prossimo e, d'altro canto ci unisce ad esso cronometricamente. È l'istante visibile ed incerto, è espressione tangibile del nostro esser nel mondo uomini di senso, profondi, leali; ma è anche indice di imperfezione. In effetti il corpo ci ricorda i limiti dell'esistenza terrena sottolineando tuttavia le infinite qualità alle quali è possibile aspirare per raggiungere mete ambite e per esaudire quel senso di verità che ci avvicina sempre più alla luce eterna.
Ti ci vedi tu a filosofare?
Il pensatore ruzzola
inspira veleno
volontariamente
lo ripone nei polmoni
volontariamente
e volontariamente
ne soffia fuori forse la metà
Immagazzina notturne ispirazioni
ne analizza la quantità
la qualità
la saggezza
Pigia
il piccolo cilindro bianco
l'arancio diventa nero
nuvole momentanee
spariscono
il veleno
resta a tenergli
un'insperata
compagnia.
Davide Massimiani
Rosso di un maggio
Quando arrivò il tempo e mi restituì i nostri colori
tremavo di rosso finito e donavo al mio capo l'allegro e l'artificio.
Albe finite, vecchie e sfruttate
del mai banale a chiedermi il conto
del mai banale a sfuggir la pena.
Del mai banali a evitarci la cena.
Rosso d'orgasmi, d'incognita amore
di corse infinite a raggiungerci insieme
di giochi griffati rimasti nei muri.
Parole ai poeti
a liftingare anime, a melodiar ricordo
a protegger l'impavido che speranzio fragolea una nuova stagione
che questo tempo
troppo presto darà.
Marco Panizza
Fuggono con i buchi nel cuore e l'anima ottenebrata. Spaventati dagli eventi sempre più opprimenti. Fuggono con milioni di scuse nella testa, che ronzano irritanti. Mille voci sussurrano spaventate e confuse. E il cuore frastornato non sa più quel è la sua verità! Non hanno più fame d'amore perché non vogliono l'amore. Vogliono girare, girare nella giostra di un Luna Park: lanciarsi dalle montagne russe per provare il brivido del momento, entrare nel tunnel dell'amore e assaporarne il gusto del proibito. Nel cuore hanno un buco e lasciano in bocca di chi li ha amati: un gusto amaro che ha il sapore del veleno, una ferita lacerante nell'orgoglio e il ricordo della loro anima ottenebrata.
Rita Marianna Monterosa
Ti ci vedi tu a filosofare?
Il pensatore ruzzola
inspira veleno
volontariamente
lo ripone nei polmoni
volontariamente
e volontariamente
ne soffia fuori forse la metà
Immagazzina notturne ispirazioni
ne analizza la quantità
la qualità
la saggezza
Pigia
il piccolo cilindro bianco
l'arancio diventa nero
nuvole momentanee
spariscono
il veleno
resta a tenergli
un'insperata
compagnia.
Davide Massimiani
Rosso di un maggio
Quando arrivò il tempo e mi restituì i nostri colori
tremavo di rosso finito e donavo al mio capo l'allegro e l'artificio.
Albe finite, vecchie e sfruttate
del mai banale a chiedermi il conto
del mai banale a sfuggir la pena.
Del mai banali a evitarci la cena.
Rosso d'orgasmi, d'incognita amore
di corse infinite a raggiungerci insieme
di giochi griffati rimasti nei muri.
Parole ai poeti
a liftingare anime, a melodiar ricordo
a protegger l'impavido che speranzio fragolea una nuova stagione
che questo tempo
troppo presto darà.
Marco Panizza
Fuggono con i buchi nel cuore e l'anima ottenebrata. Spaventati dagli eventi sempre più opprimenti. Fuggono con milioni di scuse nella testa, che ronzano irritanti. Mille voci sussurrano spaventate e confuse. E il cuore frastornato non sa più quel è la sua verità! Non hanno più fame d'amore perché non vogliono l'amore. Vogliono girare, girare nella giostra di un Luna Park: lanciarsi dalle montagne russe per provare il brivido del momento, entrare nel tunnel dell'amore e assaporarne il gusto del proibito. Nel cuore hanno un buco e lasciano in bocca di chi li ha amati: un gusto amaro che ha il sapore del veleno, una ferita lacerante nell'orgoglio e il ricordo della loro anima ottenebrata.
Rita Marianna Monterosa