esempio, "è meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni", allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: "Prima regola: nella satira non ci sono regole". E questo penso sia fondamentale. Per di più ti dirò che la satira è un'espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente.
La nostra solitudine era l'unica cosa che ci accomunava.
Tu solo con le tue finte storie d'amore,
io sola con le mie teorie.
Rincorrerci era ciò che ci riusciva meglio,
allontanarci, godere del dolore che il distacco ci procurava
e poi ritrovarci, fingendo di amarci alla follia.
Simulare il dolore,
simulare l'amore
e illuderci per pochi attimi di essere vivi.
Questo eravamo.
Tristi e soli...
e infelici insieme.
Elena Di Donato
CLXXV
Io non capisco, Signore, se veglio
o dormo poiché la mente caduta
è in garbuglio e solamente imbevuta
è di scompiglio e non confà al meglio
e manco al peggio, tal è lo tafferuglio
che pria ch'idea nasca è già sperduta
e qualsivoglia veduta è decaduta
ché in cervello impastato è intruglio.
Perché si esca da cotanto imbroglio
convien che ci fermiamo a dar di piglio
a snocciolar * gl'affari uno per uno.
Dapprima è mente a liberar d'incaglio,
cui core la costringe ad attanaglio,
non dando d'apertura più segn'alcuno.
Nello Maruca
Il lungo viaggio
Apro la valigia vuota.
Metto dentro il mio coraggio.
Prende poco spazio.
Metto dentro la paura.
Tutta dentro non ci può stare.
Metto dentro la speranza.
La pigio in un angolo.
Metto dentro una scatola di lacrime.
La poso in fondo per dimenticare.
Il maglione infeltrito.
Solo lui mi può scaldare.
Un sacchetto si sorrisi.
Mi potrebbero servire.
Le mie scarpe preferite.
D'ora in poi voglio solo ballare.
Spingo dentro tutta la mia rabbia.
Non la voglio dimenticare.
Piego con cura il mio orgoglio.
Senza non ce la posso fare.
Chiudo la valigia zeppa con fatica.
Troppo peso da portare.
Dinanzi il lungo viale
conto i passi che separono
il prima dal dopo.
Penso a dove posso andare.
Una musica mi gira nella testa.
... destinazione Paradiso...
Non so dove si trovi
ma passo dopo passo ci arriverò.
Franca Mercadante
La nostra solitudine era l'unica cosa che ci accomunava.
Tu solo con le tue finte storie d'amore,
io sola con le mie teorie.
Rincorrerci era ciò che ci riusciva meglio,
allontanarci, godere del dolore che il distacco ci procurava
e poi ritrovarci, fingendo di amarci alla follia.
Simulare il dolore,
simulare l'amore
e illuderci per pochi attimi di essere vivi.
Questo eravamo.
Tristi e soli...
e infelici insieme.
Elena Di Donato
CLXXV
Io non capisco, Signore, se veglio
o dormo poiché la mente caduta
è in garbuglio e solamente imbevuta
è di scompiglio e non confà al meglio
e manco al peggio, tal è lo tafferuglio
che pria ch'idea nasca è già sperduta
e qualsivoglia veduta è decaduta
ché in cervello impastato è intruglio.
Perché si esca da cotanto imbroglio
convien che ci fermiamo a dar di piglio
a snocciolar * gl'affari uno per uno.
Dapprima è mente a liberar d'incaglio,
cui core la costringe ad attanaglio,
non dando d'apertura più segn'alcuno.
Nello Maruca
Il lungo viaggio
Apro la valigia vuota.
Metto dentro il mio coraggio.
Prende poco spazio.
Metto dentro la paura.
Tutta dentro non ci può stare.
Metto dentro la speranza.
La pigio in un angolo.
Metto dentro una scatola di lacrime.
La poso in fondo per dimenticare.
Il maglione infeltrito.
Solo lui mi può scaldare.
Un sacchetto si sorrisi.
Mi potrebbero servire.
Le mie scarpe preferite.
D'ora in poi voglio solo ballare.
Spingo dentro tutta la mia rabbia.
Non la voglio dimenticare.
Piego con cura il mio orgoglio.
Senza non ce la posso fare.
Chiudo la valigia zeppa con fatica.
Troppo peso da portare.
Dinanzi il lungo viale
conto i passi che separono
il prima dal dopo.
Penso a dove posso andare.
Una musica mi gira nella testa.
... destinazione Paradiso...
Non so dove si trovi
ma passo dopo passo ci arriverò.
Franca Mercadante