di troppo o dei piccoli inestetismi, ma che anzi sa valorizzare così bene i suoi "difetti" da renderli particolari irresistibili.
Mio eterno
Mi guardo
non sono io
sono quella che sono diventata
ho paura
piango, vorrei urlare, vorrei avere qualcosa
qualcuno
ma metto a posto i capelli
e sono ancora io
fragile, spaventata, triste
nessuno c'è e nessuno ci sarà
ho paura
bisogna combattere, bisogna risorgere
non mi riconosco, cosa sono, chi sono?
Le lacrime scendono, grazie
risorgerò
esisterò ancora?
Sorella di vita
Tu conosci la parte peggiore di me,
e anche quella migliore che mi hai
tirato fuori con le unghie e con i denti.
Sei scesa giù a prendermi
in fondo a quel pozzo buio in cui cadevo
senza paura, armata solo delle tue mani.
Quante volte?
Hai messo insieme i miei pezzi
mentre come una bambola
senza elastico mi disfavo nelle lacrime.
Assistito impotente mentre mi
strappavo la carne a morsi
come una lepre imprigionata
nella tagliola.
Ma nei momenti giusti
le nostre grasse risate riempivano
le nostre assurde serate,
tra giochi di bimbe adulte,
tra la neve, nella notte
solo per andare al cine,
e scuotevi la testa quando
ballavo da sola come una matta.
Mi mettevi il rossetto rosso
e mi vestivi dei tuoi vestiti
appallottolando i miei
orribili jeans.
E oggi mi guardi con occhi
scuri e severi per capire
se puoi ancora fidarti di me,
per capire se finalmente
sono diventata grande,
vorrei dirti di si,
ma sai che non so mentirti.
Ma giuro ci sto provando,
scalerò quella montagna di pietra
andrò sù a mani e piedi nudi,
non piangerò quando sanguineranno
scavalcando la soglia del dolore.
Raggiungerò la vetta lassù
dove le aquile rincorrono le nuvole
e pianterò una bandierina con il tuo nome.
E il tuo orgoglio sarà il mio premio.
Franca Mercadante
Un alito di vento mi riporta il tuo profumo, e torno a sognare... Chi potrà mai delimitare i confini di questa passione, chi? Chi soltanto pensare di poterne cogliere l'essenza, il dolce ripiegarsi dell'anima che si annoda e si scioglie nell'ebbrezza della vita? Chi potrà mai giudicare, se mai conoscerà il sapore di questo desiderio, chi mai? Il calore dei corpi che si appartengono, che vorrebbero divorarsi come iene avvinte dalla fame... Le emozioni che scorrono nel sangue sventrano il corpo, annientano le tue difese, sfiancano la ragione che si mortifica di esistere ancora. Chi potrà mai descrivere il sapore del nostro stare insieme, i colori dei nostri orizzonti, i nostri gemiti tra le lenzuola, la forza della vita nei nostri sguardi, le mani calde che si cercano, i baci che vorrebbero penetrare la carne, il sudore della passione che scuote, le impronte delle nostre anime quando sono una sola cosa... chi mai? Nessuno potrà più raggiungerci Nessuno potrà avere la forza di piegarci Nessuno potrà offendere il nostro incanto Nessuno tra di noi, mai!
Anonimo
Mio eterno
Mi guardo
non sono io
sono quella che sono diventata
ho paura
piango, vorrei urlare, vorrei avere qualcosa
qualcuno
ma metto a posto i capelli
e sono ancora io
fragile, spaventata, triste
nessuno c'è e nessuno ci sarà
ho paura
bisogna combattere, bisogna risorgere
non mi riconosco, cosa sono, chi sono?
Le lacrime scendono, grazie
risorgerò
esisterò ancora?
Sorella di vita
Tu conosci la parte peggiore di me,
e anche quella migliore che mi hai
tirato fuori con le unghie e con i denti.
Sei scesa giù a prendermi
in fondo a quel pozzo buio in cui cadevo
senza paura, armata solo delle tue mani.
Quante volte?
Hai messo insieme i miei pezzi
mentre come una bambola
senza elastico mi disfavo nelle lacrime.
Assistito impotente mentre mi
strappavo la carne a morsi
come una lepre imprigionata
nella tagliola.
Ma nei momenti giusti
le nostre grasse risate riempivano
le nostre assurde serate,
tra giochi di bimbe adulte,
tra la neve, nella notte
solo per andare al cine,
e scuotevi la testa quando
ballavo da sola come una matta.
Mi mettevi il rossetto rosso
e mi vestivi dei tuoi vestiti
appallottolando i miei
orribili jeans.
E oggi mi guardi con occhi
scuri e severi per capire
se puoi ancora fidarti di me,
per capire se finalmente
sono diventata grande,
vorrei dirti di si,
ma sai che non so mentirti.
Ma giuro ci sto provando,
scalerò quella montagna di pietra
andrò sù a mani e piedi nudi,
non piangerò quando sanguineranno
scavalcando la soglia del dolore.
Raggiungerò la vetta lassù
dove le aquile rincorrono le nuvole
e pianterò una bandierina con il tuo nome.
E il tuo orgoglio sarà il mio premio.
Franca Mercadante
Un alito di vento mi riporta il tuo profumo, e torno a sognare... Chi potrà mai delimitare i confini di questa passione, chi? Chi soltanto pensare di poterne cogliere l'essenza, il dolce ripiegarsi dell'anima che si annoda e si scioglie nell'ebbrezza della vita? Chi potrà mai giudicare, se mai conoscerà il sapore di questo desiderio, chi mai? Il calore dei corpi che si appartengono, che vorrebbero divorarsi come iene avvinte dalla fame... Le emozioni che scorrono nel sangue sventrano il corpo, annientano le tue difese, sfiancano la ragione che si mortifica di esistere ancora. Chi potrà mai descrivere il sapore del nostro stare insieme, i colori dei nostri orizzonti, i nostri gemiti tra le lenzuola, la forza della vita nei nostri sguardi, le mani calde che si cercano, i baci che vorrebbero penetrare la carne, il sudore della passione che scuote, le impronte delle nostre anime quando sono una sola cosa... chi mai? Nessuno potrà più raggiungerci Nessuno potrà avere la forza di piegarci Nessuno potrà offendere il nostro incanto Nessuno tra di noi, mai!
Anonimo