Ogni qual volta assimiliamo un'esperienza o superiamo un'avversità, noi ci diversifichiamo da chiunque
altro. Si nasce già con caratteristiche diverse ma ciò che forma il carattere, che ci permette di rispondere in modo diverso e originale in confronto ai nostri simili, è il modo in cui agiamo nei contesti in cui si sviluppa ogni giorno la nostra vita e nel modo in cui reagiamo a ciò che non avevamo previsto. In fondo siamo come un fluido che defluisce sui canali costituenti le esperienze, siamo ciò che non resta attaccato ad esse come residuo incapace di scorrere.
La molletta del male
cui resta appeso solo
il panno del respiro
e il corpo tra le pieghe
che lì confusamente
vorrebbe ricomporsi...
Non più libero l'urlo,
se proteso in avanti,
indietro dopo torna,
fa poi spuntare il chiodo
nel punto più preciso,
nel cavo della carne
ferita di ruggine
dove se si incontrano
per caso anima e sangue
si va in cortocircuito,
si firma allor la fine.
Andrea De Candia
Avevo una scatola di colori,
brillanti decisi e vivi
avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, alcuni molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti,
non avevo il nero
per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco
per il volto dei morti
non avevo il giallo
per le sabbie ardenti.
Ma avevo l'arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste per i chiari
cieli splendenti
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
Tali Sarek
Ti scrivo da un posto lontano.
Ti scrivo da quella parte d'anima di me
che non vedi e non senti.
Ti racconto di un sogno che feci,
di luci che illuminarono la notte,
occhi che ripresero a respirare la vita.
Ti scrivo da un lontano sogno
nascosto ai piedi di una collina,
fu illuminato da un cielo di stelle,
da parole bisbigliate teneramente.
Ti scrivo da quel posto che non c'è
che ora è dentro di me,
è divenuto ricordo,
è un soffio di vento
in queste notti senza luna
e mi riporta dentro l'anima di quell'amore
che fu poesia.
Gigliola Perin
La molletta del male
cui resta appeso solo
il panno del respiro
e il corpo tra le pieghe
che lì confusamente
vorrebbe ricomporsi...
Non più libero l'urlo,
se proteso in avanti,
indietro dopo torna,
fa poi spuntare il chiodo
nel punto più preciso,
nel cavo della carne
ferita di ruggine
dove se si incontrano
per caso anima e sangue
si va in cortocircuito,
si firma allor la fine.
Andrea De Candia
Avevo una scatola di colori,
brillanti decisi e vivi
avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, alcuni molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti,
non avevo il nero
per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco
per il volto dei morti
non avevo il giallo
per le sabbie ardenti.
Ma avevo l'arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste per i chiari
cieli splendenti
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
Tali Sarek
Ti scrivo da un posto lontano.
Ti scrivo da quella parte d'anima di me
che non vedi e non senti.
Ti racconto di un sogno che feci,
di luci che illuminarono la notte,
occhi che ripresero a respirare la vita.
Ti scrivo da un lontano sogno
nascosto ai piedi di una collina,
fu illuminato da un cielo di stelle,
da parole bisbigliate teneramente.
Ti scrivo da quel posto che non c'è
che ora è dentro di me,
è divenuto ricordo,
è un soffio di vento
in queste notti senza luna
e mi riporta dentro l'anima di quell'amore
che fu poesia.
Gigliola Perin