addio, ma addio lo si dichiara a chi non si è mai amato.
Colgo i sorrisi
mi basta un pensiero
all'indomani dei giorni
che non ho ancora vissuto
la poesia è parola che vola
il tuo amore è vita che brilla
ma il cuore ti osserva distante
palpita di una gioia
che non può avere fine
in se stessa è.
Il gatto
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.
Charles Baudelaire
Profumi
Il profumo dei fiori d'arancio
si arrampicava con noi
tra i tralci della vecchia vite
nel gioco preferito
di scendere e salire
tra il giardino e il terrazzo
ombreggiato dalla pergola di vite
a far da cielo
alla nostra ebbrezza innocente.
Il sapore proibito
dell'uva ancora verde
prima che il sole la maturi
in chicchi d'uva nera,
Il gusto zuccherino
delle amarene poste a macerare
nello spirito nei vasetti al sole
e calarne con metodo il livello
sino al punto di non
destar sospetti sui prematuri
succulenti assaggi.
Il profumo dell'incenso
nella brace di una lattina sforacchiata
ci avvolgeva quando dicevamo messa
e poi andavamo in processione dal terrazzo
lungo il corridoio di casa
e giù per le scale sino all'ultima
casa del cortile,
oppure ci serviva a tener
lontano il malocchio dalle case
agitando nell'aria l'incensiere
nel gioco occulto
del sacro e del profano.
Ciro Orsi
Colgo i sorrisi
mi basta un pensiero
all'indomani dei giorni
che non ho ancora vissuto
la poesia è parola che vola
il tuo amore è vita che brilla
ma il cuore ti osserva distante
palpita di una gioia
che non può avere fine
in se stessa è.
Il gatto
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.
Charles Baudelaire
Profumi
Il profumo dei fiori d'arancio
si arrampicava con noi
tra i tralci della vecchia vite
nel gioco preferito
di scendere e salire
tra il giardino e il terrazzo
ombreggiato dalla pergola di vite
a far da cielo
alla nostra ebbrezza innocente.
Il sapore proibito
dell'uva ancora verde
prima che il sole la maturi
in chicchi d'uva nera,
Il gusto zuccherino
delle amarene poste a macerare
nello spirito nei vasetti al sole
e calarne con metodo il livello
sino al punto di non
destar sospetti sui prematuri
succulenti assaggi.
Il profumo dell'incenso
nella brace di una lattina sforacchiata
ci avvolgeva quando dicevamo messa
e poi andavamo in processione dal terrazzo
lungo il corridoio di casa
e giù per le scale sino all'ultima
casa del cortile,
oppure ci serviva a tener
lontano il malocchio dalle case
agitando nell'aria l'incensiere
nel gioco occulto
del sacro e del profano.
Ciro Orsi