sogno! Ti aspetto! Buonanotte!
Nell'attesa e nella fretta gli orologi sono sempre scortesi.
Forse un amico fa proprio questo, ti siede accanto e accarezza il tuo dolore.
Non si sceglie di essere, si sceglie di vivere.
Qualche volta basta fermarsi un attimo per rendersi conto di non aver capito niente.
Le nuvole
sono come
desideri sospesi
che ci fanno
ritornare bambini.
Sei l'ombra sul mio corpo,
su colline eleganti di un corpo che si fa tuo.
Tu; desiderio annunciato e immancabile peccato.
Maestrale
Ecco, ritorna, Maestrale.
Invola di nuovo
caldi abbracci,
riportami
sulle sue labbra.
Ambra scura,
miele, seta,
spezie, veleno,
regno, voluttà,
possesso che freme
lussuria di sogni estasiati.
Tu, che vedesti
i suoi occhi
cercar di leggere
gli specchi oracoli
e, d'ebbrezza
d'Icaro invasa,
il nostro sempre,
avanzi.
E sul guscio
astrale
immergi
l'eterno fecondo
suicida nel ghiaccio
di sale.
Poi,
schiudi
la folla
delle tenebre,
il dì mortale,
sul biancore
delle sue ossa.
Emmanuel Devan
Michael
S'ode l'urlo
del mondo che trema
ormai il tuo silenzio... Michael.
Voce, musica,
voglia di gioventù
nel tuo volto che rincorreva
l'impossibile dei desideri.
Cinquanta il tempo
della vita per consegnarti mito
... Tu,
che sei stato
e resterai fra i miti
nel pensiero.
Peccatore forse
di lustrini,
ammaliatore d'intenti
ma il cuore tuo no...
Era come il nostro
nei tempi d'ingenuità
dove note
si addensavano di parole
ripetute,
cantate, trasformate
in inno di quei sogni
che hai creato,
vitali di passato
immortali di futuro.
Mariella Mulas
Nell'attesa e nella fretta gli orologi sono sempre scortesi.
Forse un amico fa proprio questo, ti siede accanto e accarezza il tuo dolore.
Non si sceglie di essere, si sceglie di vivere.
Qualche volta basta fermarsi un attimo per rendersi conto di non aver capito niente.
Le nuvole
sono come
desideri sospesi
che ci fanno
ritornare bambini.
Sei l'ombra sul mio corpo,
su colline eleganti di un corpo che si fa tuo.
Tu; desiderio annunciato e immancabile peccato.
Maestrale
Ecco, ritorna, Maestrale.
Invola di nuovo
caldi abbracci,
riportami
sulle sue labbra.
Ambra scura,
miele, seta,
spezie, veleno,
regno, voluttà,
possesso che freme
lussuria di sogni estasiati.
Tu, che vedesti
i suoi occhi
cercar di leggere
gli specchi oracoli
e, d'ebbrezza
d'Icaro invasa,
il nostro sempre,
avanzi.
E sul guscio
astrale
immergi
l'eterno fecondo
suicida nel ghiaccio
di sale.
Poi,
schiudi
la folla
delle tenebre,
il dì mortale,
sul biancore
delle sue ossa.
Emmanuel Devan
Michael
S'ode l'urlo
del mondo che trema
ormai il tuo silenzio... Michael.
Voce, musica,
voglia di gioventù
nel tuo volto che rincorreva
l'impossibile dei desideri.
Cinquanta il tempo
della vita per consegnarti mito
... Tu,
che sei stato
e resterai fra i miti
nel pensiero.
Peccatore forse
di lustrini,
ammaliatore d'intenti
ma il cuore tuo no...
Era come il nostro
nei tempi d'ingenuità
dove note
si addensavano di parole
ripetute,
cantate, trasformate
in inno di quei sogni
che hai creato,
vitali di passato
immortali di futuro.
Mariella Mulas