amore, ma male, e distruzione. Fermatevi ve né prego non sentite anche voi i pianti dei bambini, degli uomini, delle donne, del cielo che, con i suoi temporali impetuosi pulisce di continuo ciò che l'uomo sporca, della terra che trema per difendersi, scatenando terremoti, morte, e distruzione. Ai potenti, ai politici rivolgo questo appello: ci avete promesso un mondo pulito, migliore, invece: state scatenando l'inferno, surriscaldando il pianeta. Fermatevi, siete ancora in tempo prima che la natura si ribelli agli abusi, alle violenza che l'uomo perpetra di continuo ai danni della terra, e contro la nostra stessa vita.
Il sole sorge anche oggi, sciogliendosi tra la tacita neve.
Sei tu il frutto della mia tentazione da cui assaporo un brivido d'amore.
Per quanto l'uomo possa amare una donna, resta sempre il desiderio di possederla.
Il mio cuore ha tanto fiato, tutto e solo per te, per raccontarti un'emozione d'amore.
La ruota gira per tutti. Ed io non mi perderò questo spettacolo.
Non scanso le persone brutte, evito le brutte persone.
Buongiorno. Vorrei che questo giorno diventi speciale, vorrei che questo giorno regalasse ogni bella speranza a tutti.
Sulla pelle di un bacio ho scritto il tuo nome.
Le viole di Stazzema
È piegato al libeccio
sul sagrato
il ciondolo con la croce
in un voluttuoso abbraccio con il cielo
una madre sta come seduta
l'odore salmastro nei capelli
un capezzolo affiorante nel vestito
un padre è immobile sotto la torre campanaria
il cappello obliquo dimenticato sulla cuspide
tre paia d'occhi muti franano allo stupore della morte
l'iride dipinta alle beccate dei rapaci
nell'ombra del crepuscolo autunnale
impreca in un bizzarro grido
le fauci spalancate
oggi Stazzema
i rebbi dei sogni capovolti
consegnata a demoni di mare
persa in una spiga di tempesta
le ciglia inclinate al postumo
la bocca sanguinante
baratta la notte al vago
a un volo di viole e calabroni.
Vorrebbe la calma stanca della sera
la noia di bonaccia
e invece è scalza
a cauterizzare angosce
rassegnata a una magra sorte di paese
a un orrore troppo grande
alla fragilità della vita umana
respira
polvere di brina
l'anima stremata sui muri di ponente
abbandonata stanca
a una cesura candida di luna.
Luna nera.
Il sole sorge anche oggi, sciogliendosi tra la tacita neve.
Sei tu il frutto della mia tentazione da cui assaporo un brivido d'amore.
Per quanto l'uomo possa amare una donna, resta sempre il desiderio di possederla.
Il mio cuore ha tanto fiato, tutto e solo per te, per raccontarti un'emozione d'amore.
La ruota gira per tutti. Ed io non mi perderò questo spettacolo.
Non scanso le persone brutte, evito le brutte persone.
Buongiorno. Vorrei che questo giorno diventi speciale, vorrei che questo giorno regalasse ogni bella speranza a tutti.
Sulla pelle di un bacio ho scritto il tuo nome.
Le viole di Stazzema
È piegato al libeccio
sul sagrato
il ciondolo con la croce
in un voluttuoso abbraccio con il cielo
una madre sta come seduta
l'odore salmastro nei capelli
un capezzolo affiorante nel vestito
un padre è immobile sotto la torre campanaria
il cappello obliquo dimenticato sulla cuspide
tre paia d'occhi muti franano allo stupore della morte
l'iride dipinta alle beccate dei rapaci
nell'ombra del crepuscolo autunnale
impreca in un bizzarro grido
le fauci spalancate
oggi Stazzema
i rebbi dei sogni capovolti
consegnata a demoni di mare
persa in una spiga di tempesta
le ciglia inclinate al postumo
la bocca sanguinante
baratta la notte al vago
a un volo di viole e calabroni.
Vorrebbe la calma stanca della sera
la noia di bonaccia
e invece è scalza
a cauterizzare angosce
rassegnata a una magra sorte di paese
a un orrore troppo grande
alla fragilità della vita umana
respira
polvere di brina
l'anima stremata sui muri di ponente
abbandonata stanca
a una cesura candida di luna.
Luna nera.