i nostri semi: gli animi aridi e zollosi non sono fertili.
Non so cosa ti succederà,
ma ho chiaro quello che faremo:
correremo lungo le creste degli istanti,
tenendoci per mano,
solo io e te;
berremo ossigeno
e gusteremo follia,
la mia, la tua;
voleremo sulla città di notte
e aspetteremo l'aba per amarci lentamente,
il tramonto per parlare
e la notte per fare l'amore.
L'amore. Non sono le candele su un tavolo o un camino acceso a fare un amore. Non sono le belle parole, le labbra umide e amplessi di notte, "l'amore". Non sono lucchetti o fotografie abbracciati. No. Non per me. L'amore sono giorni in cui hai voglia di maledirlo il suo nome, sono bollette da pagare insieme, sono scenate e riappacificazioni. Sono candele ormai spente perché di acceso c'è ben altro. Sono rispetto di momenti solo tuoi e silenzi "l'amore". Sono comprensione e cura, sono anche ferita. Sono parole trattenute e coraggio. Coraggio quello vero, di procedere anche con piedi gonfi e gambe pesanti. Il coraggio di guardare la stessa direzione, anche sotto un temporale. Sono notti all'ospedale, l'amore. Sono rinunce con un fine in comune. Sono baci misti a lacrime, spesso. Biglietti di sola andata, scelti con testa oltre che col cuore. Sono sospiri di notte e una mano da stringere sempre, l'amore. Sono un libro, del quale spesso dimentichi titolo e copertina, ma che rileggeresti per ore. L'amore.
Antonella Coletta
Anima straripante
Vastissimo fiume,
anima straripante,
flusso ricorrente
di pensieri anarchici.
Diga minuta e fragile,
corpo insufficiente,
mezzo contenente
spirito di creazione.
Infinitamente esteso carcere,
mondo venuto dal mondo,
quasi fuoco spento
mutato dal respiro.
Spontanea e dolce illusione,
dio dei pretesi dolori,
con una mano si colgono fiori,
con l'altra si taglian le dita.
Giuseppe Burgio
Non so cosa ti succederà,
ma ho chiaro quello che faremo:
correremo lungo le creste degli istanti,
tenendoci per mano,
solo io e te;
berremo ossigeno
e gusteremo follia,
la mia, la tua;
voleremo sulla città di notte
e aspetteremo l'aba per amarci lentamente,
il tramonto per parlare
e la notte per fare l'amore.
L'amore. Non sono le candele su un tavolo o un camino acceso a fare un amore. Non sono le belle parole, le labbra umide e amplessi di notte, "l'amore". Non sono lucchetti o fotografie abbracciati. No. Non per me. L'amore sono giorni in cui hai voglia di maledirlo il suo nome, sono bollette da pagare insieme, sono scenate e riappacificazioni. Sono candele ormai spente perché di acceso c'è ben altro. Sono rispetto di momenti solo tuoi e silenzi "l'amore". Sono comprensione e cura, sono anche ferita. Sono parole trattenute e coraggio. Coraggio quello vero, di procedere anche con piedi gonfi e gambe pesanti. Il coraggio di guardare la stessa direzione, anche sotto un temporale. Sono notti all'ospedale, l'amore. Sono rinunce con un fine in comune. Sono baci misti a lacrime, spesso. Biglietti di sola andata, scelti con testa oltre che col cuore. Sono sospiri di notte e una mano da stringere sempre, l'amore. Sono un libro, del quale spesso dimentichi titolo e copertina, ma che rileggeresti per ore. L'amore.
Antonella Coletta
Anima straripante
Vastissimo fiume,
anima straripante,
flusso ricorrente
di pensieri anarchici.
Diga minuta e fragile,
corpo insufficiente,
mezzo contenente
spirito di creazione.
Infinitamente esteso carcere,
mondo venuto dal mondo,
quasi fuoco spento
mutato dal respiro.
Spontanea e dolce illusione,
dio dei pretesi dolori,
con una mano si colgono fiori,
con l'altra si taglian le dita.
Giuseppe Burgio