com'è possibile annoiarsi? Bisogna proprio essere idioti.
Tornando bambini
Puoi guardare
anche senza che ci sia,
vedere a fondo
abbandonando l'ironia,
ragionare da schietto
quando l'unico tetto
è quel cielo stellato
da mozzare il fiato.
Si trovano risposte
anche senza parole
guardare è pregio
della piccola prole.
Forse bisogna
tornare a sentire,
cercare l'affetto
non lasciarsi morire,
tornare piccini
lasciando le ire.
Il dolore... lo vuoi vivere
Sembra che tu lo voglia per forza
che ti ci voglia aggrovigliare dentro
come in un sacco a pelo in una fredda notte
lo vuoi come quando la sera ti infili sotto le coperte nel lettone ghiacciato
attenta a non muovere neanche un muscolo,
perché ogni minimo movimento ti fa toccare un punto freddo
rallenti il battito del tuo cuore
cerchi il calore nel tuo respiro
il buio nel buio della stanza
ma nei tuoi occhi chiusi scorre inesorabile il fiume dei ricordi
ti ci tuffi dentro
e resti in attesa di sentirne tutta la sofferenza
di guardarli tutti insieme per trovare quello che fa più male e cacciarlo via...
ma i ricordi non li si può sbattere fuori dalla vita
sono li con tutta la loro impietosa compattezza
e anche tu non sei esente dal tenerli in memoria
in un giocare al puro narcisismo emotivo.
Senza sentirlo questo dolore ti sentiresti, denudata, deprivata,
non avresti più motivo di startene racchiusa
e tutta la paura del nuovo svanirebbe
quel nuovo che ti sei imposta di non lasciare entrare
convinta che ogni cosa che hai dentro, anche se fa male deve necessariamente essere rivissuta
con il ricordo....
ma solo se apri una breccia e lasci filtrare di nuovo la luce
anche quei ricordi nel cui dolore vuoi permanere
si coloreranno di una nuova fantasia
saranno un punto fermo nella tua vita a dirti che quanto fortemente voluto e vissuto
fa male solo se non hai il coraggio di vederli e sentirli come parte di una te che non ha rimpianti.
Mena Lamb
21 marzo
Un timido sole
si affaccia giocondo
trascorre il suo tempo
scaldando e giocando.
Dorati i suoi raggi,
son mani fatate
accarezzano i boschi
coloran le foglie.
Un cuore felice
saltella di gioia
invita alla pace
riaccende il suo amore.
La terra sorride,
già pronta e feconda
germoglia frizzante
da vita alla vita.
Salvatore Coppola
Tornando bambini
Puoi guardare
anche senza che ci sia,
vedere a fondo
abbandonando l'ironia,
ragionare da schietto
quando l'unico tetto
è quel cielo stellato
da mozzare il fiato.
Si trovano risposte
anche senza parole
guardare è pregio
della piccola prole.
Forse bisogna
tornare a sentire,
cercare l'affetto
non lasciarsi morire,
tornare piccini
lasciando le ire.
Il dolore... lo vuoi vivere
Sembra che tu lo voglia per forza
che ti ci voglia aggrovigliare dentro
come in un sacco a pelo in una fredda notte
lo vuoi come quando la sera ti infili sotto le coperte nel lettone ghiacciato
attenta a non muovere neanche un muscolo,
perché ogni minimo movimento ti fa toccare un punto freddo
rallenti il battito del tuo cuore
cerchi il calore nel tuo respiro
il buio nel buio della stanza
ma nei tuoi occhi chiusi scorre inesorabile il fiume dei ricordi
ti ci tuffi dentro
e resti in attesa di sentirne tutta la sofferenza
di guardarli tutti insieme per trovare quello che fa più male e cacciarlo via...
ma i ricordi non li si può sbattere fuori dalla vita
sono li con tutta la loro impietosa compattezza
e anche tu non sei esente dal tenerli in memoria
in un giocare al puro narcisismo emotivo.
Senza sentirlo questo dolore ti sentiresti, denudata, deprivata,
non avresti più motivo di startene racchiusa
e tutta la paura del nuovo svanirebbe
quel nuovo che ti sei imposta di non lasciare entrare
convinta che ogni cosa che hai dentro, anche se fa male deve necessariamente essere rivissuta
con il ricordo....
ma solo se apri una breccia e lasci filtrare di nuovo la luce
anche quei ricordi nel cui dolore vuoi permanere
si coloreranno di una nuova fantasia
saranno un punto fermo nella tua vita a dirti che quanto fortemente voluto e vissuto
fa male solo se non hai il coraggio di vederli e sentirli come parte di una te che non ha rimpianti.
Mena Lamb
21 marzo
Un timido sole
si affaccia giocondo
trascorre il suo tempo
scaldando e giocando.
Dorati i suoi raggi,
son mani fatate
accarezzano i boschi
coloran le foglie.
Un cuore felice
saltella di gioia
invita alla pace
riaccende il suo amore.
La terra sorride,
già pronta e feconda
germoglia frizzante
da vita alla vita.
Salvatore Coppola