sveste di nuvole, un mare che cerca la quiete. E si resta così.
Ti aspetto
Ti aspetto
nel mio cuore
per amarti come sempre
dove l'aurora da sempre
fa dolci i tuoi baci,
e tu mi fai dono di te
per farmi felice
Quando tornerà la notte
con il suo di magia,
mille baci ti darò
e poi tante, tante carezze
quante le stelle su nel cielo.
La vita è un'isola in un oceano di solitudine: le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni, i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete. La vostra vita, uomini, miei simili, è un'isola, distaccata da ogni altra isola e regione. Non importa quante siano le navi che lasciano le vostre spiagge per altri climi, non importa quante siano le flotte che toccano le vostre coste: rimanete isole, ognuna per proprio conto, a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità. Siete sconosciuti agli altri uomini e lontani dalla loro comprensione e partecipazione.
Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
Preludio
Odio l'usata poesia: concede
comoda al vulgo i flosci fianchi e senza
palpiti sotto i consueti amplessi
stendesi e dorme.
A me la strofe vigile, balzante
co 'l plauso e 'l piede ritmico nè cori:
per l'ala a volo io còlgola, si volge
ella e repugna. Tal fra le strette d'amator silvano
torcesi un'evia su 'l nevoso Edone:
più belli i vezzi del fiorente petto
saltan compressi,
e baci e strilli su l'accesa bocca
mesconsi: ride la marmorea fronte
al sole, effuse in lunga onda le chiome
fremono à venti.
Giosuè Carducci
Ti aspetto
Ti aspetto
nel mio cuore
per amarti come sempre
dove l'aurora da sempre
fa dolci i tuoi baci,
e tu mi fai dono di te
per farmi felice
Quando tornerà la notte
con il suo di magia,
mille baci ti darò
e poi tante, tante carezze
quante le stelle su nel cielo.
La vita è un'isola in un oceano di solitudine: le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni, i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete. La vostra vita, uomini, miei simili, è un'isola, distaccata da ogni altra isola e regione. Non importa quante siano le navi che lasciano le vostre spiagge per altri climi, non importa quante siano le flotte che toccano le vostre coste: rimanete isole, ognuna per proprio conto, a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità. Siete sconosciuti agli altri uomini e lontani dalla loro comprensione e partecipazione.
Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
Preludio
Odio l'usata poesia: concede
comoda al vulgo i flosci fianchi e senza
palpiti sotto i consueti amplessi
stendesi e dorme.
A me la strofe vigile, balzante
co 'l plauso e 'l piede ritmico nè cori:
per l'ala a volo io còlgola, si volge
ella e repugna. Tal fra le strette d'amator silvano
torcesi un'evia su 'l nevoso Edone:
più belli i vezzi del fiorente petto
saltan compressi,
e baci e strilli su l'accesa bocca
mesconsi: ride la marmorea fronte
al sole, effuse in lunga onda le chiome
fremono à venti.
Giosuè Carducci