da farla intuire, percepire ed apprezzare anche dagli stupidi; se non ci riesce, come ogni tanto accade, è lui lo stupido. Ma anche questa è ironia.
Ricordo
Pianto
scava l'anima.
Ricordo
il calore delle tue mani,
la purezza del tuo sorriso,
la bontà nei tuoi occhi.
Ritrovo
l'immagine
nel campo assolato.
Anima
che risplende
di sempiterna
luce.
Non dimenticare mai
quanto amore hai ricevuto,
che cibo hai mangiato,
quanta acqua hai bevuto,
quante persone hai incontrato,
quante volte hai pregato,
quanti soldi hai speso,
quante persone hai aiutato,
quante volte hai sbagliato,
quante persone hai ascoltato,
quante volte sei caduto,
quante volte ti sei rialzato,
quante volte ti sei fermato,
quante persone hai ringraziato,
e quante volte hai pianto
fin dal tuo primo vagito,
per essere oggi quello che sei!
Il tuo valore, e il frutto della tua memoria!
Antonino Gatto
Hai mai pensato al significato delle parole? Al dirsi "ti voglio bene", per esempio. È uno tra i pensieri più delicati che possiamo regalare. Perché quando dico - ti voglio bene - lo faccio per informarti che desidero proprio il tuo di bene. Non il mio. Desidero che tu sia felice. Indipendentemente da tutto il resto. Indipendentemente da me. Ogni "ti voglio bene" non va sprecato, gridato, abbreviato. Perché sono fatti per essere sussurrati all'orecchio. Come i segreti dei bambini. Sono come una scatola magica, il baule dei giocattoli o dei vestiti vecchi. Sorprendono sempre. Se inaspettati, sconvolgono. Come gli acquazzoni d'estate. E hanno il gusto dei cioccolatini. Addolciscono la giornata, l'anima, il cuore. Come le zollette di zucchero nel caffè del mattino.
Naomi Covolo
Ricordo
Pianto
scava l'anima.
Ricordo
il calore delle tue mani,
la purezza del tuo sorriso,
la bontà nei tuoi occhi.
Ritrovo
l'immagine
nel campo assolato.
Anima
che risplende
di sempiterna
luce.
Non dimenticare mai
quanto amore hai ricevuto,
che cibo hai mangiato,
quanta acqua hai bevuto,
quante persone hai incontrato,
quante volte hai pregato,
quanti soldi hai speso,
quante persone hai aiutato,
quante volte hai sbagliato,
quante persone hai ascoltato,
quante volte sei caduto,
quante volte ti sei rialzato,
quante volte ti sei fermato,
quante persone hai ringraziato,
e quante volte hai pianto
fin dal tuo primo vagito,
per essere oggi quello che sei!
Il tuo valore, e il frutto della tua memoria!
Antonino Gatto
Hai mai pensato al significato delle parole? Al dirsi "ti voglio bene", per esempio. È uno tra i pensieri più delicati che possiamo regalare. Perché quando dico - ti voglio bene - lo faccio per informarti che desidero proprio il tuo di bene. Non il mio. Desidero che tu sia felice. Indipendentemente da tutto il resto. Indipendentemente da me. Ogni "ti voglio bene" non va sprecato, gridato, abbreviato. Perché sono fatti per essere sussurrati all'orecchio. Come i segreti dei bambini. Sono come una scatola magica, il baule dei giocattoli o dei vestiti vecchi. Sorprendono sempre. Se inaspettati, sconvolgono. Come gli acquazzoni d'estate. E hanno il gusto dei cioccolatini. Addolciscono la giornata, l'anima, il cuore. Come le zollette di zucchero nel caffè del mattino.
Naomi Covolo