arma che possiedi per difenderti dall'ignoranza.
Gli amici del cuore, quelli che sentiamo veri, non sono sempre quelli che avremmo immaginato.
Sei meravigliosamente bella come l'Etna innevato il 25 di Giugno.
Le distrazioni possono trascinare i nostri sogni in luoghi inappropriati.
Non ho mai tempo, per chi non mi lascia tempo.
Non giudichiamo dalle apparenze, potremmo ingannarci, spesso ciò che appare "non è".
Solo quello che riesci a vedere con gli occhi del cuore si colora di fantasia.
Un'emozione respira i sospiri del cuore.
Amore non è privazione ma è lasciar liberi di fare.
Tra le braccia spalancate della giovinezza
Seduta sotto l'albero del castagno
osserva la faccia malata d'ottobre.
Aspetta, fischiando, fino a sera...
un vecchio le si ferma accanto
suonando l'organetto,
con il cappotto sfilacciato
e lo sguardo stravagante.
Finita la musica si rimette in cammino,
stringendo per mano la malinconia.
Insieme ad essa cerca la via
che la riporta in cima alla collina,
tra le braccia spalancate della giovinezza.
Il pensiero viaggia tra il silenzio del mattino
e il chiacchiericcio della sera.
Vorrebbe ascoltare il garrire di una rondine
per capire se è primavera,
una carezza di vento
per sentire se è melodia d'estate
o dell'autunno il sospiro.
L'inverno già lo conosce:
è quello che le ha gelato il cuore,
lasciato nell'anima una scia di dolore.
L'usignolo canta...
è una melodia che risveglia il sonno,
dà nuova voce al sogno,
scalza per sempre dalla vita l'ombra.
Giorgio De Luca
Gli amici del cuore, quelli che sentiamo veri, non sono sempre quelli che avremmo immaginato.
Sei meravigliosamente bella come l'Etna innevato il 25 di Giugno.
Le distrazioni possono trascinare i nostri sogni in luoghi inappropriati.
Non ho mai tempo, per chi non mi lascia tempo.
Non giudichiamo dalle apparenze, potremmo ingannarci, spesso ciò che appare "non è".
Solo quello che riesci a vedere con gli occhi del cuore si colora di fantasia.
Un'emozione respira i sospiri del cuore.
Amore non è privazione ma è lasciar liberi di fare.
Tra le braccia spalancate della giovinezza
Seduta sotto l'albero del castagno
osserva la faccia malata d'ottobre.
Aspetta, fischiando, fino a sera...
un vecchio le si ferma accanto
suonando l'organetto,
con il cappotto sfilacciato
e lo sguardo stravagante.
Finita la musica si rimette in cammino,
stringendo per mano la malinconia.
Insieme ad essa cerca la via
che la riporta in cima alla collina,
tra le braccia spalancate della giovinezza.
Il pensiero viaggia tra il silenzio del mattino
e il chiacchiericcio della sera.
Vorrebbe ascoltare il garrire di una rondine
per capire se è primavera,
una carezza di vento
per sentire se è melodia d'estate
o dell'autunno il sospiro.
L'inverno già lo conosce:
è quello che le ha gelato il cuore,
lasciato nell'anima una scia di dolore.
L'usignolo canta...
è una melodia che risveglia il sonno,
dà nuova voce al sogno,
scalza per sempre dalla vita l'ombra.
Giorgio De Luca