dalle nostre paure, quelle che sono le più difficili da rompere. È così diventiamo schiavi prima di noi stessi e poi degli altri!
La Mariposa
Gli ispanici
così chiamano la farfalla
l'afflato amoroso è lieve
come il suo posarsi
su un tenero fiore
quel leggero tocco
provoca un brivido
intenso ma dolce
e imprime per sempre
nel cuore dell'amato
il marchio edulcorato
di un sentimento alato.
Ti dirò addio
mi sveglierò dal lungo sonno
e cercherò la luce
e come lo scalatore si fa forza
per salire le montagne
finalmente toccherò
la cima e mi inebrierò
del calore del sole.
Ho ansimato tra i rovi e le ortiche
così alte da oscorare il giorno
finalmente troverò
un varco e
ti dirò addio
Ho vagato nelle tenebre
delle profondità del mare
finalmente, emergerò
aprirò gli occhi
e ti lascerò andare
e per sempre dentro me
ti dirò addio.
Tindara Cannistrà
Hai affrontato le tempeste e ne sei uscito vivo. Hai voltato le spalle a chi definivi "Indispensabile". Hai ricostruito battiti, cuore e mente per ridare una forma dignitosa alla tua anima. Hai affrontato la morte "Interiore" con una classe e una dignità che in pochi hanno. Sei rimasto in piedi e a testa alta anche di fronte a chi ti stava colpendo a morte. Cosa può oggi, farti così tanta paura da non vivere il presente? Forse solo la consapevolezza di cosa sia il dolore, il dolore vero. Quel dolore che ti spacca in mille pezzi, quei pezzi che hai cercato invano di raccogliere e rimettere assieme. Ma grazie a te, alla tua forza oggi quei pezzi sono di nuovo tutti al loro posto. Tu stai bene, sei in piedi, sei forte e soprattutto sei una persona viva. Per tanto a cosa sarebbe servito "Amarti tanto e ritrovarti" se poi decidi di tenere tutto questo per te per paura che si sgretoli di nuovo?
Silvia Nelli
La Mariposa
Gli ispanici
così chiamano la farfalla
l'afflato amoroso è lieve
come il suo posarsi
su un tenero fiore
quel leggero tocco
provoca un brivido
intenso ma dolce
e imprime per sempre
nel cuore dell'amato
il marchio edulcorato
di un sentimento alato.
Ti dirò addio
mi sveglierò dal lungo sonno
e cercherò la luce
e come lo scalatore si fa forza
per salire le montagne
finalmente toccherò
la cima e mi inebrierò
del calore del sole.
Ho ansimato tra i rovi e le ortiche
così alte da oscorare il giorno
finalmente troverò
un varco e
ti dirò addio
Ho vagato nelle tenebre
delle profondità del mare
finalmente, emergerò
aprirò gli occhi
e ti lascerò andare
e per sempre dentro me
ti dirò addio.
Tindara Cannistrà
Hai affrontato le tempeste e ne sei uscito vivo. Hai voltato le spalle a chi definivi "Indispensabile". Hai ricostruito battiti, cuore e mente per ridare una forma dignitosa alla tua anima. Hai affrontato la morte "Interiore" con una classe e una dignità che in pochi hanno. Sei rimasto in piedi e a testa alta anche di fronte a chi ti stava colpendo a morte. Cosa può oggi, farti così tanta paura da non vivere il presente? Forse solo la consapevolezza di cosa sia il dolore, il dolore vero. Quel dolore che ti spacca in mille pezzi, quei pezzi che hai cercato invano di raccogliere e rimettere assieme. Ma grazie a te, alla tua forza oggi quei pezzi sono di nuovo tutti al loro posto. Tu stai bene, sei in piedi, sei forte e soprattutto sei una persona viva. Per tanto a cosa sarebbe servito "Amarti tanto e ritrovarti" se poi decidi di tenere tutto questo per te per paura che si sgretoli di nuovo?
Silvia Nelli