si mette in condizione di perderti, per poi capire che eri importante.
Io non penso di essere stato un uomo di successo, perché quando ero neolaureato e ho messo per la prima volta piede all'Istituto dei Tumori, contavo, avendo davanti una vita intera, di riuscire a vincere il cancro. Invece il cancro non è sconfitto.
Noi donne di cuore non sogniamo una vita tranquilla, adoriamo le tempeste, siamo un concentrato di emozioni che vogliamo vivere.
Faticavo a salire con gli occhi, perché più salivo e più si schiudeva una bellezza morbosa, quella bellezza che si incolla e strapazza gli occhi. Nulla diventa così bello se non la sinuosità di un corpo furioso di femminilità che trascina brandelli di timida fantasia. Perché quella bellezza imbarazza. E, poi, silenzi soffiati.
Sincerità, rispetto, disponibilità. Con queste tre parole chiave, ognuno di noi può essere un buon amico.
La felicità è un atto creativo. Immaginarla è la rivoluzione terrena che ognuno di noi può decidere di vincere.
Mi manchi come può mancare la luna alle stelle, il mare alle conchiglie, il sorriso al mio volto.
Non mi importa se è tutto sbagliato, da qualche parte ci sei tu.
Elisabeth
Elisabeth,
ti ricordi
gli anni verdi,
quando eravamo giovani,
ancora ti vedo cogli
occhi sfocati della memoria,
allora era facile amare,
eravamo freschi,
corpo sano,
palpiti del cuore,
ti ricordi la mia cotta per te,
i mille fallimenti,
il non riuscire a dirtelo,
ti ricordi;
poi ti ho persa tra la gente,
e ti rivedo ogni tanto,
matura e sicura,
nei tuoi anni
e la tua vita;
andiamo ognuno per le nostre strade,
dov'è finito,
quell'amore,
dove,
quando eravamo giovani.
Stefano Medel
Io non penso di essere stato un uomo di successo, perché quando ero neolaureato e ho messo per la prima volta piede all'Istituto dei Tumori, contavo, avendo davanti una vita intera, di riuscire a vincere il cancro. Invece il cancro non è sconfitto.
Noi donne di cuore non sogniamo una vita tranquilla, adoriamo le tempeste, siamo un concentrato di emozioni che vogliamo vivere.
Faticavo a salire con gli occhi, perché più salivo e più si schiudeva una bellezza morbosa, quella bellezza che si incolla e strapazza gli occhi. Nulla diventa così bello se non la sinuosità di un corpo furioso di femminilità che trascina brandelli di timida fantasia. Perché quella bellezza imbarazza. E, poi, silenzi soffiati.
Sincerità, rispetto, disponibilità. Con queste tre parole chiave, ognuno di noi può essere un buon amico.
La felicità è un atto creativo. Immaginarla è la rivoluzione terrena che ognuno di noi può decidere di vincere.
Mi manchi come può mancare la luna alle stelle, il mare alle conchiglie, il sorriso al mio volto.
Non mi importa se è tutto sbagliato, da qualche parte ci sei tu.
Elisabeth
Elisabeth,
ti ricordi
gli anni verdi,
quando eravamo giovani,
ancora ti vedo cogli
occhi sfocati della memoria,
allora era facile amare,
eravamo freschi,
corpo sano,
palpiti del cuore,
ti ricordi la mia cotta per te,
i mille fallimenti,
il non riuscire a dirtelo,
ti ricordi;
poi ti ho persa tra la gente,
e ti rivedo ogni tanto,
matura e sicura,
nei tuoi anni
e la tua vita;
andiamo ognuno per le nostre strade,
dov'è finito,
quell'amore,
dove,
quando eravamo giovani.
Stefano Medel