si rilevano, si mostrano, ti travolgono, oppure semplicemente stanno lì nascosti nell'ombra per rivelarsi quando non hai più luce nella tua vita. Incontreremo tante persone che ci lasceranno un po' di loro e a cui doneremo un po' di noi. Poi ci saranno coloro che credevamo amici... e alla fine scoprirai di essere stato solo un numero, un cosa da usare e mettere da parte, un oggetto da sfruttare, un parafulmine per i loro problemi. Un numero da aggiungere alla schiera, che si sono lasciati alle spalle. Dire amico, dire fratello, dire vita mia è un attimo, ma dimostrarlo, esserci, è lì la differenza.
Non nascondere le cicatrici che porti nel cuore, ma mostrale con orgoglio, poiché sono la prova che lo hai usato.
I miei occhi recepirono il tuo sguardo, ed in quello sguardo io mi incatenai.
Gelida è l'alba ed è di nuovo giorno,
giacciono sogni di antichi ricordi,
due semivite sfiorano memorie
-ombre appannate di un eterno amore.
Solo un fugace attimo soffiato via.
Mani si cercano, vita che sfugge.
Sono meno solo adesso
che sono solo con me
che non quando ero solo
per stare solo con te.
Su quelle guance
la paura pallida
si avvicinò.
In quei pochi attimi
il mio cuore si fermò.
Buongiorno a chi, tra i tanti sassi della vita, riesce a far sbocciare un fiore.
Certe leggi sono così deboli e fragili, che fai prima a fartela tu la legge.
Senza di te sono quello che sono,
un amante senza luna
un sogno irrealizzato,
perché per vivere si ha bisogno di un motivo.
Ed io non ne ho più nessuno da quando tu non sei qui.
Gezi Park
Eran ragazze, uomini, eroi,
un pianoforte suonavan per noi.
Eran quegli alberi, forse seicento,
in quella città di grigio cemento.
Erano uomini, donne, ragazze,
la musica nuova riempiva le piazze.
Il mondo distratto ancor non capiva,
che in quel parco la vita spariva.
Erano uomini, donne ed eroi,
stavan lottando proprio per noi.
Noi pochi alberi, stanchi di tutto,
di questo mondo ormai così brutto.
(Davide Capelli)
Davide Capelli
Non nascondere le cicatrici che porti nel cuore, ma mostrale con orgoglio, poiché sono la prova che lo hai usato.
I miei occhi recepirono il tuo sguardo, ed in quello sguardo io mi incatenai.
Gelida è l'alba ed è di nuovo giorno,
giacciono sogni di antichi ricordi,
due semivite sfiorano memorie
-ombre appannate di un eterno amore.
Solo un fugace attimo soffiato via.
Mani si cercano, vita che sfugge.
Sono meno solo adesso
che sono solo con me
che non quando ero solo
per stare solo con te.
Su quelle guance
la paura pallida
si avvicinò.
In quei pochi attimi
il mio cuore si fermò.
Buongiorno a chi, tra i tanti sassi della vita, riesce a far sbocciare un fiore.
Certe leggi sono così deboli e fragili, che fai prima a fartela tu la legge.
Senza di te sono quello che sono,
un amante senza luna
un sogno irrealizzato,
perché per vivere si ha bisogno di un motivo.
Ed io non ne ho più nessuno da quando tu non sei qui.
Gezi Park
Eran ragazze, uomini, eroi,
un pianoforte suonavan per noi.
Eran quegli alberi, forse seicento,
in quella città di grigio cemento.
Erano uomini, donne, ragazze,
la musica nuova riempiva le piazze.
Il mondo distratto ancor non capiva,
che in quel parco la vita spariva.
Erano uomini, donne ed eroi,
stavan lottando proprio per noi.
Noi pochi alberi, stanchi di tutto,
di questo mondo ormai così brutto.
(Davide Capelli)
Davide Capelli