di colori che solo io riesco a vedere e compongo con essi gli arcobaleni più belli sui quali scrivo i miei sogni. Disegno orizzonti sui muri che attorno a me ho costruito e guardo il mondo da lontano, in silenzio. Trasformo in terra ferma e in realtà quell'orizzonte, solo quando trovo qualcuno che merita di vedere quel mondo unico a cui appartengo, perché sento che ama gli stessi colori, vede senza bisogno di guardare e soprattutto, grazie al cuore riesce a "sentirmi" anche senza aver bisogno di ascoltare.
Respiro, respiro profondamente adesso. Non sento più quel dolore al petto ogni volta che ci provo. Sorrido, sorrido in modo spontaneo e naturale e non lo faccio più per nascondere una lacrima. Cammino, cammino fiera e sicura di me e non più con la paura di cadere da un momento all'altro. Non ho più paura di guardare negli occhi nessuno, di affrontare la vita nel bene e nel male. Ho puntato in alto e sono caduta, ma sono viva! Ora alzo gli occhi e punto ancora, e ancora, e ancora fino a quando non prenderò uno di quei sogni e lo farò mio.
Sogno in grande, libera, in silenzio...
sogno e anche se non sembra io spero, credo e attendo.
Sogno la semplicità di due mani che si stringono e due occhi che si guardano. Sogno da donna e non da ragazzina, in una realtà difficile e avida io ci continuo a sperare. Perché nemmeno le realtà peggiori possono stapparti i sogni. Sogno parole che possano arrivarmi al cuore attraverso le dimostrazioni e ostacoli creati dalle avversità del destino e non dalle menzogne o da meschini tradimenti. Sogno in libertà perché nessuno mi imporrà mai più qualcosa che non sento mio. Nessuno condizionerà mai più il mio umore e sono certa, saprò arrivare in alto. Aspetto che il mio volo mi porti di fronte a quel sogno che potrò concretizzare. Attendo che quei principi in cui ancora credo possano avere un nome e un volto da poter chiamare "amore"!
Schiavi del nostro genio perverso
La testa china e gli occhi fissi,
Tutto gira veloce,
Un senso di nausea e infinito tremore,
La più orrida morte ci attira,
Il genio perverso che in noi alberga ci obbliga,
Tenendoci in catene ci parla,
Da esse ci libererà solo se assecondato,
Sappiamo che mente,
Per questo lo ascoltiamo,
Dovremmo tornare indietro,
Per questo avanziamo,
Non dovremmo essere lì,
Per questo non ce ne andiamo,
Non dovremmo guardare giù,
Per questo fissiamo il baratro,
Non dovremmo desiderare di cadere,
Per questo ci lanciamo.
Alessandro Oteri
Respiro, respiro profondamente adesso. Non sento più quel dolore al petto ogni volta che ci provo. Sorrido, sorrido in modo spontaneo e naturale e non lo faccio più per nascondere una lacrima. Cammino, cammino fiera e sicura di me e non più con la paura di cadere da un momento all'altro. Non ho più paura di guardare negli occhi nessuno, di affrontare la vita nel bene e nel male. Ho puntato in alto e sono caduta, ma sono viva! Ora alzo gli occhi e punto ancora, e ancora, e ancora fino a quando non prenderò uno di quei sogni e lo farò mio.
Sogno in grande, libera, in silenzio...
sogno e anche se non sembra io spero, credo e attendo.
Sogno la semplicità di due mani che si stringono e due occhi che si guardano. Sogno da donna e non da ragazzina, in una realtà difficile e avida io ci continuo a sperare. Perché nemmeno le realtà peggiori possono stapparti i sogni. Sogno parole che possano arrivarmi al cuore attraverso le dimostrazioni e ostacoli creati dalle avversità del destino e non dalle menzogne o da meschini tradimenti. Sogno in libertà perché nessuno mi imporrà mai più qualcosa che non sento mio. Nessuno condizionerà mai più il mio umore e sono certa, saprò arrivare in alto. Aspetto che il mio volo mi porti di fronte a quel sogno che potrò concretizzare. Attendo che quei principi in cui ancora credo possano avere un nome e un volto da poter chiamare "amore"!
Schiavi del nostro genio perverso
La testa china e gli occhi fissi,
Tutto gira veloce,
Un senso di nausea e infinito tremore,
La più orrida morte ci attira,
Il genio perverso che in noi alberga ci obbliga,
Tenendoci in catene ci parla,
Da esse ci libererà solo se assecondato,
Sappiamo che mente,
Per questo lo ascoltiamo,
Dovremmo tornare indietro,
Per questo avanziamo,
Non dovremmo essere lì,
Per questo non ce ne andiamo,
Non dovremmo guardare giù,
Per questo fissiamo il baratro,
Non dovremmo desiderare di cadere,
Per questo ci lanciamo.
Alessandro Oteri