volto. La leggerezza un vago ricordo, una cosa stupida e leggermente infantile, ogni illusione messa da parte. L'amore, la gioia, il cuore che batte più velocemente, lontani distanze siderali. Eppure non è cambiato niente. Non è successo niente. Eppure sei distante. Eppure sei lontano. Eppure non mi appartieni. E io non appartengo a te. Mi sento fuori dalla mia vita. Come se non fosse la mia. I ricordi e le fantasie, sporcati da un peccato originale che non si può cancellare. Non ci vediamo a casa. Non abbiamo una casa, il nostro posto è un parcheggio, un amore senza indirizzo e senza mura. Tutto è solo in prestito. Con interessi da usura. È tutto qui, in effetti.
Il mondo è pieno di vuoto da riempire.
I falsari sono quelle persone che vogliono convincerti con fasulle speranze.
I sogni si realizzano fregandosene delle conseguenze.
Perché morire per delle delusioni che in fondo eran soltanto assassine illusioni?
Vorrei essere per te almeno un piccolo pensiero, di quelli che appena ci pensi ti viene da sorridere.
Così accade l'amore, come accadono le cose più semplici: lì, nel cuore.
L'unica variante in questo mondo di uno e di zeri, sei tu.
L'unica cosa degna con cui si può toccare una donna sono con le labbra.
La gente parla dei socia network come se fossero frequentati da extraterrestri. Che cos'è il virtuale? Qualcosa che non esiste? Un qualcosa che è solo frutto della nostra immaginazione? Allora mi chiedo: il reale che cosa sarebbe? Quello che possiamo vedere, toccare, ascoltare? Non siamo, forse, mai stati ingannati da qualcuno che credevamo di conoscere nel profondo? Secondo me, "il reale" è quello che sentiamo dentro. Sarà pure invisibile, inconsistente, silenzioso. (...) io non ho amici virtuali. Ho amici che non ho mai visto il loro viso (e non importa se non li vedrò mai). Io cerco di vedere le loro anime, toccare il loro cuore ed ascoltare le loro melodie. Di persone da vedere (con gli occhi), toccare (con le mani) ed ascoltare (con l'orecchio). Ne ho già viste, toccate ed ascoltate abbastanza. (...) tu che non mi hai mai vista e anche tu che mi ha vista; credi di sapere chi sono? Quindi, se i social network sono virtuali. Noi tutti, non esistiamo. Siamo tutti frutto dell'immaginazione di qualcuno. Allora mi chiedo ancora: di chi?
Edvania Paes
Il mondo è pieno di vuoto da riempire.
I falsari sono quelle persone che vogliono convincerti con fasulle speranze.
I sogni si realizzano fregandosene delle conseguenze.
Perché morire per delle delusioni che in fondo eran soltanto assassine illusioni?
Vorrei essere per te almeno un piccolo pensiero, di quelli che appena ci pensi ti viene da sorridere.
Così accade l'amore, come accadono le cose più semplici: lì, nel cuore.
L'unica variante in questo mondo di uno e di zeri, sei tu.
L'unica cosa degna con cui si può toccare una donna sono con le labbra.
La gente parla dei socia network come se fossero frequentati da extraterrestri. Che cos'è il virtuale? Qualcosa che non esiste? Un qualcosa che è solo frutto della nostra immaginazione? Allora mi chiedo: il reale che cosa sarebbe? Quello che possiamo vedere, toccare, ascoltare? Non siamo, forse, mai stati ingannati da qualcuno che credevamo di conoscere nel profondo? Secondo me, "il reale" è quello che sentiamo dentro. Sarà pure invisibile, inconsistente, silenzioso. (...) io non ho amici virtuali. Ho amici che non ho mai visto il loro viso (e non importa se non li vedrò mai). Io cerco di vedere le loro anime, toccare il loro cuore ed ascoltare le loro melodie. Di persone da vedere (con gli occhi), toccare (con le mani) ed ascoltare (con l'orecchio). Ne ho già viste, toccate ed ascoltate abbastanza. (...) tu che non mi hai mai vista e anche tu che mi ha vista; credi di sapere chi sono? Quindi, se i social network sono virtuali. Noi tutti, non esistiamo. Siamo tutti frutto dell'immaginazione di qualcuno. Allora mi chiedo ancora: di chi?
Edvania Paes