che su quella persona potrai sempre contare.
Din Don Dan
Son parole* (della Chiesa) al vento
quelle che non colpiscono nel centro,
parole che non han efficacia perché
non fan cader dal cielo la timida
rugiada* (benedizione). C'è ritegno di
far le cose serie come nostro
Signore l'esempio diede, come
calpestar del potente il piede.
Din Don Dan* (sveglia), gli angeli
tutti in coro per Natale fan.
Tel Aviv Promenade
Passeggiamo senza stancarci
lungo questa vivace Promenade
(o "Tayelet", come la chiamano in ebraico),
dove la vita cittadina pulsa di continuo.
Lungo questo pavimento chiaro di pietrisco,
punteggiato di palme,
resocontiamo la nostra proficua
giornata di lavoro.
A piedi nudi assaporiamo
quella sabbia finissima
e quel mare cristallino
mosso dalla rinfrescante
brezza del Mediterraneo...
La notte scorre veloce,
animata da una gioventù
che balla e sorride
nei "beach-side cafes",
dove l'aria è ancora calda
degli ultimi raggi del tramonto.
Tel-Aviv's Promenade
dove ci sediamo volentieri su un lido,
attorno a tavoli bassi,
per gustare una birra fresca
e rimirar le spumeggianti onde
che bagnano la spiaggia
fino all'antico porto di Jaffa
e quelle vecchie case sparse
tra lussuosi alberghi,
sfavillanti di luci rosse e gialle...
Il cuore di Tel Aviv
non si ferma mai
lungo questa Promenade
dove la notte seduce tutti:
turisti, coppie innamorate
e appassionati di jogging...
E tra le fragranze marine portate dal vento,
noi consumiamo il nostro piatto di Humus,
insieme ad odorose erbe di giardino
e vegetali freschi sminuzzati...
La notte passa presto a Tel Aviv,
(in ebraico la "Collina di primavera" ),
la città che non si ferma mai,
un caleidoscopio di culture e tradizioni
che difficilmente potrò dimenticare...
Salvatore Masullo
Mattia era lontano. Fabio era lontano. La corrente del fiume produceva un fruscio debole e sonnolento.
Si ricordò di quando era distesa nel canalone, sepolta nella neve. Pensò a quel silenzio perfetto. Anche adesso, come allora, nessuno sapeva dove lei si trovasse. Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno. Ma lei non stava più aspettando.
Sorrise verso il cielo terso. Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola.
Paolo Giordano
Din Don Dan
Son parole* (della Chiesa) al vento
quelle che non colpiscono nel centro,
parole che non han efficacia perché
non fan cader dal cielo la timida
rugiada* (benedizione). C'è ritegno di
far le cose serie come nostro
Signore l'esempio diede, come
calpestar del potente il piede.
Din Don Dan* (sveglia), gli angeli
tutti in coro per Natale fan.
Tel Aviv Promenade
Passeggiamo senza stancarci
lungo questa vivace Promenade
(o "Tayelet", come la chiamano in ebraico),
dove la vita cittadina pulsa di continuo.
Lungo questo pavimento chiaro di pietrisco,
punteggiato di palme,
resocontiamo la nostra proficua
giornata di lavoro.
A piedi nudi assaporiamo
quella sabbia finissima
e quel mare cristallino
mosso dalla rinfrescante
brezza del Mediterraneo...
La notte scorre veloce,
animata da una gioventù
che balla e sorride
nei "beach-side cafes",
dove l'aria è ancora calda
degli ultimi raggi del tramonto.
Tel-Aviv's Promenade
dove ci sediamo volentieri su un lido,
attorno a tavoli bassi,
per gustare una birra fresca
e rimirar le spumeggianti onde
che bagnano la spiaggia
fino all'antico porto di Jaffa
e quelle vecchie case sparse
tra lussuosi alberghi,
sfavillanti di luci rosse e gialle...
Il cuore di Tel Aviv
non si ferma mai
lungo questa Promenade
dove la notte seduce tutti:
turisti, coppie innamorate
e appassionati di jogging...
E tra le fragranze marine portate dal vento,
noi consumiamo il nostro piatto di Humus,
insieme ad odorose erbe di giardino
e vegetali freschi sminuzzati...
La notte passa presto a Tel Aviv,
(in ebraico la "Collina di primavera" ),
la città che non si ferma mai,
un caleidoscopio di culture e tradizioni
che difficilmente potrò dimenticare...
Salvatore Masullo
Mattia era lontano. Fabio era lontano. La corrente del fiume produceva un fruscio debole e sonnolento.
Si ricordò di quando era distesa nel canalone, sepolta nella neve. Pensò a quel silenzio perfetto. Anche adesso, come allora, nessuno sapeva dove lei si trovasse. Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno. Ma lei non stava più aspettando.
Sorrise verso il cielo terso. Con un po' di fatica, sapeva alzarsi da sola.
Paolo Giordano