vero, ma è la vita, prima impari a fidarti poco e prima ti risparmi qualche altra fregatura.
È il sorriso che accenno piano
quando il tuo viso mi giunge lieve
tra una canzone e un pensiero umano
che mi fa accorgere del tuo bene
Non so perché mi succede questo
nel mio deserto di sensazioni
lasciate in terra da alcuni cuori
troppo impegnati a contar stagioni
Sento il tuo brivido in ogni cenno
di luce calda come nessuna
è il cuore lucido col suo senno
che batte forte a ogni chiar di luna.
Ti amo anche io
Ti amo anche io
anche io
quando ti sento ti penso immensamente
non riesco a pensare a niente, altro,
che a TE.
Come se fossimo uniti dal niente,
ma il pensiero mi sente...
e chi lo sente?
... il mio cuore batte per te!
La tua bellezza crea immensa dolcezza
e mi porta lontano, via,
Via mi porta VIA...
dove i ricordi,
trasportati dal mare come in tempesta
Naufragano... e riaffiorano...
lasciandomi senza fiato;
che ne sarà di noi?
anche io
anche io ti amo.
Michele Bettio
Ella è davvero bella! Povero specchio, deve essere un tormento, fortuna che non sei geloso,. Il suo viso è d'un ovale perfetto, ed ella tiene il capo leggermente reclinato così che, limpida e superba, la sua fronte pare innalzarsi senza che il pensiero la solchi d'una minima ruga. I suoi neri capelli si raccolgono, sottili e morbidi, sulla fronte. Il suo volto è come un frutto, ogni tratto dolcemente pronunciato; la sua pelle, lo sento con gli occhi, è diafana, come velluto toccarla. I suoi occhi: oh! Ancora non li ho veduti, ché sono nascosti dalla frangia di seta si quelle ciglia adunche come uncini pericolosi per chi vuole penetrare il suo sguardo. La sua testa è una testa di Madonna, purezza e innocenza l'improntano. Ella si china come una Madonna, ma non si perde nella contemplazione dell'unico, il che dona una variazione all'espressione del suo volto. Ciò che ella contempla è il Molteplice, il Molteplice sul quale il lustro e lo splendore terreni gettano un loro riflesso. Si leva un guanto per mostrare allo specchio e a me una mano destra bianca e perfetta come marmo antico, senza alcun ornamento e neppure il liscio anello d'oro al terzo dito - brava! Ella solleva gli occhi: come tutto in lei si trasfigura, pur rimanendo invariato! La fronte è un po' meno alta, il volto un po' meno regolarmente ovale ma più vivo.
Søren Aabye Kierkegaard
È il sorriso che accenno piano
quando il tuo viso mi giunge lieve
tra una canzone e un pensiero umano
che mi fa accorgere del tuo bene
Non so perché mi succede questo
nel mio deserto di sensazioni
lasciate in terra da alcuni cuori
troppo impegnati a contar stagioni
Sento il tuo brivido in ogni cenno
di luce calda come nessuna
è il cuore lucido col suo senno
che batte forte a ogni chiar di luna.
Ti amo anche io
Ti amo anche io
anche io
quando ti sento ti penso immensamente
non riesco a pensare a niente, altro,
che a TE.
Come se fossimo uniti dal niente,
ma il pensiero mi sente...
e chi lo sente?
... il mio cuore batte per te!
La tua bellezza crea immensa dolcezza
e mi porta lontano, via,
Via mi porta VIA...
dove i ricordi,
trasportati dal mare come in tempesta
Naufragano... e riaffiorano...
lasciandomi senza fiato;
che ne sarà di noi?
anche io
anche io ti amo.
Michele Bettio
Ella è davvero bella! Povero specchio, deve essere un tormento, fortuna che non sei geloso,. Il suo viso è d'un ovale perfetto, ed ella tiene il capo leggermente reclinato così che, limpida e superba, la sua fronte pare innalzarsi senza che il pensiero la solchi d'una minima ruga. I suoi neri capelli si raccolgono, sottili e morbidi, sulla fronte. Il suo volto è come un frutto, ogni tratto dolcemente pronunciato; la sua pelle, lo sento con gli occhi, è diafana, come velluto toccarla. I suoi occhi: oh! Ancora non li ho veduti, ché sono nascosti dalla frangia di seta si quelle ciglia adunche come uncini pericolosi per chi vuole penetrare il suo sguardo. La sua testa è una testa di Madonna, purezza e innocenza l'improntano. Ella si china come una Madonna, ma non si perde nella contemplazione dell'unico, il che dona una variazione all'espressione del suo volto. Ciò che ella contempla è il Molteplice, il Molteplice sul quale il lustro e lo splendore terreni gettano un loro riflesso. Si leva un guanto per mostrare allo specchio e a me una mano destra bianca e perfetta come marmo antico, senza alcun ornamento e neppure il liscio anello d'oro al terzo dito - brava! Ella solleva gli occhi: come tutto in lei si trasfigura, pur rimanendo invariato! La fronte è un po' meno alta, il volto un po' meno regolarmente ovale ma più vivo.
Søren Aabye Kierkegaard