e non è una frase fatta, è quello che penso davvero. Sei il miglior ragazzo che io potessi mai desiderare e da quando ci sei tu io vivo. È un po' come la canzone di Bocelli "vivo per lei": Vivo per te da quando, sai, la prima volta ti ho incontrato e non ricordo come mai mi sei entrato dentro e ci sei restato. Anche se tu non ti vedi bello per me sei la cosa più bella e dolce che abbia mai avuto da tanto tempo. Grazie di esserci sempre, ti amo, amore mio.
Nella clessidra del tempo custodisco gioie e dolori che non dimentico.
Dai nostri baci disciolti in un abbraccio,
dolcemente... vorrei prenderti dove vive
la tua voglia d'impazzire e regalarci
così... l'eternità di un attimo d'amore.
Tu
come una scia di profumo...
ad ubriacarmi la vita.
Vesto un ricordo –
e si fa voce l'aria
e carezza il silenzio.
Molto spesso non si è preparati
a volte ci si nasconde
in alcuni casi si scappa
l'amore... fa così paura
non so se sia una domanda o risposta
ma amore cerco.
E di amore voglio finire i miei giorni
note di pianoforte mi accompagnano
dolorose ma intense
un ensemble solitario
dove ogni corda vibra
all'unisono con me
... accordato.
Basterebbe ogni tanto un "ti voglio bene" sincero, migliorerebbe la vita nostra e del mondo intero.
La libertà è un dono che apprezzi di più quando non ce l'hai.
"Ma io ti voglio". E poi fanno di tutto per perderti e niente per averti.
Comincia a raccogliere i libri che ha buttato per terra. Ne prende altri posandoli sul tavolo e quando si curva di nuovo la vede. È lì, chiara e secca, gialla, sbiadita come il tempo che è stato. Spezzata, sulla moquette scura, priva di vita da tanto tempo ormai. La piccola spiga che ha messo nel suo diario la prima volta che ha fatto sega con Step. Quella mattina nel vento che annuncia l'estate, quei baci che sanno di pelle profumata dal sole. Il suo primo amore. Si ricorda quando era convinta che non ce ne sarebbe mai potuto essere un altro. La raccoglie. La spiga si sbriciola fra le sue dita, come vecchi pensieri, come leggeri sogni e deboli promesse.
Federico Moccia
Nella clessidra del tempo custodisco gioie e dolori che non dimentico.
Dai nostri baci disciolti in un abbraccio,
dolcemente... vorrei prenderti dove vive
la tua voglia d'impazzire e regalarci
così... l'eternità di un attimo d'amore.
Tu
come una scia di profumo...
ad ubriacarmi la vita.
Vesto un ricordo –
e si fa voce l'aria
e carezza il silenzio.
Molto spesso non si è preparati
a volte ci si nasconde
in alcuni casi si scappa
l'amore... fa così paura
non so se sia una domanda o risposta
ma amore cerco.
E di amore voglio finire i miei giorni
note di pianoforte mi accompagnano
dolorose ma intense
un ensemble solitario
dove ogni corda vibra
all'unisono con me
... accordato.
Basterebbe ogni tanto un "ti voglio bene" sincero, migliorerebbe la vita nostra e del mondo intero.
La libertà è un dono che apprezzi di più quando non ce l'hai.
"Ma io ti voglio". E poi fanno di tutto per perderti e niente per averti.
Comincia a raccogliere i libri che ha buttato per terra. Ne prende altri posandoli sul tavolo e quando si curva di nuovo la vede. È lì, chiara e secca, gialla, sbiadita come il tempo che è stato. Spezzata, sulla moquette scura, priva di vita da tanto tempo ormai. La piccola spiga che ha messo nel suo diario la prima volta che ha fatto sega con Step. Quella mattina nel vento che annuncia l'estate, quei baci che sanno di pelle profumata dal sole. Il suo primo amore. Si ricorda quando era convinta che non ce ne sarebbe mai potuto essere un altro. La raccoglie. La spiga si sbriciola fra le sue dita, come vecchi pensieri, come leggeri sogni e deboli promesse.
Federico Moccia