nell'azzurro cielo della sua anima.
Se il futuro dovesse essere descritto con un colore, il nero sarebbe troppo chiaro.
Quando non sei con me, sento un forte silenzio, anche se ci sono milioni di persone.
Il dolore è inevitabile, l'amore è una scelta.
Potrei annegare nel mare dei tuoi silenzi.
Si vede quel che non si deve, e ci si rimane male.
Mi prenderò cura di te, come un piccolo fiore.
L'amore è una carezza che rimane nel cuore.
Mi penetrava nel cuore, e mi trafiggeva l'anima col sol suo sguardo!
Caro Ricordo
Umile ancella che il pensier mio culla
e lo trasporta ai dì di prima Vita,
in un incanto di un'aula fiorita
di lieti bimbi intenti ad ascoltar.
E mi rammenta un canto,
che tremulo io udivo:
un canto immacolato
in note pur piccanti e dolorose,
ma già rifuse di dolcezza amara
che saldamente m'avvinsero il cuore.
Piango or pensando agli anni miei
nel vortice del tempo ormai passati;
trema il pensiero che la notte nera
giunga a carpire la mia vita
e pur vibrante, grido al vento brulla
tutta la vita che il mio cuor scandì.
Torna al morire il Sole rosseggiante
segnando un'altra meta nella vita:
pur esso mi rammenta quanto duri
e di dolore ebbri furon tristezza
tutti i miei sospir.
Ricordo le tue braccia a me rivolte
ne l'angoscioso inceder dei tormenti:
tu mi chiamavi...
più mi stringevi...
mentre suonava vaga la tua voce;
mentre il tuo cuor piangeva
e il battito pietoso piegava il mio voler.
Tutto ricordo di te
mia dolce mamma:
caro ricordo che mi avvince ognor.
Silvano Montanari
Se il futuro dovesse essere descritto con un colore, il nero sarebbe troppo chiaro.
Quando non sei con me, sento un forte silenzio, anche se ci sono milioni di persone.
Il dolore è inevitabile, l'amore è una scelta.
Potrei annegare nel mare dei tuoi silenzi.
Si vede quel che non si deve, e ci si rimane male.
Mi prenderò cura di te, come un piccolo fiore.
L'amore è una carezza che rimane nel cuore.
Mi penetrava nel cuore, e mi trafiggeva l'anima col sol suo sguardo!
Caro Ricordo
Umile ancella che il pensier mio culla
e lo trasporta ai dì di prima Vita,
in un incanto di un'aula fiorita
di lieti bimbi intenti ad ascoltar.
E mi rammenta un canto,
che tremulo io udivo:
un canto immacolato
in note pur piccanti e dolorose,
ma già rifuse di dolcezza amara
che saldamente m'avvinsero il cuore.
Piango or pensando agli anni miei
nel vortice del tempo ormai passati;
trema il pensiero che la notte nera
giunga a carpire la mia vita
e pur vibrante, grido al vento brulla
tutta la vita che il mio cuor scandì.
Torna al morire il Sole rosseggiante
segnando un'altra meta nella vita:
pur esso mi rammenta quanto duri
e di dolore ebbri furon tristezza
tutti i miei sospir.
Ricordo le tue braccia a me rivolte
ne l'angoscioso inceder dei tormenti:
tu mi chiamavi...
più mi stringevi...
mentre suonava vaga la tua voce;
mentre il tuo cuor piangeva
e il battito pietoso piegava il mio voler.
Tutto ricordo di te
mia dolce mamma:
caro ricordo che mi avvince ognor.
Silvano Montanari