non rendere grande nulla che, pur camuffato, seduca l'effimero. Portare nel cuore i medesimi affetti, custodire invariato l'amore e continuare ad occuparsi delle stesse, piccole, care cose. Ha un sapore buono la vita vera che, semplice, scorre tra le pieghe dei nostri anni. Per tutta la gioventù s'insegue ingenuamente la perfezione, per poi scoprire che quel che d'indefinito si rincorreva è seduto ad attenderci sulla soglia di casa. Non vive distante la gioia, fiorisce vicina, è sul nostro cammino. Basterà non disattenderla e scoprire che, in realtà, veste sempre d'imperfezione la felicità.
Cosa è peggio? Non avere niente che non va, o non avere niente che va.
Chissà cosa si prova a sentirsi dire quello che vorresti sentirti dire.
La rondinella
nell'antica fontana
bagna le ali.
Mani di seta,
pelle d'Avorio,
brividi nell'anima,
pazzia della mente,
delirio del cuore.
Tu... Il mio oblio.
E ritrovo le radici del mondo.
Aspetto sempre il martedì.
E tu mi aspetti se torno stanco dal lavoro.
Giochiamo insieme e parliamo un po'.
Aspetto sempre il martedì.
E tu mi aspetti se mi perdo nelle cose che ti nascondo.
Mangiamo insieme e parliamo un po'.
Aspetto sempre il martedì, lo aspetto tutti i giorni per vederti crescere mentre mi aspetti.
Facile parlare di amore, quando si è pieni di odio e rancore nel cuore.
Dona la tua attenzione a chi sceglie di esserci.
I ricordi, fotografie che non sbiadiscono mai, gli scatti più belli, che custodisco nel cuore.
Insignificante ombra di un Sole che splendendo illumina tutto tranne te.
Ti senti un nulla pieno di gelo senza riposo.
Fino a che delle rocce fatte di movimenti non entrano nella tua oscurità, sudate e stufe di quel calore, e in quel momento ti senti unica, potente.
Allora guardi quel Sole e sorridendo pensi:
"Tu, insignificante Sole che riscaldi tutti per poi bruciarli.
Piegati al mio oscuro raffreddamento di queste rocce che non sono né carne né ossa".
Francesca Zangrandi
Cosa è peggio? Non avere niente che non va, o non avere niente che va.
Chissà cosa si prova a sentirsi dire quello che vorresti sentirti dire.
La rondinella
nell'antica fontana
bagna le ali.
Mani di seta,
pelle d'Avorio,
brividi nell'anima,
pazzia della mente,
delirio del cuore.
Tu... Il mio oblio.
E ritrovo le radici del mondo.
Aspetto sempre il martedì.
E tu mi aspetti se torno stanco dal lavoro.
Giochiamo insieme e parliamo un po'.
Aspetto sempre il martedì.
E tu mi aspetti se mi perdo nelle cose che ti nascondo.
Mangiamo insieme e parliamo un po'.
Aspetto sempre il martedì, lo aspetto tutti i giorni per vederti crescere mentre mi aspetti.
Facile parlare di amore, quando si è pieni di odio e rancore nel cuore.
Dona la tua attenzione a chi sceglie di esserci.
I ricordi, fotografie che non sbiadiscono mai, gli scatti più belli, che custodisco nel cuore.
Insignificante ombra di un Sole che splendendo illumina tutto tranne te.
Ti senti un nulla pieno di gelo senza riposo.
Fino a che delle rocce fatte di movimenti non entrano nella tua oscurità, sudate e stufe di quel calore, e in quel momento ti senti unica, potente.
Allora guardi quel Sole e sorridendo pensi:
"Tu, insignificante Sole che riscaldi tutti per poi bruciarli.
Piegati al mio oscuro raffreddamento di queste rocce che non sono né carne né ossa".
Francesca Zangrandi