questo... ecco perché siamo naufraghi alla continua ricerca di un'isola che non c'è.
Partire non è solo interrompere la sequenza del quotidiano. Ma anche uno spostare la visuale, un ribaltamento di percezione.
Ciò che lasciamo alle spalle, al nostro ritorno, non sarà più lo stesso.
Notte di passione
Era una di quelle notti, dove anche il cielo desiderava vestirsi della passione. Due sconosciuti... nulla sapevano l'uno dell'altro, solo due volti, due sguardi che si erano incrociati. Qualche parola spezzava il silenzio dei loro sguardi, labbra che pian piano iniziavano ad infuocarsi dal desiderio di appartenersi. Senza accorgersi di nulla, si ritrovarono in camera, spinti solo da una passione che si era già impadronita dei loro corpi. Lui stava in piedi dietro di lei, le sue mani scostarono i suoi lunghi capelli, lasciandole scoperto il collo che divenne così facile preda. Il sussurrare di qualche parola, interrotto solo dalla frenesia di quelle labbra di assaggiare la sua pelle. Un brivido improvviso scosse il corpo di lei, quando lui da dietro le prese il viso facendo scivolare lentamente la sua mano sotto quella camicetta, fino ai suoi seni e lei si girò di scatto, bramando quelle labbra, che erano così avide del suo corpo. Lui la lasciò solo avvicinare alla sua bocca, quando trattenendola, le disse: "non avrai il mio corpo, prima che io non abbia infuocato il tuo, accendendo ogni tuo senso. Prima che ogni singola goccia del tuo sangue non sia ribollita dal piacere... solo dopo che avrò assaggiato il tuo corpo, lascerò il mio alle tue voglie. Ora chiudi i tuoi occhi e lascia che le mie mani arrivino a sfiorarti anche l'anima."
Giuseppe Cutropia
Sì, a partire da quel giorno, ci fu in me un uomo che non conoscevo. Volli usare tutti i miei rimedi, il chiostro, l'altare, il lavoro, i libri. Follia! Oh! Quanto suona cava la scienza quando si và a sbatterle contro con disperazione una testa piena di passioni! Sai tu, fanciulla, cosa vedevo sempre ormai tra il libro e me? Te, la tua ombra, l'immagine dell'apparizione luminosa che aveva un giorno attraversato lo spazio davanti a me. Ma quell'immagine non aveva più lo stesso colore; era cupa, funebre, tenebrosa come il cerchio nero che perseguita a lungo la vista dell'imprudente che ha guardato fisso il sole.
Non potendo sbarazzarmene, sentendo sempre la tua canzone ronzarmi dentro la testa, vedendo sempre i tuoi piedi danzare sul mio breviario, sentendo sempre di notte in sogno la tua forma scivolare sulle mie carni, volli rivederti, toccarti, sapere chi eri, vedere se ti avrei ritrovata davvero simile all'immagine ideale che mi era rimasta di te, infrangere forse il mio sogno contro la realtà. In ogni caso, speravo che una nuova impressione avrebbe cancellato la prima, e la prima mi era diventata insopportabile.
Ti cercai. Ti rividi, Sciagura! Quando ti ebbi vista due volte, volli vederti mille, volli vederti sempre. Allora - come fermarsi su quella china infernale? - allora non appartenni più a me stesso. L'altro capo del filo che il demonio mi aveva attaccato alle ali, lo aveva annodato a tuo piede.
Victor Hugo
Partire non è solo interrompere la sequenza del quotidiano. Ma anche uno spostare la visuale, un ribaltamento di percezione.
Ciò che lasciamo alle spalle, al nostro ritorno, non sarà più lo stesso.
Notte di passione
Era una di quelle notti, dove anche il cielo desiderava vestirsi della passione. Due sconosciuti... nulla sapevano l'uno dell'altro, solo due volti, due sguardi che si erano incrociati. Qualche parola spezzava il silenzio dei loro sguardi, labbra che pian piano iniziavano ad infuocarsi dal desiderio di appartenersi. Senza accorgersi di nulla, si ritrovarono in camera, spinti solo da una passione che si era già impadronita dei loro corpi. Lui stava in piedi dietro di lei, le sue mani scostarono i suoi lunghi capelli, lasciandole scoperto il collo che divenne così facile preda. Il sussurrare di qualche parola, interrotto solo dalla frenesia di quelle labbra di assaggiare la sua pelle. Un brivido improvviso scosse il corpo di lei, quando lui da dietro le prese il viso facendo scivolare lentamente la sua mano sotto quella camicetta, fino ai suoi seni e lei si girò di scatto, bramando quelle labbra, che erano così avide del suo corpo. Lui la lasciò solo avvicinare alla sua bocca, quando trattenendola, le disse: "non avrai il mio corpo, prima che io non abbia infuocato il tuo, accendendo ogni tuo senso. Prima che ogni singola goccia del tuo sangue non sia ribollita dal piacere... solo dopo che avrò assaggiato il tuo corpo, lascerò il mio alle tue voglie. Ora chiudi i tuoi occhi e lascia che le mie mani arrivino a sfiorarti anche l'anima."
Giuseppe Cutropia
Sì, a partire da quel giorno, ci fu in me un uomo che non conoscevo. Volli usare tutti i miei rimedi, il chiostro, l'altare, il lavoro, i libri. Follia! Oh! Quanto suona cava la scienza quando si và a sbatterle contro con disperazione una testa piena di passioni! Sai tu, fanciulla, cosa vedevo sempre ormai tra il libro e me? Te, la tua ombra, l'immagine dell'apparizione luminosa che aveva un giorno attraversato lo spazio davanti a me. Ma quell'immagine non aveva più lo stesso colore; era cupa, funebre, tenebrosa come il cerchio nero che perseguita a lungo la vista dell'imprudente che ha guardato fisso il sole.
Non potendo sbarazzarmene, sentendo sempre la tua canzone ronzarmi dentro la testa, vedendo sempre i tuoi piedi danzare sul mio breviario, sentendo sempre di notte in sogno la tua forma scivolare sulle mie carni, volli rivederti, toccarti, sapere chi eri, vedere se ti avrei ritrovata davvero simile all'immagine ideale che mi era rimasta di te, infrangere forse il mio sogno contro la realtà. In ogni caso, speravo che una nuova impressione avrebbe cancellato la prima, e la prima mi era diventata insopportabile.
Ti cercai. Ti rividi, Sciagura! Quando ti ebbi vista due volte, volli vederti mille, volli vederti sempre. Allora - come fermarsi su quella china infernale? - allora non appartenni più a me stesso. L'altro capo del filo che il demonio mi aveva attaccato alle ali, lo aveva annodato a tuo piede.
Victor Hugo