non saprai dove andare, fermati un attimo: guarda le stelle e sentirai dentro una voce che ti suggerisca i passi da fare. La casa è lì e l'alba si avvicina.
Le nostre labbra
- "Volevo sentirti..." -
- "Volevo vederti..." -
E intanto mi guardi
e ti avvicini
- "Vorrei dirti..." -
- "Vorrei farti..." -
E le nostre labbra
così vicine giocano anche
con le parole che
non diciamo...
Ricordi di un recente passato, sedimentati nel cuore, scaraventati a riva come gusci frantumati di conchiglie che nessuno raccoglie. La mia mente è alla deriva tra i pensieri, naufragata nel sogno di ieri in cui tu eri inchiodato alla mia anima, foriero di un brivido di sole, di un miraggio di calore. Ora che sei distante, nell'ombra silente, lama tagliente, come un pugnale che si scaglia a tradimento, freddo il dolore mi assale e mi attanaglia. Mi consola lo sciabordìo del mare e mi lascio inebriare dall'odore del sale... una nenia tibetana accompagna le mie ore, sottofondo ritmato di un risveglio muscolare che stride con il mio torpore mentale. E sanguina il cuore... corpi che si muovono in un tripudio danzante, mentre la mia anima vagante, sola si trascina sulla battigia e avvinta si adagia... nella realtà, nel presente, ti sento assente, lo sguardo indifferente, celato dietro le quinte di promesse infrante. Ma, chiudendo gli occhi, per un istante ritorni qui, onda dirompente, dannato inganno, scherzo della mente. Calpesti barbaramente questa sabbia bagnata su cui sono scivolata, stordita, avvelenata, ricattata dalle tue ermetiche parole. E urla il mio cuore! Soffi fuoco sulla mia pelle graffiata, incisa dalle tue arcane rune e fuggi via, altero e cupo signore del mistero. Bevo l'assenzio di questa nostalgia, pronunciare il tuo nome è una lenta e dolorosa agonia... è crollato un ponte, si è squarciato il cielo, non guardo l'orizzonte: troppo azzurro, troppo intenso, troppo prepotentemente tu! Pagherò sempre il prezzo delle mie parole: la propensione ad osare, la manìa di sognare, assillante e ostinata, la fretta, gli slanci del cuore, la lotta, i tuoi abissi più profondi del mare, la mia maledetta voglia di scavare: è questo il mio inferno... scalza e a brandelli, lontana da te, ferita, in questo deserto senza le tue lune, l'urlo del vento tra i capelli, una pioggia di cristalli, ma libera di vestirmi di eterno. Vola il mio cuore!
Maria La Valle
A te
Rincorrendo emozioni labili come battiti d'ali
ho conosciuto una drogata affamata della dose che crede ultima.
Consumando attimi veloci come attese vuote
ho parlato, pensato e penato inutilmente.
Sezionando piccoli uomini come carne cruda
ho donato amore rubando niente.
E poi tu,
e le leggi incoerenti del tempo
hanno trovato improvvisamente il senso
ed i sogni non più sogni
hanno richiesto colori nuovi.
Chiara Bassi
Le nostre labbra
- "Volevo sentirti..." -
- "Volevo vederti..." -
E intanto mi guardi
e ti avvicini
- "Vorrei dirti..." -
- "Vorrei farti..." -
E le nostre labbra
così vicine giocano anche
con le parole che
non diciamo...
Ricordi di un recente passato, sedimentati nel cuore, scaraventati a riva come gusci frantumati di conchiglie che nessuno raccoglie. La mia mente è alla deriva tra i pensieri, naufragata nel sogno di ieri in cui tu eri inchiodato alla mia anima, foriero di un brivido di sole, di un miraggio di calore. Ora che sei distante, nell'ombra silente, lama tagliente, come un pugnale che si scaglia a tradimento, freddo il dolore mi assale e mi attanaglia. Mi consola lo sciabordìo del mare e mi lascio inebriare dall'odore del sale... una nenia tibetana accompagna le mie ore, sottofondo ritmato di un risveglio muscolare che stride con il mio torpore mentale. E sanguina il cuore... corpi che si muovono in un tripudio danzante, mentre la mia anima vagante, sola si trascina sulla battigia e avvinta si adagia... nella realtà, nel presente, ti sento assente, lo sguardo indifferente, celato dietro le quinte di promesse infrante. Ma, chiudendo gli occhi, per un istante ritorni qui, onda dirompente, dannato inganno, scherzo della mente. Calpesti barbaramente questa sabbia bagnata su cui sono scivolata, stordita, avvelenata, ricattata dalle tue ermetiche parole. E urla il mio cuore! Soffi fuoco sulla mia pelle graffiata, incisa dalle tue arcane rune e fuggi via, altero e cupo signore del mistero. Bevo l'assenzio di questa nostalgia, pronunciare il tuo nome è una lenta e dolorosa agonia... è crollato un ponte, si è squarciato il cielo, non guardo l'orizzonte: troppo azzurro, troppo intenso, troppo prepotentemente tu! Pagherò sempre il prezzo delle mie parole: la propensione ad osare, la manìa di sognare, assillante e ostinata, la fretta, gli slanci del cuore, la lotta, i tuoi abissi più profondi del mare, la mia maledetta voglia di scavare: è questo il mio inferno... scalza e a brandelli, lontana da te, ferita, in questo deserto senza le tue lune, l'urlo del vento tra i capelli, una pioggia di cristalli, ma libera di vestirmi di eterno. Vola il mio cuore!
Maria La Valle
A te
Rincorrendo emozioni labili come battiti d'ali
ho conosciuto una drogata affamata della dose che crede ultima.
Consumando attimi veloci come attese vuote
ho parlato, pensato e penato inutilmente.
Sezionando piccoli uomini come carne cruda
ho donato amore rubando niente.
E poi tu,
e le leggi incoerenti del tempo
hanno trovato improvvisamente il senso
ed i sogni non più sogni
hanno richiesto colori nuovi.
Chiara Bassi