trasformarti in qualcosa che mai avresti voluto essere!
Mezzodì di marzo
Pieno giorno,
sole battente,
abbastanza caldo,
luce,
forza solare,
ti scalda le ossa,
sedie nel cortile,
bucato colpito
dalla brezza,
il vicino passeggia
lanciando contumelie,
la vicina stende,
passa la mattina,
il tempo fila via tiranno,
il pranzo è vicino.
Fotogrammi
Malinconia e languori
di arpe e viole morenti
viali tappezzati di brune fronde
nebbie cadenti e alberi spogli
sgomenti di solitudine e sparizioni
gemiti e trapassi silenti
muto segue lo sguardo dell'essere
da questa postazione in disfacimento.
Logora e commette inclemente
i suoi crimini il tempo
rottami fra schiume i ricordi
di giorni lieti fugaci passati.
Non fuggiremo mai più dal gorgo:
nei fumi e nei sogni dissolti
riassunta tutta è la vita;
cenere è oggi il fuoco che ci arse
spennate e spezzate le ali dorate.
Chi più ci abiterà
se nessun polline
giunge sul cuore e la gramigna
colonizza le nostre zolle
che fiorirà se tutto rabbrividisce
e solo una primavera ci fu data!
Nulla più ci ubriaca
scomparso è ogni prurito ideale
l'asfissia è completa
trascinato dal volano degli anni
stride e cigola un corpo
sull'autostrada a senso unico
dei giorni e delle notti.
Angelo Michele Cozza
Farfalla
Cosa fai?
Bambina sciocca,
svendi l'oro, come fosse comune ferro?
La senti, nel cuore,
quella farfalla dalle ali di seta,
che danza al ritmo della tenerezza,
sospesa col forte vento dei sentimenti
sulle migliaia di piccolissimi fiori della tua fragilità,
come per magia?
Chi mai potrà coglierla con la giusta delicatezza,
sfidando quel vento con un vento altrettanto forte,
senza strapparle le ali,
senza calpestare quei fiori?
Un giocoliere artigiano non di giochi di prestigio,
ma di intenti prestigiosi.
Fachiro artista di soffi infuocati del cuore,
pellegrino cacciatore di ali cangianti.
Lasciala danzare,
che attenda dunque il suo artista.
Che attenda quell'unica farfalla,
che sospinta da un vento straniero
si ritrovi a voler volare
al ritmo della tenerezza,
quella danza, su quei fiori,
insieme a lei.
Serena Cavallari
Mezzodì di marzo
Pieno giorno,
sole battente,
abbastanza caldo,
luce,
forza solare,
ti scalda le ossa,
sedie nel cortile,
bucato colpito
dalla brezza,
il vicino passeggia
lanciando contumelie,
la vicina stende,
passa la mattina,
il tempo fila via tiranno,
il pranzo è vicino.
Fotogrammi
Malinconia e languori
di arpe e viole morenti
viali tappezzati di brune fronde
nebbie cadenti e alberi spogli
sgomenti di solitudine e sparizioni
gemiti e trapassi silenti
muto segue lo sguardo dell'essere
da questa postazione in disfacimento.
Logora e commette inclemente
i suoi crimini il tempo
rottami fra schiume i ricordi
di giorni lieti fugaci passati.
Non fuggiremo mai più dal gorgo:
nei fumi e nei sogni dissolti
riassunta tutta è la vita;
cenere è oggi il fuoco che ci arse
spennate e spezzate le ali dorate.
Chi più ci abiterà
se nessun polline
giunge sul cuore e la gramigna
colonizza le nostre zolle
che fiorirà se tutto rabbrividisce
e solo una primavera ci fu data!
Nulla più ci ubriaca
scomparso è ogni prurito ideale
l'asfissia è completa
trascinato dal volano degli anni
stride e cigola un corpo
sull'autostrada a senso unico
dei giorni e delle notti.
Angelo Michele Cozza
Farfalla
Cosa fai?
Bambina sciocca,
svendi l'oro, come fosse comune ferro?
La senti, nel cuore,
quella farfalla dalle ali di seta,
che danza al ritmo della tenerezza,
sospesa col forte vento dei sentimenti
sulle migliaia di piccolissimi fiori della tua fragilità,
come per magia?
Chi mai potrà coglierla con la giusta delicatezza,
sfidando quel vento con un vento altrettanto forte,
senza strapparle le ali,
senza calpestare quei fiori?
Un giocoliere artigiano non di giochi di prestigio,
ma di intenti prestigiosi.
Fachiro artista di soffi infuocati del cuore,
pellegrino cacciatore di ali cangianti.
Lasciala danzare,
che attenda dunque il suo artista.
Che attenda quell'unica farfalla,
che sospinta da un vento straniero
si ritrovi a voler volare
al ritmo della tenerezza,
quella danza, su quei fiori,
insieme a lei.
Serena Cavallari