l'uomo comune, il quale, dispensato dalla responsabilità individuale, esprime il peggio di sé.
Vento di memorie
Il vento spira tenue,
costante
tra le fronde degli alberi
e il fruscio sospira piano
voci di spasimi remoti
privati di tempo.
Passeri arroganti che volano senz'ali,
nell'anima a stento impuntita.
Solcano fino all'ultimo ciglio
preservato e protetto.
Fiaccano le membra,
assottigliano il fiato,
curvano le ginocchia in deboli preghiere,
che anelano levare le reminiscenze
dal cuore.
Aah... Qua!
Il cuore infranto è nero, a fatica esprime il rosso dell'odio.
Aah qua! Nel deserto dei miraggi un sorriso si paga caro
un vuoto a rendere per l'anima della sfusa felicità.
Contenti & felici!
Corre il pianto a gocce palpita la palpebra cade come
il piombo di pietra e bagna lì il pensiero di quel mito
devastato sogno di un estremo desiderio che
cicatrizza la sofferenza del pescatore di emozioni.
Guarda in cielo, Te! Un celato Signore con velata
minuziosa attenzione seduto su una nuvola.
Arranca mulinelli, con aliti di vento, ghirigori
immaginari al fusare variegato di colori
fumati delle italiche frecce tricolori.
La nuvola scirocca l'intesa cortese densa del passato
butta la canna nel mezzo per pescare qualche emozione
frulla repentina al mio amo, c'è la pesca dei desideri
che con il suo pianto temporalesco distribuisce goccioline
donando ancora una volta la speranza alla vita.
Giampiero Iezzi
Inizierò a sconoscere le persone che conosco poiché gli sconosciuti, a differenza dei conoscenti, non mi hanno mai deluso pur non conoscendomi; mentre tutti quelli che conosciamo magari senza loro stessi esserne a conoscenza, anche inconsciamente, ma prima o poi ci deluderanno, uno sconosciuto, per quanto sia incosciente, mai.
Forse la chiave sta qui: sconosciamoci tutti e vivremo tutti felici e inco (no)scenti.
Daniele Magro
Vento di memorie
Il vento spira tenue,
costante
tra le fronde degli alberi
e il fruscio sospira piano
voci di spasimi remoti
privati di tempo.
Passeri arroganti che volano senz'ali,
nell'anima a stento impuntita.
Solcano fino all'ultimo ciglio
preservato e protetto.
Fiaccano le membra,
assottigliano il fiato,
curvano le ginocchia in deboli preghiere,
che anelano levare le reminiscenze
dal cuore.
Aah... Qua!
Il cuore infranto è nero, a fatica esprime il rosso dell'odio.
Aah qua! Nel deserto dei miraggi un sorriso si paga caro
un vuoto a rendere per l'anima della sfusa felicità.
Contenti & felici!
Corre il pianto a gocce palpita la palpebra cade come
il piombo di pietra e bagna lì il pensiero di quel mito
devastato sogno di un estremo desiderio che
cicatrizza la sofferenza del pescatore di emozioni.
Guarda in cielo, Te! Un celato Signore con velata
minuziosa attenzione seduto su una nuvola.
Arranca mulinelli, con aliti di vento, ghirigori
immaginari al fusare variegato di colori
fumati delle italiche frecce tricolori.
La nuvola scirocca l'intesa cortese densa del passato
butta la canna nel mezzo per pescare qualche emozione
frulla repentina al mio amo, c'è la pesca dei desideri
che con il suo pianto temporalesco distribuisce goccioline
donando ancora una volta la speranza alla vita.
Giampiero Iezzi
Inizierò a sconoscere le persone che conosco poiché gli sconosciuti, a differenza dei conoscenti, non mi hanno mai deluso pur non conoscendomi; mentre tutti quelli che conosciamo magari senza loro stessi esserne a conoscenza, anche inconsciamente, ma prima o poi ci deluderanno, uno sconosciuto, per quanto sia incosciente, mai.
Forse la chiave sta qui: sconosciamoci tutti e vivremo tutti felici e inco (no)scenti.
Daniele Magro