perché molti cittadini sono in disaccordo totale con gli esiti delle sentenze di molti giudici. E non dovrebbero neppure essere emesse in nome della legge, perché sono ormai soggette ad interpretazione o applicazione, ideologia, umore del giorno o capacità degli avvocati. Potrebbero essere emesse "in nome dei magistrati" o "dei legislatori", sempre ammesso che tutti i magistrati siano disponibili a sentirsi corresponsabili delle scelte di loro colleghi e certi del buonsenso dei politici e dell'onestà di certi avvocati.
Bob Dylan cantò: Padroni della guerra, aspetterò il giorno in cui voi moriate, verrò sulla vostra tomba e me ne andrò quando sarò sicuro che voi sarete morti.
Io questa frase la traduco così: Indifferenti alle sofferenze altrui, voi sarete la mia forza per combattere il mio dolore fisico e smetterò quando sarò sicuro che, la vostra indifferenza non sarà più capace di trasformare la mia anima e il mio cuore in dolore.
Michele Liber
Nei tuoi occhi...
Leggo il tempo che d'Amore non s'è ancora consumato...
... Brillano...!
Vedo la Felicità raggiunta dal Meraviglioso Donarsi!
I tuoi occhi...
Luccicano come Stelle, come lucciole in una notte estiva...
Con le mani mie, accarezzo il tuo viso,
e intanto I tuoi occhi mi portano via...
mi rapiscono, mi incantano, mi accompagnano lì,
alla fonte del tuo amore...
... dentro te!
In essa mi immergo... rigenerandomi tutta...
Si riuniscono le nostre Anime... come i nostri corpi...
... nei tuoi occhi!
Lorena Avati
A mia madre
Non posso fartene una colpa se ero forte.
Non posso incattivirmi se ho imparato la vita in fretta.
Non posso più piangere per come sono fatta.
Mi avete detto troppo spesso quanto sono matura.
Me lo avete detto quando vivevo la mia maturità come un fardello pesantissimo.
Ero un'adolescente che si dannava per la sua adolescenza.
La vivevo pensando di essere troppo matura e che, quindi, questa sofferenza non la poteva creare l'adolescenza.
Ero arrabbiata... Lo sono stata per tanti anni...
Ma ora ho capito.
Non posso più irritarmi se seguivi mio fratello.
Non posso più marcire dentro se io so analizzarmi.
Non posso più urlare che voi non c'eravate, che tu non c'eri.
Perché c'eri...
Eri sull'orlo del precipizio pronta a prendermi nel caso fossi caduta...
Ma mamma...
Non posso più fartene una colpa se io non sono caduta.
Francesca Zangrandi
Bob Dylan cantò: Padroni della guerra, aspetterò il giorno in cui voi moriate, verrò sulla vostra tomba e me ne andrò quando sarò sicuro che voi sarete morti.
Io questa frase la traduco così: Indifferenti alle sofferenze altrui, voi sarete la mia forza per combattere il mio dolore fisico e smetterò quando sarò sicuro che, la vostra indifferenza non sarà più capace di trasformare la mia anima e il mio cuore in dolore.
Michele Liber
Nei tuoi occhi...
Leggo il tempo che d'Amore non s'è ancora consumato...
... Brillano...!
Vedo la Felicità raggiunta dal Meraviglioso Donarsi!
I tuoi occhi...
Luccicano come Stelle, come lucciole in una notte estiva...
Con le mani mie, accarezzo il tuo viso,
e intanto I tuoi occhi mi portano via...
mi rapiscono, mi incantano, mi accompagnano lì,
alla fonte del tuo amore...
... dentro te!
In essa mi immergo... rigenerandomi tutta...
Si riuniscono le nostre Anime... come i nostri corpi...
... nei tuoi occhi!
Lorena Avati
A mia madre
Non posso fartene una colpa se ero forte.
Non posso incattivirmi se ho imparato la vita in fretta.
Non posso più piangere per come sono fatta.
Mi avete detto troppo spesso quanto sono matura.
Me lo avete detto quando vivevo la mia maturità come un fardello pesantissimo.
Ero un'adolescente che si dannava per la sua adolescenza.
La vivevo pensando di essere troppo matura e che, quindi, questa sofferenza non la poteva creare l'adolescenza.
Ero arrabbiata... Lo sono stata per tanti anni...
Ma ora ho capito.
Non posso più irritarmi se seguivi mio fratello.
Non posso più marcire dentro se io so analizzarmi.
Non posso più urlare che voi non c'eravate, che tu non c'eri.
Perché c'eri...
Eri sull'orlo del precipizio pronta a prendermi nel caso fossi caduta...
Ma mamma...
Non posso più fartene una colpa se io non sono caduta.
Francesca Zangrandi