Tipico, il problema non ha sesso, sussiste come sussiste la felicità, la gioia e quindi anche dolore e sofferenza, fa parte della vita, bisognerebbe avere una palla magica per conoscere il futuro, ma poi che gusto ci sarebbe? Non importa quanto si vive ma la qualità spetta a noi. Tutti sbagliamo senza eccezioni, e si dice appunto imparando si sbaglia, se poi dagli sbagli non cresciamo o impariamo molto, la colpa non va data a nessuno ancor meno alla vita. In parte dovremmo arrabbiarsi con se stessi. Anche se l'emozioni, la sensibilità, il fidarsi non deve esser rinchiuso, perché faremmo male solo a noi stessi non vivendo. Si potremmo salvarci da chi potrebbe farci soffrire, ma ancor peggio rischieremmo di non assaporare noi la vita, che di per se è un viaggio meraviglioso, dove sta a noi esser protagonisti o spettatori.
Ha il tuo volto quell'emozione il cui pensiero mi accarezza l'anima, ancora.
La dolcezza è quella vulnerabilità dell'anima che non conosce sconfitte.
Buonanotte alle belle persone, quelle sincere e leali che occupano un posto speciale nel nostro cuore.
Non dare mai per scontata l'intelligenza di qualcuno.
Sono le spine a rendere preziosa una rosa, un po' come per la vita.
Nel silenzio di una stella si insinuano i sogni, nell'attesa di una nuova aurora per sentirsi reali.
Per ogni storia d'amore che nasce, in ogni dove c'è sempre una canzone in attesa di nuove parole.
Sei tu che sai come accendere la mia passione con il gioco delle tue mani, mi lascio esplorare fino oltre ogni limite.
Ora, io mi soffermerei sui coriandoli e sui pezzi di vetro.
Toglierei fuliggini per tutta casa.
Ma non c'è casa.
Stavolta, la viaggiatrice sono io e punto a mete di tutto rispetto, fino ad arrivare ai luoghi che meta non hanno.
Salgo in soffitta se ho voglia di un po' di notte e scendo giù in cortile per far alba. Mi scrollo la sabbia di dosso se c'è stato deserto, ma poi m'accorgo che è piovuto forte e mi s'è incollata la rena sui vestiti, allora, penso che prima dev'essersi alzato il vento, ché tira sempre forte prima che si faccia pioggia o neve.
Sì, dev'essere stato mentre scendevo le scale a perdifiato, pensandoti dietro alla porta con dei fiori in mano ed un sorriso per me.
Mi sposto sul davanzale e, stavolta, c'è odore di mare e mi riprometto di lasciare le ante accostate prima d'andare a letto se domattina voglio che entrino i gabbiani; mi rimarranno le conchiglie tra i capelli e le reti dei pescatori tra i sogni dei miei non luoghi, mentre le braccia stringeranno l'equatore di ciò che è andato perduto.
Stanotte, dormirò sull'uscio della porta. Avrei giurato d'averti sentito suonare, ma così non dev'esser stato. Io dormo lì.
Mariella Buscemi
Ha il tuo volto quell'emozione il cui pensiero mi accarezza l'anima, ancora.
La dolcezza è quella vulnerabilità dell'anima che non conosce sconfitte.
Buonanotte alle belle persone, quelle sincere e leali che occupano un posto speciale nel nostro cuore.
Non dare mai per scontata l'intelligenza di qualcuno.
Sono le spine a rendere preziosa una rosa, un po' come per la vita.
Nel silenzio di una stella si insinuano i sogni, nell'attesa di una nuova aurora per sentirsi reali.
Per ogni storia d'amore che nasce, in ogni dove c'è sempre una canzone in attesa di nuove parole.
Sei tu che sai come accendere la mia passione con il gioco delle tue mani, mi lascio esplorare fino oltre ogni limite.
Ora, io mi soffermerei sui coriandoli e sui pezzi di vetro.
Toglierei fuliggini per tutta casa.
Ma non c'è casa.
Stavolta, la viaggiatrice sono io e punto a mete di tutto rispetto, fino ad arrivare ai luoghi che meta non hanno.
Salgo in soffitta se ho voglia di un po' di notte e scendo giù in cortile per far alba. Mi scrollo la sabbia di dosso se c'è stato deserto, ma poi m'accorgo che è piovuto forte e mi s'è incollata la rena sui vestiti, allora, penso che prima dev'essersi alzato il vento, ché tira sempre forte prima che si faccia pioggia o neve.
Sì, dev'essere stato mentre scendevo le scale a perdifiato, pensandoti dietro alla porta con dei fiori in mano ed un sorriso per me.
Mi sposto sul davanzale e, stavolta, c'è odore di mare e mi riprometto di lasciare le ante accostate prima d'andare a letto se domattina voglio che entrino i gabbiani; mi rimarranno le conchiglie tra i capelli e le reti dei pescatori tra i sogni dei miei non luoghi, mentre le braccia stringeranno l'equatore di ciò che è andato perduto.
Stanotte, dormirò sull'uscio della porta. Avrei giurato d'averti sentito suonare, ma così non dev'esser stato. Io dormo lì.
Mariella Buscemi