per far sì che tu sorrida anche ai sogni.
Tutto accede per una ragione si dice. Ma solo il tempo trova la verità delle cose...
Ti cerco sempre io, perché so che tu mi stai aspettando.
La vera differenza riuscirà a farla sempre chi saprà starti vicino anche da molto lontano.
La felicità... un'illusione svelta che non si lascia trovare.
La vera seduzione è quando una donna sa trasformarsi in ciò che vuole.
Che bella cosa svegliarsi la mattina e lavarsi una sola faccia... Buongiorno.
Nessuno mi ascolta come la notte.
Amo quelle persone che non fingono, ma che agiscono d'impulso.
Ellis Island
Sul viso spento brillano due lacrime,
preziose le reliquie del saluto,
un bere fiele quel dolersi muto,
guardando gli occhi di mamma e papà.
Si posa la rugiada sull'Abruzzo,
sul sogno nuovo di vita gioviale,
giammai distolse la speme quel sale
d'aperte piaghe del grave migrar.
Or grida la "du botte" disperata
scacciando ancora lo scuro destino
sul desco calgionetti con buon vino,
quadriglia sopra quel tenue vociar.
Su corde rauche lo stanco cardillo
valige e pacchi pieni di sapori
caciotta e moka tra foto d'amori
icone della Vergine con tè.
Nel petto i lembi di vita sudata
tra le colonne sporgere su quel mare
l'abisso scuro nel tenue pensare
l'assurda "Utopìa" che giace là.
Residue gocce nel l'atto finale
le carni nude e l'intimo violato
nel buio luce del mondo bramato
un'isola sul "Hudson"... d'acre sa.
Duilio Martino
Tutto accede per una ragione si dice. Ma solo il tempo trova la verità delle cose...
Ti cerco sempre io, perché so che tu mi stai aspettando.
La vera differenza riuscirà a farla sempre chi saprà starti vicino anche da molto lontano.
La felicità... un'illusione svelta che non si lascia trovare.
La vera seduzione è quando una donna sa trasformarsi in ciò che vuole.
Che bella cosa svegliarsi la mattina e lavarsi una sola faccia... Buongiorno.
Nessuno mi ascolta come la notte.
Amo quelle persone che non fingono, ma che agiscono d'impulso.
Ellis Island
Sul viso spento brillano due lacrime,
preziose le reliquie del saluto,
un bere fiele quel dolersi muto,
guardando gli occhi di mamma e papà.
Si posa la rugiada sull'Abruzzo,
sul sogno nuovo di vita gioviale,
giammai distolse la speme quel sale
d'aperte piaghe del grave migrar.
Or grida la "du botte" disperata
scacciando ancora lo scuro destino
sul desco calgionetti con buon vino,
quadriglia sopra quel tenue vociar.
Su corde rauche lo stanco cardillo
valige e pacchi pieni di sapori
caciotta e moka tra foto d'amori
icone della Vergine con tè.
Nel petto i lembi di vita sudata
tra le colonne sporgere su quel mare
l'abisso scuro nel tenue pensare
l'assurda "Utopìa" che giace là.
Residue gocce nel l'atto finale
le carni nude e l'intimo violato
nel buio luce del mondo bramato
un'isola sul "Hudson"... d'acre sa.
Duilio Martino