anche quel piccolo margine positivo che ti fa vedere la luce della speranza.
Ogni sera
Ogni sera
le tue labbra
incrociano le mie,
e le mie mani si posano
sul tuo cuore.
Ogni sera come in un sogno,
mi trascini nel tuo letto,
sono come un bambino nel tuo cuore.
Ogni sera, con te, l'amore,
è dolce, come il profumo dei fiori,
come un volo di farfalle,
dentro i nostri giorni...
Posso dirti ora, cosa mai farei
senza il nostro amore
senza la dolcezza del tuo sorriso.
I sorrisi del giorno rivestito a festa
Stanno distesi ai fili in mezzo agli altri
ad asciugarsi,
quelli di famiglia.
Ma si riconoscono fra i tanti.
Hanno sempre le stesse macchie.
Quelle che non se ne vanno.
Non vengono mai troppo puliti
i panni sporchi lavati in casa.
Non ci si sforza più di tanto
per far meglio.
Chi passa dà un'occhiata
e poi getta lo sguardo alla finestra sempre chiusa.
Se proprio vuole commentare scuote un po' la testa
e segue la sua strada.
Lei,
che da dentro vede tutto
dice a mezza voce che pensasse a casa sua.
E poi lo maledice.
Ma è consapevole che è inutile negare.
Lo sa per prima che volano sempre schiaffi fra le lavandaie,
mentre lo sporco da levare
sta fermo ad aspettare.
A parlare,
fumare,
bere e bestemmiare.
Ma è per buonsenso
o chissà
forse per resa
che alla fine il risultato resta sempre quello.
È meglio sputtanarsi fuori con chi passa
che farsi troppo male dentro
e fra le quattro mura
solo per cercare di lavare lo sporco incancrenito
che solo demolendo tutto forse si può far sparire.
Fra un po' sarà domenica
il giorno della tregua,
per non avvelenarsi pure il cibo
oltre che il sangue.
Andranno tutti a messa
coi vestiti tenuti solo per la festa,
quelli da non lavare mai.
Tirati fuori dal baule,
giusto per il tempo necessario.
E poi messi a riposo
per rivestirsi da battaglia,
fino al prossimo giorno da santificare.
Alexandre Cuissardes
Come se fossi la tua sacra apparizione
Di luce splendevo in mezzo alle persone
Un'aurea intima e protezione
Che mi regalasti sul ciglio del burrone.
Ma trovasti solo piume di fenice
Ad accogliere la tua pelle sognatrice
In mezzo ai campi e all'essenza
Di pomodori secchi e partenza.
Riposa ma non dimenticare
Questo sacro e intimo altare
Che sono le mie mani nelle tue
E le tue pupille nelle mie.
Anonimo
Ogni sera
Ogni sera
le tue labbra
incrociano le mie,
e le mie mani si posano
sul tuo cuore.
Ogni sera come in un sogno,
mi trascini nel tuo letto,
sono come un bambino nel tuo cuore.
Ogni sera, con te, l'amore,
è dolce, come il profumo dei fiori,
come un volo di farfalle,
dentro i nostri giorni...
Posso dirti ora, cosa mai farei
senza il nostro amore
senza la dolcezza del tuo sorriso.
I sorrisi del giorno rivestito a festa
Stanno distesi ai fili in mezzo agli altri
ad asciugarsi,
quelli di famiglia.
Ma si riconoscono fra i tanti.
Hanno sempre le stesse macchie.
Quelle che non se ne vanno.
Non vengono mai troppo puliti
i panni sporchi lavati in casa.
Non ci si sforza più di tanto
per far meglio.
Chi passa dà un'occhiata
e poi getta lo sguardo alla finestra sempre chiusa.
Se proprio vuole commentare scuote un po' la testa
e segue la sua strada.
Lei,
che da dentro vede tutto
dice a mezza voce che pensasse a casa sua.
E poi lo maledice.
Ma è consapevole che è inutile negare.
Lo sa per prima che volano sempre schiaffi fra le lavandaie,
mentre lo sporco da levare
sta fermo ad aspettare.
A parlare,
fumare,
bere e bestemmiare.
Ma è per buonsenso
o chissà
forse per resa
che alla fine il risultato resta sempre quello.
È meglio sputtanarsi fuori con chi passa
che farsi troppo male dentro
e fra le quattro mura
solo per cercare di lavare lo sporco incancrenito
che solo demolendo tutto forse si può far sparire.
Fra un po' sarà domenica
il giorno della tregua,
per non avvelenarsi pure il cibo
oltre che il sangue.
Andranno tutti a messa
coi vestiti tenuti solo per la festa,
quelli da non lavare mai.
Tirati fuori dal baule,
giusto per il tempo necessario.
E poi messi a riposo
per rivestirsi da battaglia,
fino al prossimo giorno da santificare.
Alexandre Cuissardes
Come se fossi la tua sacra apparizione
Di luce splendevo in mezzo alle persone
Un'aurea intima e protezione
Che mi regalasti sul ciglio del burrone.
Ma trovasti solo piume di fenice
Ad accogliere la tua pelle sognatrice
In mezzo ai campi e all'essenza
Di pomodori secchi e partenza.
Riposa ma non dimenticare
Questo sacro e intimo altare
Che sono le mie mani nelle tue
E le tue pupille nelle mie.
Anonimo