mi adori tu? E se non mi adorassi io ti adorerei? Ci adoriamo perché ci adoriamo o ci adoriamo perché non possiamo fare a meno di adorarci? E se ci adorassimo pur sapendo che l'altro non ci adora, non adoreremmo maggiormente? Ci adoreremmo a prescindere dall'adorare dell'altro e il nostro adorare sarebbe più forte perché libero dall'adorazione altrui. Se ci adorassimo in segreto, reciprocamente? Io ti adorerei senza sapere se tu mi adori e mi chiederei: "chissà se m'adora colei che adoro? Vorrei che m'adorasse come l'adoro io, così ci adoreremmo insieme". È più difficile adorarsi senza sapere se l'altro adora. Non è un segreto, io ti adoro, ma vorrei sapere se anche tu un pochino adori me, così noi due ci adoreremo anche domani e anche dopo, per un tempo lungo e indefinito, io e te, adoratamente.
Quando fece caldo Licia Colò.
Tu sei diventato il mio tutto, rischierei il mio cuore pur di stare con te.
Se non capirai il silenzio non comprenderai nemmeno le parole.
Sfoggiamo indifferenza ingoiando amarezza.
Parlo ad uno sconosciuto e lui mi ascolta come un amico.
Il sorriso di una madre è un meccanismo inviolabile, involontario, immutabile... perfetto.
Le persone si vestono di tante belle parole, peccato che poi con i fatti stanno a "zero".
Se la sfortuna fosse monetizzabile, ci sarebbero più miliardari e meno depressi.
Sul fiume Zambesi
Si ruppe l'incatesimo alla riva del fiume.
Un braccio finì in un coccodrillo:
Dio delle acque e dell'umano futuro.
Piangeva una donna la sua mano
pensando al passato finito nell'acqua
quando il bianco serpente l'aiutava.
Non c'era rumore sotto le palme,
il vento s'era chiuso nei cocchi,
i vecchi giocavano con le pietre
seduti intorni ai buchi del tempo.
Il fiume immenso scendeva all'orizzonte
portandosi dietro l'odore di montagne
lasciate da giorni insieme ai rinnoceronti.
Un'anatra stanca viaggiava con i fiori
guardando intorno la pianura e il sole.
L'ipopotamo sonnolento spiava la canoa
vicino a un papiro pieno di calore.
La donna piangeva non più la sua mano
ma il suo uomo seduto nell'acqua
cercando un pesce che li sfamasse.
Si ruppe l'incatesimo alla riva del fiume:
era lo Zambesi pieno di storia e dolori,
era l'uomo, la donna, il coccodrillo e l'amore.
Giuseppe Bartolomeo
Quando fece caldo Licia Colò.
Tu sei diventato il mio tutto, rischierei il mio cuore pur di stare con te.
Se non capirai il silenzio non comprenderai nemmeno le parole.
Sfoggiamo indifferenza ingoiando amarezza.
Parlo ad uno sconosciuto e lui mi ascolta come un amico.
Il sorriso di una madre è un meccanismo inviolabile, involontario, immutabile... perfetto.
Le persone si vestono di tante belle parole, peccato che poi con i fatti stanno a "zero".
Se la sfortuna fosse monetizzabile, ci sarebbero più miliardari e meno depressi.
Sul fiume Zambesi
Si ruppe l'incatesimo alla riva del fiume.
Un braccio finì in un coccodrillo:
Dio delle acque e dell'umano futuro.
Piangeva una donna la sua mano
pensando al passato finito nell'acqua
quando il bianco serpente l'aiutava.
Non c'era rumore sotto le palme,
il vento s'era chiuso nei cocchi,
i vecchi giocavano con le pietre
seduti intorni ai buchi del tempo.
Il fiume immenso scendeva all'orizzonte
portandosi dietro l'odore di montagne
lasciate da giorni insieme ai rinnoceronti.
Un'anatra stanca viaggiava con i fiori
guardando intorno la pianura e il sole.
L'ipopotamo sonnolento spiava la canoa
vicino a un papiro pieno di calore.
La donna piangeva non più la sua mano
ma il suo uomo seduto nell'acqua
cercando un pesce che li sfamasse.
Si ruppe l'incatesimo alla riva del fiume:
era lo Zambesi pieno di storia e dolori,
era l'uomo, la donna, il coccodrillo e l'amore.
Giuseppe Bartolomeo