ad alcuni elementi piacerebbe anche di più. Io di solito uso esserci e non con le parole. Uso preoccuparmi e essere presente. Uso non guardare "torto" o "ragione" non importa, io se ci tengo vengo a prenderti. Ci vengo malgrado tutto, tutti e ovunque tu sia. Invece a volte sembra che le persone preferiscono calci nel sedere, essere usati e gettati come niente fosse. Assenze e mancanze. Parole tante, ma gesti niente. O forse è meglio dire che questo è ciò che spesso regalano come se fosse la cosa più normale del mondo, ma poi si "irritano" se ricevano altrettanto.
Si accetta anche la crudeltà di chi ha deciso di legarti con l'amore, senza amarti più.
Il più difficile della vita non è dare il tempo, è dare quello che siamo.
Diffido un po' da quelle persone che fanno le caritatevoli, ma solo in presenza di testimoni.
I due sessi sono il più grande equivoco inventato dalla natura e pensato dalla cultura.
Tu sei e non lo sai e questo è quello che più mi piace di te.
Le impronte che preferisco lasciare sono quelle impresse nel cuore di chi mi ha conosciuto.
Sognatori mancati
poeti irrisolti
consumano la sorte
per un'inaspettata idea.
Quando la verità fa paura, la menzogna è il nascondiglio preferito dai codardi.
Vorrei un Natale "comunista"
in cui i ricchi non regalassero le loro briciole ai poveri
per sentirsi meno in colpa,
e i poveri non si accontentassero delle briciole
per sentirsi almeno una volta all'anno
meno poveri.
Vorrei un Natale
dove le mani battessero pentite
su preziosi petti pieni
e non su carcasse vuote.
Vorrei novene e canzoni
che sgorgassero dal cuore
piene di significato
e non di note indecifrate,
urlate da bocche che non capiscono.
Vorrei soltanto un Natale vero.
Rosalia Maria Lo Bue
Si accetta anche la crudeltà di chi ha deciso di legarti con l'amore, senza amarti più.
Il più difficile della vita non è dare il tempo, è dare quello che siamo.
Diffido un po' da quelle persone che fanno le caritatevoli, ma solo in presenza di testimoni.
I due sessi sono il più grande equivoco inventato dalla natura e pensato dalla cultura.
Tu sei e non lo sai e questo è quello che più mi piace di te.
Le impronte che preferisco lasciare sono quelle impresse nel cuore di chi mi ha conosciuto.
Sognatori mancati
poeti irrisolti
consumano la sorte
per un'inaspettata idea.
Quando la verità fa paura, la menzogna è il nascondiglio preferito dai codardi.
Vorrei un Natale "comunista"
in cui i ricchi non regalassero le loro briciole ai poveri
per sentirsi meno in colpa,
e i poveri non si accontentassero delle briciole
per sentirsi almeno una volta all'anno
meno poveri.
Vorrei un Natale
dove le mani battessero pentite
su preziosi petti pieni
e non su carcasse vuote.
Vorrei novene e canzoni
che sgorgassero dal cuore
piene di significato
e non di note indecifrate,
urlate da bocche che non capiscono.
Vorrei soltanto un Natale vero.
Rosalia Maria Lo Bue