seduce e mi affascina ogni tuo modo di amarmi, ogni cosa di te: quando di quell'amore sai amarmi solo tu.
Felicità indiscreta,
prospettiva diversa
e noi soli,
frammenti di polvere.
Con una mano mi sfiorasti,
dopo anni tornai a casa,
tra le tue braccia sconosciute,
stelle diverse che mi hanno salvata.
Preferisco te,
o Capitano,
perché so che da oggi
qualcuno, inconsapevolmente,
metterà fine al mio naufragio.
Routine
I sedili di pelle erano gelidi nell'aria novembrina; dai finestrini semichiusi entravano ventate gelide che facevano rabbrividire la ragazzina. Si strinse nella fiacca di tuta viola e rimase lì, accucciata, tremante. Una musica soft proveniva dalla radio, ma Agata ne avrebbe preferita una più allegra, che le mettesse voglia di muoversi e reagire, di avere una vita attiva e non governata dalla routine.
La sua vita era come una catena di montaggio, normale, ma assurda nel suo essere uguale a se stessa. Quello era sopravvivere, non era vivere. Banale, banale e ripetitiva era la sua esistenza. Si alzava, si vestiva e andava a scuola, poi tornava a casa, e iniziava i compiti. A tarda sera finiva e si coricava, sfinita.
Automa, automa era la parola che la definiva meglio. Non c'era volontà nelle sue azioni, non c'era una speranza nel suo impegno. Iniziava i compiti e li finiva, ma del lasso di tempo in cui li faceva non ricordava niente. Niente. Era un lasciarsi sprofondare, era un impazzire. Ed era tutto così uguale, nessuna giornata diversa dalla precedente.
Era l'apatia più totale. L'ansia per le verifiche, lo studio forsennato, l'attesa terribile dei risultati erano privi di vere emozioni, erano senza phatos.
Taminia Taminia
Il mio amore per te
Il mio amore per te era
seguire i tuoi capelli al vento.
Riuscire a catturare
il tuo sguardo
in mezzo a tanta gente
e strapparti
un malcelato sorriso.
Camminarti a fianco
senza trovare quelle parole
che ti avrei voluto dire.
Provare tristezza quando
alla sera voltavi l'angolo
per ritornare verso casa
e sentire quanto lunga
ed inutile fosse la notte.
Anonimo
Felicità indiscreta,
prospettiva diversa
e noi soli,
frammenti di polvere.
Con una mano mi sfiorasti,
dopo anni tornai a casa,
tra le tue braccia sconosciute,
stelle diverse che mi hanno salvata.
Preferisco te,
o Capitano,
perché so che da oggi
qualcuno, inconsapevolmente,
metterà fine al mio naufragio.
Routine
I sedili di pelle erano gelidi nell'aria novembrina; dai finestrini semichiusi entravano ventate gelide che facevano rabbrividire la ragazzina. Si strinse nella fiacca di tuta viola e rimase lì, accucciata, tremante. Una musica soft proveniva dalla radio, ma Agata ne avrebbe preferita una più allegra, che le mettesse voglia di muoversi e reagire, di avere una vita attiva e non governata dalla routine.
La sua vita era come una catena di montaggio, normale, ma assurda nel suo essere uguale a se stessa. Quello era sopravvivere, non era vivere. Banale, banale e ripetitiva era la sua esistenza. Si alzava, si vestiva e andava a scuola, poi tornava a casa, e iniziava i compiti. A tarda sera finiva e si coricava, sfinita.
Automa, automa era la parola che la definiva meglio. Non c'era volontà nelle sue azioni, non c'era una speranza nel suo impegno. Iniziava i compiti e li finiva, ma del lasso di tempo in cui li faceva non ricordava niente. Niente. Era un lasciarsi sprofondare, era un impazzire. Ed era tutto così uguale, nessuna giornata diversa dalla precedente.
Era l'apatia più totale. L'ansia per le verifiche, lo studio forsennato, l'attesa terribile dei risultati erano privi di vere emozioni, erano senza phatos.
Taminia Taminia
Il mio amore per te
Il mio amore per te era
seguire i tuoi capelli al vento.
Riuscire a catturare
il tuo sguardo
in mezzo a tanta gente
e strapparti
un malcelato sorriso.
Camminarti a fianco
senza trovare quelle parole
che ti avrei voluto dire.
Provare tristezza quando
alla sera voltavi l'angolo
per ritornare verso casa
e sentire quanto lunga
ed inutile fosse la notte.
Anonimo