ci accompagna. Ed è lì che la distanza del tempo si accorcia e ci avvicina sempre più verso l'infinito orizzonte.
Restare
Avrei voluto
Restare
Con te disteso
Su quel sogno irrealizzabile.
Ma la cenere
Che sporca il mio sangue
Trasforma l'amoroso ardore
In schegge affilate di vetro.
Avrei voluto
Afferrare
Il languore sulle tue ciglia
Per farne un altare
Dentro al mio cuore.
Ma in questo luogo
Andarsene
È l'unico modo
Per restare.
Box Office
Ci sono due tipi di sofferenti a questo mondo: quelli che soffrono per una carenza di vita e quelli che soffrono per una sovrabbondanza di vita. Io mi sono sempre ritrovato nella seconda categoria. Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzè, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, Platone e Nietzsche e l'uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzè e l'uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo, del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l'evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un'infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine, i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all'essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un'altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia.
Vivevo nell'oscurita della notte
Vedevo solo un lontano puntino
Dentro il desiderio di andare
Correre e raggiongere
Incosciente quella luce
Vagavo verso di lei
Ma cercavo te
Raggiunta la fonte del desiderio
Cercavo invano di farla mia
In quel momento ti ho trovato
Sei entrata in punta di piedi nella mia vita
E ho compreso che sei tu
La luce che inonda il mio cuore e che
Riscalda la mia anima.
Manuele Malatesta
Restare
Avrei voluto
Restare
Con te disteso
Su quel sogno irrealizzabile.
Ma la cenere
Che sporca il mio sangue
Trasforma l'amoroso ardore
In schegge affilate di vetro.
Avrei voluto
Afferrare
Il languore sulle tue ciglia
Per farne un altare
Dentro al mio cuore.
Ma in questo luogo
Andarsene
È l'unico modo
Per restare.
Box Office
Ci sono due tipi di sofferenti a questo mondo: quelli che soffrono per una carenza di vita e quelli che soffrono per una sovrabbondanza di vita. Io mi sono sempre ritrovato nella seconda categoria. Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzè, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, Platone e Nietzsche e l'uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzè e l'uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo, del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l'evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un'infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine, i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all'essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un'altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia.
Vivevo nell'oscurita della notte
Vedevo solo un lontano puntino
Dentro il desiderio di andare
Correre e raggiongere
Incosciente quella luce
Vagavo verso di lei
Ma cercavo te
Raggiunta la fonte del desiderio
Cercavo invano di farla mia
In quel momento ti ho trovato
Sei entrata in punta di piedi nella mia vita
E ho compreso che sei tu
La luce che inonda il mio cuore e che
Riscalda la mia anima.
Manuele Malatesta