destino avverso, che ci spaventa. E viviamo spesso nei ricordi del cuore.
Città Natale
Perpendicolare ai Due Mari
fuoriuscite tossiche e torrette industriali
verticalizzano il magnifico panorama tarantino.
Il fascino dell'orizzonte del mare, della costa,
delle sfumature del cielo, si inginocchia servile.
Il demonio vola indisturbato sopra la città natale,
case rosse urlano, ma nessuno riesce ad udirle,
l'immenso cimitero testimonierà per loro.
Quando chiudo gli occhi
E poi vado oltre...
perché non ci sono pensieri che spiegano...
perché non c è un senso che da ragione...
e poi vado oltre perché la terra trema...
nel cielo c'è tempesta...
nei colori c'è oro...
nel fuoco c'è sabbia...
nel mare c'è burrasca...
nel vento c'è quiete...
nel silenzio c'è rumore...
e poi vado oltre...
perché sento...
perché parlo...
perché vivo...
perché sogno...
perché ci sei tu...
che sei sole e luna...
che sei vita...
che sei suono...
che sei melodia...
che sei colore...
che sei mare...
che sei... amore!
Alessandro Barbarani
Temporale estivo
Da lontano s'insinua
con piede veloce;
soltanto più giace, sull'orizzonte,
ancor
un abbaglio di luce,
un tumulto!
poi delle foglie
un frusciare,
un fremer di fronde.
Dall'alto risponde
una coltre di scuri colori:
si scuote la sera.
Con piede veloce s'insinua:
in un attimo non c'era,
poi c'è,
ansimando forte,
poi subito quieto,
fremendo piano
riparte.
Sfrega le corde del cielo
il rigido vento
con suono di tetro
lamento.
S'è spento l'ultimo baglior.
Una goccia improvvisa
ne annuncia altre cento:
s'annacquan i campi
e le vie
tra i lampi
s'incendian fugaci:
verdi rovi di luce rovente;
qui uno schianto
violento,
là un tonfo più fioco
altrove spaventa.
Il pianto si sfoga
s'accende
cade
riprende...
Poi già è un bruire
più lieve,
l'aria greve s'assesta
si placa la sferza,
la forza
del cielo s'appiana.
La pioggia è lontana:
schiarisce il penisero,
ma tutt'attono, più sordo,
un fremer leggero
al di là della piana
n'è il fiero
ricordo.
Dario Pautasso
Città Natale
Perpendicolare ai Due Mari
fuoriuscite tossiche e torrette industriali
verticalizzano il magnifico panorama tarantino.
Il fascino dell'orizzonte del mare, della costa,
delle sfumature del cielo, si inginocchia servile.
Il demonio vola indisturbato sopra la città natale,
case rosse urlano, ma nessuno riesce ad udirle,
l'immenso cimitero testimonierà per loro.
Quando chiudo gli occhi
E poi vado oltre...
perché non ci sono pensieri che spiegano...
perché non c è un senso che da ragione...
e poi vado oltre perché la terra trema...
nel cielo c'è tempesta...
nei colori c'è oro...
nel fuoco c'è sabbia...
nel mare c'è burrasca...
nel vento c'è quiete...
nel silenzio c'è rumore...
e poi vado oltre...
perché sento...
perché parlo...
perché vivo...
perché sogno...
perché ci sei tu...
che sei sole e luna...
che sei vita...
che sei suono...
che sei melodia...
che sei colore...
che sei mare...
che sei... amore!
Alessandro Barbarani
Temporale estivo
Da lontano s'insinua
con piede veloce;
soltanto più giace, sull'orizzonte,
ancor
un abbaglio di luce,
un tumulto!
poi delle foglie
un frusciare,
un fremer di fronde.
Dall'alto risponde
una coltre di scuri colori:
si scuote la sera.
Con piede veloce s'insinua:
in un attimo non c'era,
poi c'è,
ansimando forte,
poi subito quieto,
fremendo piano
riparte.
Sfrega le corde del cielo
il rigido vento
con suono di tetro
lamento.
S'è spento l'ultimo baglior.
Una goccia improvvisa
ne annuncia altre cento:
s'annacquan i campi
e le vie
tra i lampi
s'incendian fugaci:
verdi rovi di luce rovente;
qui uno schianto
violento,
là un tonfo più fioco
altrove spaventa.
Il pianto si sfoga
s'accende
cade
riprende...
Poi già è un bruire
più lieve,
l'aria greve s'assesta
si placa la sferza,
la forza
del cielo s'appiana.
La pioggia è lontana:
schiarisce il penisero,
ma tutt'attono, più sordo,
un fremer leggero
al di là della piana
n'è il fiero
ricordo.
Dario Pautasso