un attimo.
Un cuore si sfalda in mille pezzi solo quando dentro di noi c'è più tristezza che solitudine.
Siamo tutti opere d'arte. Si tratta solo di trovare il giusto collezionista.
Per dare luce alle mie giornate, ho bisogno di guardare dentro ai tuoi occhi.
Abbattere un albero è come abbattere un monumento, con la differenza che l'albero respira e piange.
Non mi manca nulla, eccetto quello che non ho.
I veri amici nun aspettano che te succeda quarcosa de brutto pe statte vicino.
Se proprio devo giocare, non gioco mai per il secondo posto.
Le persone più care chiedono sempre come stai, quelle che se ne fregano non ti trattengono mai.
Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. L'elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c'è stata e non c'è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti.
C'è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico "de paese", "de borgata", quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione "razza ebraica", perché la ragazza è molto ignorante. La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell'attore.
Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.
Giuliano Ferrara
Un cuore si sfalda in mille pezzi solo quando dentro di noi c'è più tristezza che solitudine.
Siamo tutti opere d'arte. Si tratta solo di trovare il giusto collezionista.
Per dare luce alle mie giornate, ho bisogno di guardare dentro ai tuoi occhi.
Abbattere un albero è come abbattere un monumento, con la differenza che l'albero respira e piange.
Non mi manca nulla, eccetto quello che non ho.
I veri amici nun aspettano che te succeda quarcosa de brutto pe statte vicino.
Se proprio devo giocare, non gioco mai per il secondo posto.
Le persone più care chiedono sempre come stai, quelle che se ne fregano non ti trattengono mai.
Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. L'elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c'è stata e non c'è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti.
C'è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico "de paese", "de borgata", quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione "razza ebraica", perché la ragazza è molto ignorante. La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell'attore.
Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.
Giuliano Ferrara