ciò che viene dal cuore e che arriva direttamente ad un altro cuore. Solo così le giornate diventano sempre belle giornate!
È sera, e vorrei trovare dentro di me quella sicurezza che da troppo tempo mi manca... la malinconia invade tutto il mio essere.
L'inquietudine e lo smarrimento agitano il mio cuore che fa sentire, forte, il suo battito.
Confido nella grande stanchezza che mi investe per riuscire a ricaricarmi con un sonno riparatore.
Eppure lo sapevo, che sarebbe andata così.
Con me le persone hanno preso il vizio di darmi senza che niente venga chiesto loro e di togliermi, non appena ho fatto spazio nella mia vita per il loro dono. Lasciano, immancabilmente, un vuoto. Eppure lo sapevo, che sarebbe andata così. Non chiedevo niente, e mi hai dato. Non chiedevo sorrisi e me li davi. Non chiedevo abbracci e me li davi. Non chiedevo gentilezza e me ne hai data. Non chiedevo calore e mi ci hai riempito la pancia. Non chiedevo film horror, li odio, e me li davi. Con le dita tra le mie. Poi ho iniziato, a chiedere. Chiedevo di non preoccuparti per me, e lo facevi. Chiedevo di non ascoltare la mia musica, e lo facevi. Chiedevo di non sussurrare il mio nome tra i baci, e lo facevi. Chiedevo di non stringermi troppo forte, di non tremare sui Radiohead, di non guardarmi così. E facevi, facevi, facevi. Eppure lo sapevo, che sarebbe finita così. Che il dono mi sarebbe stato strappato. Che il sorriso cancellato, il calore congelato. Eppure lo sapevo, che sarebbe arrivato il vuoto. Eppure, non lo saprai, ma ne avrei guardati altri mille di film horror. Con te.
Francesca Alleva
Il risveglio del mondo
E se accadesse?
Se d'improvviso
fossi io
ad aver la ragione
della realtà e dei fatti
dalla mia parte?
Se d'improvviso
si risvegliasse
il mondo che dorme,
quel mondo il cui sonno
io veglio da sempre,
attendendo
che riapra gli occhi
e mi sorrida?
Se d'improvviso
scienziati, filosofi,
sapienti e benpensanti
si rivolgessero a me
per conoscere a fondo
come funziona
il nuovo e incredibile
"meccanismo"?
Povero me!...
Non avrei risposta,
non avrei spiegazione...
neanche il conforto
di un discorso
di circostanza
da pronunziare in toga,
tonaca
o camice bianco...
Solo un sospiro di sollievo,
e un sorriso troppo incantato
per non apparire ebete...
No, no.
Quando il mondo
si risveglierà,
lo porterò con me
a scodinzolare felice
su per i pascoli azzurri
dei monti del sogno.
Subito.
Prima che qualcuno
possa rubarmelo,
e addormentarlo di nuovo.
Giuseppe Freda
È sera, e vorrei trovare dentro di me quella sicurezza che da troppo tempo mi manca... la malinconia invade tutto il mio essere.
L'inquietudine e lo smarrimento agitano il mio cuore che fa sentire, forte, il suo battito.
Confido nella grande stanchezza che mi investe per riuscire a ricaricarmi con un sonno riparatore.
Eppure lo sapevo, che sarebbe andata così.
Con me le persone hanno preso il vizio di darmi senza che niente venga chiesto loro e di togliermi, non appena ho fatto spazio nella mia vita per il loro dono. Lasciano, immancabilmente, un vuoto. Eppure lo sapevo, che sarebbe andata così. Non chiedevo niente, e mi hai dato. Non chiedevo sorrisi e me li davi. Non chiedevo abbracci e me li davi. Non chiedevo gentilezza e me ne hai data. Non chiedevo calore e mi ci hai riempito la pancia. Non chiedevo film horror, li odio, e me li davi. Con le dita tra le mie. Poi ho iniziato, a chiedere. Chiedevo di non preoccuparti per me, e lo facevi. Chiedevo di non ascoltare la mia musica, e lo facevi. Chiedevo di non sussurrare il mio nome tra i baci, e lo facevi. Chiedevo di non stringermi troppo forte, di non tremare sui Radiohead, di non guardarmi così. E facevi, facevi, facevi. Eppure lo sapevo, che sarebbe finita così. Che il dono mi sarebbe stato strappato. Che il sorriso cancellato, il calore congelato. Eppure lo sapevo, che sarebbe arrivato il vuoto. Eppure, non lo saprai, ma ne avrei guardati altri mille di film horror. Con te.
Francesca Alleva
Il risveglio del mondo
E se accadesse?
Se d'improvviso
fossi io
ad aver la ragione
della realtà e dei fatti
dalla mia parte?
Se d'improvviso
si risvegliasse
il mondo che dorme,
quel mondo il cui sonno
io veglio da sempre,
attendendo
che riapra gli occhi
e mi sorrida?
Se d'improvviso
scienziati, filosofi,
sapienti e benpensanti
si rivolgessero a me
per conoscere a fondo
come funziona
il nuovo e incredibile
"meccanismo"?
Povero me!...
Non avrei risposta,
non avrei spiegazione...
neanche il conforto
di un discorso
di circostanza
da pronunziare in toga,
tonaca
o camice bianco...
Solo un sospiro di sollievo,
e un sorriso troppo incantato
per non apparire ebete...
No, no.
Quando il mondo
si risveglierà,
lo porterò con me
a scodinzolare felice
su per i pascoli azzurri
dei monti del sogno.
Subito.
Prima che qualcuno
possa rubarmelo,
e addormentarlo di nuovo.
Giuseppe Freda