sacrificio più grande se ne frega.
Ti dicono che sei acida, quando in realtà sono loro a romperti le palle.
La provocazione è il modo più affascinante per mandare in estasi i sensi di un uomo.
Sei sempre con me, dentro il cuore, nella testa, nello stomaco, nel sangue. Eppure mi manchi.
Il sorriso scaccia l'amaro in bocca.
Mi chiudo dentro me, perché non riesco a stare fuori senza te.
Buongiorno a chi è pronto a dare il meglio, a chi condivide un sorriso, a chi dona con cuore sincero.
Dove piange il cuore, vive l'amore.
L'indiscrezione invade i confini dell'apparenza.
Tic tac
Il ticchettio del tempo che scorre,
come il rumore di piccoli passi,
precisi e regolari,
turba la pace che dominava
la mia mente,
scandendo lentamente
l'avanzare della notte.
Il velo di sonnolenza,
che intorpidiva i miei pensieri,
si alza e mi abbandona,
mentre nel buio
il mio sguardo cerca
il motivo di tanto disturbo.
E intanto il ticchettio procede,
aprendosi un varco
nella mia quiete
trasmettendomi un vago senso di allarme,
come segno di uno strano presagio.
E rimango distesa nel buio,
sveglia e stranita,
con i respiri dei bambini
che cullano la notte
e il mondo ovattato dei sogni
ormai si dilegua,
scaraventato lontano
da un fastidioso ticchettio
segno della semplicità
con la quale il tempo fagocita
minuti ore e giornate della mia vita
derubandomi di quella serenità
così tanto desiderata.
Sabrina Ducci
Ti dicono che sei acida, quando in realtà sono loro a romperti le palle.
La provocazione è il modo più affascinante per mandare in estasi i sensi di un uomo.
Sei sempre con me, dentro il cuore, nella testa, nello stomaco, nel sangue. Eppure mi manchi.
Il sorriso scaccia l'amaro in bocca.
Mi chiudo dentro me, perché non riesco a stare fuori senza te.
Buongiorno a chi è pronto a dare il meglio, a chi condivide un sorriso, a chi dona con cuore sincero.
Dove piange il cuore, vive l'amore.
L'indiscrezione invade i confini dell'apparenza.
Tic tac
Il ticchettio del tempo che scorre,
come il rumore di piccoli passi,
precisi e regolari,
turba la pace che dominava
la mia mente,
scandendo lentamente
l'avanzare della notte.
Il velo di sonnolenza,
che intorpidiva i miei pensieri,
si alza e mi abbandona,
mentre nel buio
il mio sguardo cerca
il motivo di tanto disturbo.
E intanto il ticchettio procede,
aprendosi un varco
nella mia quiete
trasmettendomi un vago senso di allarme,
come segno di uno strano presagio.
E rimango distesa nel buio,
sveglia e stranita,
con i respiri dei bambini
che cullano la notte
e il mondo ovattato dei sogni
ormai si dilegua,
scaraventato lontano
da un fastidioso ticchettio
segno della semplicità
con la quale il tempo fagocita
minuti ore e giornate della mia vita
derubandomi di quella serenità
così tanto desiderata.
Sabrina Ducci