è sempre meglio vivere, senza rimorsi, o rimpianti, perché se uno prova un rimorso, vuol dire che ha commesso qualcosa di grave. Se ha rimpianti significa che ha perso qualcosa, o qualcuno, o magari una buona occasione. Le occasioni perdute sono guadagni invece, perché spesso nella nostra testa ci fissiamo con questo tarlo, quando magari sono scampati pericoli. Solo che non lo vogliamo capire. Macché rimorsi e rimpianti, ma ben venga una vita semplice e serena. Peggio per chi vede in questa serenità noia e monotonia. Peggio per chi non vuole assaporare il nostro frutto. Abbiamo perso un'occasione? No. Abbiamo solo aperto gli occhi su chi non ci merita. Rimangono i ricordi dei bei momenti che magari ci sono stati, o noi li abbiamo visti così. Comunque e di sicuro non sono né rimorsi, meno che mai rimpianti. Ricordi. Chiamiamoli con il loro nome. Ricordi.
Se vi amate, fatelo in ogni posto, non scrivetelo in ogni post.
Biga, Diga, Figa, Giga, Riga. Basta un dettaglio per stravolgere un concetto.
Sei il mio sogno, il mio desiderio, il mio pensiero, il mio amore... per sempre ti amo.
Nel desiderio tutti i nostri sogni, nella realtà tutte le mie illusioni.
Non ci sono se e ma, l'amore irrompe scatena e fa tanto baccano.
Essere spontanei può piacere oppure no. In ogni caso non ci si perde mai.
Sapere quando andar via è saggezza. Essere in grado di farlo è coraggio. Andare via, a testa alta, è dignità.
Non accettare di essere un tempo perso, ma solo un tempo pieno.
La luce che si oscura
Da quando andasti via non ho più luce,
ti sei portato pure il contatore,
il contagocce, grucce e dove prima
ci avevo il cuore adesso c'è l'abisso
in cui ci affosso tutto il mio dolore.
Non ti facevo sai così venale,
venoso, artificioso e ti ho dipinto
con l'acquarello azzurro del maestrale
per metterti su in cima al primo piolo
che sfiora il cielo e caddi dalle scale.
Le stelle che credevo d'aver visto
non erano lassù nell'infinito
ma giù nel sottosuolo in cui ho sbattuto
la testa e con lo spirito azzoppato
riprendo ogni mia briciola rimasta.
Da quando andasti via non c'è più luce
però ho trovato un alito di voce
ironica, la chiave di lettura
che smonta la Poesia alla nostalgia,
è un fiato di sepolcro in questa via.
Macabra? Si, ma è poi un dato di fatto
guardando la realtà che seppellisce
un verso dietro l'altro con parole
la luce che si oscura in faccia al sole.
Emi Giuffrida
Se vi amate, fatelo in ogni posto, non scrivetelo in ogni post.
Biga, Diga, Figa, Giga, Riga. Basta un dettaglio per stravolgere un concetto.
Sei il mio sogno, il mio desiderio, il mio pensiero, il mio amore... per sempre ti amo.
Nel desiderio tutti i nostri sogni, nella realtà tutte le mie illusioni.
Non ci sono se e ma, l'amore irrompe scatena e fa tanto baccano.
Essere spontanei può piacere oppure no. In ogni caso non ci si perde mai.
Sapere quando andar via è saggezza. Essere in grado di farlo è coraggio. Andare via, a testa alta, è dignità.
Non accettare di essere un tempo perso, ma solo un tempo pieno.
La luce che si oscura
Da quando andasti via non ho più luce,
ti sei portato pure il contatore,
il contagocce, grucce e dove prima
ci avevo il cuore adesso c'è l'abisso
in cui ci affosso tutto il mio dolore.
Non ti facevo sai così venale,
venoso, artificioso e ti ho dipinto
con l'acquarello azzurro del maestrale
per metterti su in cima al primo piolo
che sfiora il cielo e caddi dalle scale.
Le stelle che credevo d'aver visto
non erano lassù nell'infinito
ma giù nel sottosuolo in cui ho sbattuto
la testa e con lo spirito azzoppato
riprendo ogni mia briciola rimasta.
Da quando andasti via non c'è più luce
però ho trovato un alito di voce
ironica, la chiave di lettura
che smonta la Poesia alla nostalgia,
è un fiato di sepolcro in questa via.
Macabra? Si, ma è poi un dato di fatto
guardando la realtà che seppellisce
un verso dietro l'altro con parole
la luce che si oscura in faccia al sole.
Emi Giuffrida