conto che di nuovo c'è solo il calendario sul muro.
Caro Babbo Natale, avrei solo una richiesta da farti,
fai che tutti i pelosetti quest'anno e non solo, possano trovare una casa un pasto caldo, e tanto amore.
Non lasciarli nell'indigenza e nella sofferenza!
Loro, amano e lo sanno fare incondizionatamente.
Voliamo
Dedicami due minuti del tuo tempo
cercherò di non sforare, starò attento
ti voglio raccontare di me
prima che arrivassi te
ti voglio raccontare di me, ora
ora che ci sei, ora che tutto si colora.
Non credevo più al sentimento, ateo
travestiva i miei demoni, li smascherò
e ti vedo limpidamente
senza difficoltà, senza lente
sei il rosa in questa vita nera
sei la rosa rossa in quest autunno, stagione piena.
Odio e rancore
rabbia e stupore
padre attore
altro che amore
felicità, dottore
cambio, colore
nero, marrone.
Monotonia, monocolore
scappiamo via senza rancore
senza paura, senza timore
con una rabbia che spinge alla rivoluzione
abbracciamoci al buio
fino al prossimo plenilunio
stacchiamoci con le braccia e non con la mente
facciamo in modo che non ci separi niente
vestiamoci dei demoni l'un l'altro
non costa nulla
voliamo in alto.
Pietro Ramadhi
Intrecciatore di lune
Conosco un tipo, che intreccia lune,
che va di notte, seguendo stelle.
Sul ponte all'aurora d'oggi chiese un dono:
"Regalatemi parole.
Vezzose, acute, scintillanti o rugose. Siano esse marce, già
usate o nuove, fiordalisi o spade, pulite, coincise o inestricabili grovigli.
Parole: scialbe o piccanti, nane o giganti, muti sussurri o urlate in coro.
Regalatemi parole.
Siano esse slegate, folli, senza senso, né morale, né decoro.
Sortite dall'anima, d'un sol respiro
come squilla la vita al primo vagito."
Il tipo, caglia, tra sassi, sale, sabbia e sole.
Ha mani dure, sottil maniere, odia il rumore
passeggia, a piedi scalzi, anche se il cuore duole.
"Al bordo del lago, spezzo rametti.
Le cime orlate di mutanti nubi.
Foglie tremanti al vento d'ottobre.
Il pensiero, viene. S'appoggia, regna, sovrasta. Sconquassa.
Il guizzo d'un pesce, gracchia un corvo, abbaglia d'oro l'ultimo sole.
Il pensiero passa. Al bordo del lago spezzo rametti."
L'aurora è andata anche quest'oggi.
Resterà il dono.
Che siano esse, parole
lago, cime, sole o pioggia e un bel tramonto.
Il tipo va, seguendo stelle.
Nicola Antonicelli
Caro Babbo Natale, avrei solo una richiesta da farti,
fai che tutti i pelosetti quest'anno e non solo, possano trovare una casa un pasto caldo, e tanto amore.
Non lasciarli nell'indigenza e nella sofferenza!
Loro, amano e lo sanno fare incondizionatamente.
Voliamo
Dedicami due minuti del tuo tempo
cercherò di non sforare, starò attento
ti voglio raccontare di me
prima che arrivassi te
ti voglio raccontare di me, ora
ora che ci sei, ora che tutto si colora.
Non credevo più al sentimento, ateo
travestiva i miei demoni, li smascherò
e ti vedo limpidamente
senza difficoltà, senza lente
sei il rosa in questa vita nera
sei la rosa rossa in quest autunno, stagione piena.
Odio e rancore
rabbia e stupore
padre attore
altro che amore
felicità, dottore
cambio, colore
nero, marrone.
Monotonia, monocolore
scappiamo via senza rancore
senza paura, senza timore
con una rabbia che spinge alla rivoluzione
abbracciamoci al buio
fino al prossimo plenilunio
stacchiamoci con le braccia e non con la mente
facciamo in modo che non ci separi niente
vestiamoci dei demoni l'un l'altro
non costa nulla
voliamo in alto.
Pietro Ramadhi
Intrecciatore di lune
Conosco un tipo, che intreccia lune,
che va di notte, seguendo stelle.
Sul ponte all'aurora d'oggi chiese un dono:
"Regalatemi parole.
Vezzose, acute, scintillanti o rugose. Siano esse marce, già
usate o nuove, fiordalisi o spade, pulite, coincise o inestricabili grovigli.
Parole: scialbe o piccanti, nane o giganti, muti sussurri o urlate in coro.
Regalatemi parole.
Siano esse slegate, folli, senza senso, né morale, né decoro.
Sortite dall'anima, d'un sol respiro
come squilla la vita al primo vagito."
Il tipo, caglia, tra sassi, sale, sabbia e sole.
Ha mani dure, sottil maniere, odia il rumore
passeggia, a piedi scalzi, anche se il cuore duole.
"Al bordo del lago, spezzo rametti.
Le cime orlate di mutanti nubi.
Foglie tremanti al vento d'ottobre.
Il pensiero, viene. S'appoggia, regna, sovrasta. Sconquassa.
Il guizzo d'un pesce, gracchia un corvo, abbaglia d'oro l'ultimo sole.
Il pensiero passa. Al bordo del lago spezzo rametti."
L'aurora è andata anche quest'oggi.
Resterà il dono.
Che siano esse, parole
lago, cime, sole o pioggia e un bel tramonto.
Il tipo va, seguendo stelle.
Nicola Antonicelli