consensi. Io preferisco la realtà, gli altri continuino pure a vivere la loro illusione.
Prima o poi
Vieni vogliamo essere mute
colma di repliche è la bocca.
Vieni vogliamo essere ciechi
di fallacia bruciano gli occhi.
Vieni vogliamo essere sorde
nell'orecchio ancora il suono dello stupore.
Forse solo nella nostra caducità
irrompe davvero la vita.
Hai ragione, ma anche le favole servono alla nostra vita così carica di preoccupazioni e di dolori. Tu hai sofferto molto e cerchi di fuggire, sottrendoti al bene degli altri, per paura di esser ferita di nuovo. È per questo motivo che non riesci ad amare nessuno e il tuo cuore è di ghiaccio.
Perciò provi amarezza, noia, delusione, angoscia. È necessario scavare nel profondo di noi stessi perché c'è qualcosa di sepolto nel nostro inconscio che ci rende la vita difficile. Se riesci a esprimerlo ti salverai, altrimenti ti distruggerà.
C'è una carta dell'anima in cui sono segnate le baie della saggezza, il mare dell'abbondanza, l'oceano della pace, i deserti aridi. E poi valli e praterie sconfinate, simboli di libertà. Anche nel tuo animo ci sono regioni splendide: devi imparare ad esplorarle e a tralasciare quelle desolate.
Devi imparare a scalare le montagne, a sopravvivere al deserto della disperazione, a visitare le isole della gioia dove ti lascerai andare al flusso delle idee, dimenticando dubbi e paure. Sarà un'avventura, un viaggio meraviglioso chiamato vita.
Devi nutrirti di speranza come gli alberi che danno sempre i loro frutti nonostante il variare delle stagioni.
Un giorno ti condurrò in mezzo al bosco, ti immergerai nel cuore della natura e ascolterai la voce della tua anima. Camminerai sotto la pioggia e il sole sorridendo alle nuvole che vagano libere e, osservando il cielo, contemplerai l'infinito.
Romano Battaglia
Voglio evadere da questa realtà
che non sento mia.
Scrollarmi di dosso la mia identità
per andare in giro senza traccia,
spoglia, nuda.
E voglio sentirmi libera, viva.
Così, finalmente, potrò assaggiare
il sapore del vento e l'odore dell'aria
che non saprà di nuovo,
bensì di ricordo assopito
nello scorrere indisturbato del tempo rumoroso
che silenziosamente ci rende estranei.
Anonimo
Prima o poi
Vieni vogliamo essere mute
colma di repliche è la bocca.
Vieni vogliamo essere ciechi
di fallacia bruciano gli occhi.
Vieni vogliamo essere sorde
nell'orecchio ancora il suono dello stupore.
Forse solo nella nostra caducità
irrompe davvero la vita.
Hai ragione, ma anche le favole servono alla nostra vita così carica di preoccupazioni e di dolori. Tu hai sofferto molto e cerchi di fuggire, sottrendoti al bene degli altri, per paura di esser ferita di nuovo. È per questo motivo che non riesci ad amare nessuno e il tuo cuore è di ghiaccio.
Perciò provi amarezza, noia, delusione, angoscia. È necessario scavare nel profondo di noi stessi perché c'è qualcosa di sepolto nel nostro inconscio che ci rende la vita difficile. Se riesci a esprimerlo ti salverai, altrimenti ti distruggerà.
C'è una carta dell'anima in cui sono segnate le baie della saggezza, il mare dell'abbondanza, l'oceano della pace, i deserti aridi. E poi valli e praterie sconfinate, simboli di libertà. Anche nel tuo animo ci sono regioni splendide: devi imparare ad esplorarle e a tralasciare quelle desolate.
Devi imparare a scalare le montagne, a sopravvivere al deserto della disperazione, a visitare le isole della gioia dove ti lascerai andare al flusso delle idee, dimenticando dubbi e paure. Sarà un'avventura, un viaggio meraviglioso chiamato vita.
Devi nutrirti di speranza come gli alberi che danno sempre i loro frutti nonostante il variare delle stagioni.
Un giorno ti condurrò in mezzo al bosco, ti immergerai nel cuore della natura e ascolterai la voce della tua anima. Camminerai sotto la pioggia e il sole sorridendo alle nuvole che vagano libere e, osservando il cielo, contemplerai l'infinito.
Romano Battaglia
Voglio evadere da questa realtà
che non sento mia.
Scrollarmi di dosso la mia identità
per andare in giro senza traccia,
spoglia, nuda.
E voglio sentirmi libera, viva.
Così, finalmente, potrò assaggiare
il sapore del vento e l'odore dell'aria
che non saprà di nuovo,
bensì di ricordo assopito
nello scorrere indisturbato del tempo rumoroso
che silenziosamente ci rende estranei.
Anonimo