scelto. Nel bene e nel male. E mi basta per vivere a testa alta.
Faccio piccoli balzi,
mi stacco da terra
pronta a prendere il volo.
In una magica pioggia d'inverno
riscrivo il mio nome
e il senso del pensare ancora, un'altra volta.
Non aggrapparti a chi
getta false speranze nei tuoi vicoli bui,
là sotto si sono consumati folli crimini.
Ogni parola prenda il suo posto
e doni respiro, le mie tessere perdute
hanno proibito il tuo inganno.
Filastrocca di Halloween
Una strega tutta matta
Naso adunco, già sdentata
Volò giù sopra al mercato
E una zucca comperò
Poi ridendo a squarciagola
La lanciò dentro un'aiuola
Si celò dentro ai cespugli
E così la trasformò:
Sulla zucca una parrucca
Tanti, tanti vermicelli
Mise al posto dei capelli
Con due buchi fece gli occhi
E vi mise due ranocchi
Nella bocca spalancata
Infilò la sua ciabatta
E per fare più dispetti
Ci ficcò pure ragnetti
Dalle zampe un po' pelose
E fra l'erba la nascose.
Poi la luna fu alta in cielo
E la strega stese un velo
Di vischiose ragnatele
Cento mosche imprigionò
Ad urlare incominciò
Catturò tre pipistrelli
Se li mise fra i capelli
Ordinò agli amici gatti
Di saltare come matti
Miagolando a più non posso
Per svegliare il mostro rosso
Arrivò un bel diavoletto
Con nel sacco il suo scherzetto
Uno scheletro rovente
Che danzando s'inchinò
Or la strega è soddisfatta
La sua zucca è illuminata!
Un dolcetto o uno scherzetto
Tutti i ragni e i pipistrelli
Anche i gatti ed i rospetti
Ed insieme i diavoletti
Un baccano maledetto
Tutti quanti fa ballare
E la gente risvegliare
Mamma mia quanta paura
Nella notte scura, scura.
Lidia Filippi
Mio Figlio
Non sento più il vento accarezzare i miei pensieri,
il ricordo cerca con forza di vincere,
il sogno lo contrasta e lo combatte,
il tempo è caduto giù
senza chiedere aiuto,
una colore in cerca di una tela,
in cerca di un senso,
mi spinge, mi alza,
mi rimprovera, mi dice: "non è giusto!"
Guardo negli occhi suoi,
la stanchezza a volte non ascolta,
il desiderio mio spesso sopprime
le sue aspettative.
Non può capire,
lui non ha ancora macchie
da raccontare, ha solo salti
da fare e corse da vincere,
incontri da far tremare.
È lui, fermo lì
ad amarmi, a cercarmi,
a chiedermi di inventare,
di sperare.
È lui, fermo lì
con la sua piccola mano
pronta a chiudere in un pugno
tutto il suo mondo
che non può girare
senza di me.
È lui mio figlio,
il mio piccolo cuore
il mio fumetto preferito,
la nota migliore,
la luce di notte,
la forza di dare,
l'abbraccio più grande,
il gioco più giocato.
È lui, fermo lì a aspettarmi,
ad aprirmi la porta per un altro risveglio,
è lui piccolo come un respiro,
è lui, semplicemente mio figlio.
Nicola Carrano
Faccio piccoli balzi,
mi stacco da terra
pronta a prendere il volo.
In una magica pioggia d'inverno
riscrivo il mio nome
e il senso del pensare ancora, un'altra volta.
Non aggrapparti a chi
getta false speranze nei tuoi vicoli bui,
là sotto si sono consumati folli crimini.
Ogni parola prenda il suo posto
e doni respiro, le mie tessere perdute
hanno proibito il tuo inganno.
Filastrocca di Halloween
Una strega tutta matta
Naso adunco, già sdentata
Volò giù sopra al mercato
E una zucca comperò
Poi ridendo a squarciagola
La lanciò dentro un'aiuola
Si celò dentro ai cespugli
E così la trasformò:
Sulla zucca una parrucca
Tanti, tanti vermicelli
Mise al posto dei capelli
Con due buchi fece gli occhi
E vi mise due ranocchi
Nella bocca spalancata
Infilò la sua ciabatta
E per fare più dispetti
Ci ficcò pure ragnetti
Dalle zampe un po' pelose
E fra l'erba la nascose.
Poi la luna fu alta in cielo
E la strega stese un velo
Di vischiose ragnatele
Cento mosche imprigionò
Ad urlare incominciò
Catturò tre pipistrelli
Se li mise fra i capelli
Ordinò agli amici gatti
Di saltare come matti
Miagolando a più non posso
Per svegliare il mostro rosso
Arrivò un bel diavoletto
Con nel sacco il suo scherzetto
Uno scheletro rovente
Che danzando s'inchinò
Or la strega è soddisfatta
La sua zucca è illuminata!
Un dolcetto o uno scherzetto
Tutti i ragni e i pipistrelli
Anche i gatti ed i rospetti
Ed insieme i diavoletti
Un baccano maledetto
Tutti quanti fa ballare
E la gente risvegliare
Mamma mia quanta paura
Nella notte scura, scura.
Lidia Filippi
Mio Figlio
Non sento più il vento accarezzare i miei pensieri,
il ricordo cerca con forza di vincere,
il sogno lo contrasta e lo combatte,
il tempo è caduto giù
senza chiedere aiuto,
una colore in cerca di una tela,
in cerca di un senso,
mi spinge, mi alza,
mi rimprovera, mi dice: "non è giusto!"
Guardo negli occhi suoi,
la stanchezza a volte non ascolta,
il desiderio mio spesso sopprime
le sue aspettative.
Non può capire,
lui non ha ancora macchie
da raccontare, ha solo salti
da fare e corse da vincere,
incontri da far tremare.
È lui, fermo lì
ad amarmi, a cercarmi,
a chiedermi di inventare,
di sperare.
È lui, fermo lì
con la sua piccola mano
pronta a chiudere in un pugno
tutto il suo mondo
che non può girare
senza di me.
È lui mio figlio,
il mio piccolo cuore
il mio fumetto preferito,
la nota migliore,
la luce di notte,
la forza di dare,
l'abbraccio più grande,
il gioco più giocato.
È lui, fermo lì a aspettarmi,
ad aprirmi la porta per un altro risveglio,
è lui piccolo come un respiro,
è lui, semplicemente mio figlio.
Nicola Carrano