pelle già strappata e ricucita troppe volte.
Noi siamo ancora...
Avere paura dei minuti
mentre si è comodamente
su un divano seduti.
Osservare, attraverso l'immaginazione,
dettagli invisibili,
si posa lo sguardo
su foto di ieri.
Dopo un leggero sussulto
distolgo ansimante lo
sguardo che si posa
al triste futuro.
Figura essenziale è
lo specchio mediatore,
dove l'amore incalza
di una timida ragazza.
Giancarlo Cerbo
Sensi
Affinché, possiate voi guardare nel profondo di me,
io vi dono lo sguardo dei miei occhi.
Affinché, possiate voi dialogare con il mio pensiero,
io vi dono le parole delle mie labbra.
Affinché, possiate voi sentire i brividi del mio corpo,
io vi dono il tatto delle mie mani.
Affinché, possiate voi udire il canto della mia gioia,
io vi dono l'udito delle mie orecchie.
Affinché, possiate voi odorare la mia essenza,
io vi dono l'olfatto delle mie narici.
E perché, voi possiate farmi capire che io esisto,
fate buon uso di tutti i miei sensi.
Angela Nardini
Il senso di colpa, spesso e volentieri, rappresenta la maschera ideale per non prendersi le proprie responsabilità, per non fare una cosa, per rimandarne un'altra, ecc. Per esempio. Dovrei andare a trovare mia nonna che sta male, ma continuo a non andarci per poi sentirmi ancora più in colpa, e più mi sento in colpa più non ci vado. Perché? Perché nel senso di colpa ci si autopunisce quel tanto che basta a giustificare il proprio comportamento, o non comportamento (non esiste un non comportamento). Se mi punisco per non aver fatto una certa cosa, posso continuare a non farla, dato che ho sofferto per mano mia. In altre parole, mi sento in colpa perché faccio (o non faccio) una cosa, e non faccio una cosa per potermi sentire in colpa. E via di seguito. C'è una bella differenza tra il giustificare il dolore, e utilizzare il dolore per giustificarsi.
Omar Montecchiani
Noi siamo ancora...
Avere paura dei minuti
mentre si è comodamente
su un divano seduti.
Osservare, attraverso l'immaginazione,
dettagli invisibili,
si posa lo sguardo
su foto di ieri.
Dopo un leggero sussulto
distolgo ansimante lo
sguardo che si posa
al triste futuro.
Figura essenziale è
lo specchio mediatore,
dove l'amore incalza
di una timida ragazza.
Giancarlo Cerbo
Sensi
Affinché, possiate voi guardare nel profondo di me,
io vi dono lo sguardo dei miei occhi.
Affinché, possiate voi dialogare con il mio pensiero,
io vi dono le parole delle mie labbra.
Affinché, possiate voi sentire i brividi del mio corpo,
io vi dono il tatto delle mie mani.
Affinché, possiate voi udire il canto della mia gioia,
io vi dono l'udito delle mie orecchie.
Affinché, possiate voi odorare la mia essenza,
io vi dono l'olfatto delle mie narici.
E perché, voi possiate farmi capire che io esisto,
fate buon uso di tutti i miei sensi.
Angela Nardini
Il senso di colpa, spesso e volentieri, rappresenta la maschera ideale per non prendersi le proprie responsabilità, per non fare una cosa, per rimandarne un'altra, ecc. Per esempio. Dovrei andare a trovare mia nonna che sta male, ma continuo a non andarci per poi sentirmi ancora più in colpa, e più mi sento in colpa più non ci vado. Perché? Perché nel senso di colpa ci si autopunisce quel tanto che basta a giustificare il proprio comportamento, o non comportamento (non esiste un non comportamento). Se mi punisco per non aver fatto una certa cosa, posso continuare a non farla, dato che ho sofferto per mano mia. In altre parole, mi sento in colpa perché faccio (o non faccio) una cosa, e non faccio una cosa per potermi sentire in colpa. E via di seguito. C'è una bella differenza tra il giustificare il dolore, e utilizzare il dolore per giustificarsi.
Omar Montecchiani