'aria il tuo corpo
per permettere ad un palloncino
di volare,
di raggiungere le stelle,
e d'un tratto quel rosso
più non vedi,
rimarrà solo il ricordo fra le tue mani,
ora
sole,
sulla tua pelle.
Questa è la leggerezza?
Eppure che fatica nel soffiare,
che debolezza nel corpo,
che vertigini!
La pelle consumata.
Questo è il peso
della leggerezza?
Laura Lo Presti
Odiami dunque adesso, se lo vuoi,
ora che il mondo a contrastarmi seguita,
piegami giù, fa lega con la sorte,
non affacciarti per estrema perdita.
Oh no, se scampa a queste strette il cuore
non dar rinforzi a un'angoscia in disfatta,
non dare a un vento buio alba di pioggia
a tardare, già certa, la catastrofe.
Se vuoi lasciarmi non lasciarmi all'ultimo,
di già sfiancato da futili pene,
ma assalta primo, perché prima io gusti
di possente Fortuna il più e il peggio.
E ogni altra angoscia che ora par mortale,
di fronte al perder te, non parrà uguale.
William Shakespeare
Amare
E poi compresi
di quanto amore sentivo il bisogno,
di quanto amore avevo da dare.
Ma posso io, ancora sperare...
E quando la sera giunge,
in quella oscurità, io chiedo aiuto a Dio.
In quella confusione del mio essere dentro,
nella mia fragilità, attingo la mia forza.
E devo andare avanti.
Ho perso molte cose,
ma, altre io ne avrò.
Vivere per Amare è quello che vorrei.
Il peso della leggerezza
Se prendi la sabbia fra le tue mani lisce,
le apri delicatamente
e scorre
una cascata d'oro dalle tue dita
affusolate,
rimarrà sospeso qualche granello fra le tue mani,
ora
ruvide,
sulla tua pelle.
Se soffi la polvere sullo scaffale della vita,
o passi un dito ballerino per sfiorarlo,
rimarranno piccoli residui fra le tue mani,
ora
grigie,
sulla tua pelle.
Se fai le bolle di sapone,
e le segui mentre volano
sul cielo
e si rincorrono
tra i muri dell'aria
ma poi un sussulto,
l'acqua ricade,
e qualche goccia insaponata
precipita,
rimarranno flebili ombre d'acqua fra le tue mani,
ora
bagnate,
sulla tua pelle.
Questa è la leggerezza?
Se svuoti d'aria il tuo corpo
per permettere ad un palloncino
di volare,
di raggiungere le stelle,
e d'un tratto quel rosso
più non vedi,
rimarrà solo il ricordo fra le tue mani,
ora
sole,
sulla tua pelle.
Questa è la leggerezza?
Eppure che fatica nel soffiare,
che debolezza nel corpo,
che vertigini!
La pelle consumata.
Questo è il peso
della leggerezza?
Laura Lo Presti
Odiami dunque adesso, se lo vuoi,
ora che il mondo a contrastarmi seguita,
piegami giù, fa lega con la sorte,
non affacciarti per estrema perdita.
Oh no, se scampa a queste strette il cuore
non dar rinforzi a un'angoscia in disfatta,
non dare a un vento buio alba di pioggia
a tardare, già certa, la catastrofe.
Se vuoi lasciarmi non lasciarmi all'ultimo,
di già sfiancato da futili pene,
ma assalta primo, perché prima io gusti
di possente Fortuna il più e il peggio.
E ogni altra angoscia che ora par mortale,
di fronte al perder te, non parrà uguale.
William Shakespeare